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08
Gen
2009

A FINALBORGO NOEMI SANGUINETI. UN VIAGGIO ECCLETICO. ESPOSIZIONE DI SCULTURA, PITTURA E CERAMICA

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Noemi Sanguinetti   Nata nel 1950 a Buenos Aires, dove ha studiato all’Accademia d’Arte, è fondamentalmente una scultrice, pur cimentandosi con successo con pittura e ceramica. Dopo aver provato per anni diversi materiali è arrivata a conoscere ed apprezzare il marmo e a sceglierlo come materiale d’elezione, ed un grande maestro, Ramon Castejon (allievo di Maioll e Clarà), le ha insegnato la tecnica dei punti e l’uso del compasso aureo per passare dal bozzetto all’opera. Nel corso degli anni ha sviluppato un percorso creativo legato a tematiche diverse, teste, busti, torsi, “maternità” e coppie, mettendo a frutto gli studi di disegno con Aurelio Macchi e modellazione con Alberto Balietti. Espone le sue opere dal 1972 e ha tenuto moltissime personali in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Cuba, Germania, Austria, Francia e Italia. È stata invitata a partecipare a mostre o a realizzare opere a L’Havana, Barcellona, Francoforte, e da ultimo, ma non meno importante, ha partecipato ad una mostra appena conclusa a Brera, dove le sue opere erano in compagnia di quelle di Manzù, Messina, Minguzzi, Pomodoro, Vangi. Col tempo ha lasciato tutto dietro di sé, tutto quello che ha imparato, ma questo non fa sì che si senta più leggera. Le sculture di oggi sono per lei un nuovo punto di partenza nella sua vita artistica, ma sono anche il prodotto di tutti quei precedenti momenti, legati alla sua vita errante e alla sua storia. In Italia è arrivata richiamata dal marmo e dai laboratori di Carrara, dove ha lavorato nel laboratorio di Carlo Nicoli, ma, soprattutto, dalla Liguria, la terra dove vivevano i suoi nonni e da cui sono partiti per emigrare in Argentina, a fine ottocento. È a Savona dal ‘94, ha collaborato per molto tempo con Rinaldo Rotta, e tanti apprezzano il suo lavoro, ne danno testimonianza le diverse mostre allestite o le sue opere presenti in vari paesi liguri, da Badalucco a Varazze.

 La memoria archetipica della forma
Immaginifica, eclettica e nel contempo puntigliosa, Noemi Sanguinetti è artista e scultrice di alta scuola, che ha sempre espresso uno stile personalissimo in una ricerca plastica che tende al monumentale. Sempre conscia delle potenzialità dei materiali su cui applica una manualità a volte potente, a volte delicatissima, durante il suo lungo e severo percorso si è rivolta a diverse tecniche con motivate variabili strutturali, lavorando e sperimentando soprattutto sul marmo e sul bronzo. I suoi oggetti plastici rispondono dinamicamente a una visione arcana della forma astratta, che si fa plausibile nella concreta narrazione che sboccia dalle mani sapienti della sua autrice. La sua storia di scultrice guarda al museo europeo del Novecento, all’astrazione come massa antropomorfa in attesa di rivelazione, e al corpo umano come variabile post cubista o come longilinea ombra totemica. I suoi motivi visuali emergono da una memoria archetipica, o dal retaggio culturale di antiche narrazioni mitiche, facendo pensare a reperti archeologici riportati fortunosamente alla luce, e da conservare per trasmettere il messaggio indecifrabile della loro bellezza.

A testimonianza del colto eclettismo di questa artista, il suo segno così felice nella scultura, diventa grafia visiva di limpida acutezza quando si esprime con la china su carta, per interpretare con poetica soggettività un insetto o la figura umana, un tramonto o un’aurora.
In questi ultimi due  anni, Noemi Sanguinetti  ha scelto di dedicarsi con rigore e determinatezza a una mondo di esseri bronzei, curiosi bipedi alati, ma solidamente attestati come sentinelle, che sembrano innalzare, invece che piume, acuminate armi da difesa contro un nemico sconosciuto. Sono invenzioni di pregnante intelligenza, giocose e drammatiche al tempo stesso, testimonianze tese ed eleganti di un universo altro, ma perfettamente plausibili nella loro curiosa ibridazione; suggeriscono le cadenze goffe ed esitanti di uccelli incapaci di volare, ma sono comunque portatori di una segreta armonia e di messaggi arcani come la loro natura minerale. I colori del bronzo sono qui quelli ossidati del verde e del blu, elementi tonali che ancor più configurano l’aura misteriosa di queste belle creature.
(Paolo Levi )

10 gennaio – 8 febbraio 2009 Complesso Monumentale di Santa Caterina Oratorio de’ Disciplinanti Finale Ligure Borgo Orario: dalle 15 alle 20 (chiuso il martedì)  Inaugurazione: Sabato 10 gennaio, ore 16,30