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02
Gen
2008

ALLA SERRA MONUMENTALE DI ARENZANO LA PERSONALE DI MAURO GARIBBO

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.L'Assessorato alla Cultura del Comune di Arenzano ospita,  presso i locali della serra monumentale, la mostra di Mauro Garibbo, pittore contemporaneo, maestro nell'uso delle forme e dei colori.  Garibbo presenta dei teleri, grandi tele dipinte a olio, che si applicano direttamente e muro. Le loro figure astratte colpiscono non solo lo sguardo, ma tutti i sensi dello spettatore. Una mostra di opere molto particolari e fuori dai canoni ordinari.

Scrive di lui Germano Beringheli:

Duchamp tra gli ascendenti, per Mauro Garibbo, più che Picasso, uno dei due artisti che hanno infuenzato, con invenzione e straordinaria apertura mentale, la contemporaneità.
Duchamp, dunque, con la sua fondamentale asserzione che dichiara: "Guardare attraverso, per vedere oltre".
Perché per il Nostro si è detto, più volte e da più osservatori, che il suo oltre è nato dalle stesse radici della action-painting o, meglio, da quella sua corrente che fu poi chiamata "pittura analitica" per via dei luoghi fatti di luce e di colore. Pertanto se le pennellate di Garibbo sono pervenute adesso a una ulteriore componente visionaria dell'immaginazione, se i suoi percorsi, da quelli del più recente passato e quelli attuali, sono caratterizzati dalla gestualità del dipingere intesa come atto dell'autoaffermazione esistenziale non bisogna dimenticare che gli originari punti di riferimento furono, molto tempo fa, le zonature di Mondrian, le losanghe che segnarono il passaggio dell'artista olandese dal-naturalismo al simbolismo.

Nei teleri di Garibbo - ostentati nel loro aspetto materiale di supporto, di luogo dell'azione - il colore trapassa la superficie, saturandone la vibrazione con immagini rigorosamente astratte, anche quando il disegno segna l'andamento di una linea che rivela il contrasto tra definizioni geometriche del "campo" e interventi di estrazione irregolare, forse naturalistica.
Si può pensare ai grandi "spazi" colorati da Rothko, tuttavia le campiture di Garibbo, spesso monocrome, non partiscono geometricamente le zone. Piuttosto esse rimandano ad alcuni risultati del dripping di Pollock, cioè alle esperienze suggerite, all'americano del Wyoming, dalla personalissima concezione gestuale o dalla ritualità degli indiani Navaho. Negli interventi di Garibbo il colore non scorre accidentale e nemmeno è dovuto a uno sgocciolamento dominato dal caso.

Semmai è "contenuto" e denso; come quello di Rothko é frutto di riverberi luminosi, ha bordi aleatori e si espande attraverso un processo di filtraggio sensibile e simbolico.
Rimanda, semmai, alla "color field painting" anche perché nei " depositi" cromatici l'indicazione di senso volge a disposizioni spaziali quasi immateriali, atmosferiche, oserei dire spirituali, nella significante accezione ascetica e mistica dell'aggettivazione.
Infatti i protagonisti dei dipinti di Garibbo sono i "segni" di corrispondenze sensibili e sensoriali, di espressioni concrete a analogiche di idee e di sentimenti, di tematiche soggettive, profonde e misteriose.
E, pertanto, dai suoi dipinti l'osservatore attento non può che trarne immagini così ispirate da avvertirne, attraverso lo sguardo, le sottigliezze sensibili.

PERSONALE DI MAURO GARIBBO
5 – 17 gennaio 2008 Serra monumentale  di Parco Negrotto Cambiaso - Arenzano Inaugurazione Sabato 5 ore 17.00 Orario mostra 15.30 – 18.30
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