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19
Mag
2006

APRES UN REVE ALLA CONTEMPORART HOUSE GALLERY

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Contemporart" Ë nata a Genova in via di PrË nellíautunno 2005. Mostre, reading poetici, concerti si sono susseguiti da allora nei bianchi spazi della casa del compositore Fausto Ferraiuolo e del performer Gustavo Giacosa. Contemporaneit‡ ai sogni, Offrire invece di chiedere, proporre invece di aspettareÖ sono alcuni delle idee portanti di questo nuovo spazio nel cuore multietnico del centro storico genovese. Il prossimo 21 maggio Contemporart presenta la soirËe ì AprËs un rÍveî dove le ìbicî di Cristiano Baricelli con il suo maniacale punteggiare risveglieranno i nostri incubi nascosti o líeterno sorriso del mai nato e sempre esistitoÖ. Dove il pianoforte di Fausto Ferraiuolo e il violoncello di Giovanni Ricciardi sar‡ un aracnido tessere attorno alle sulfuree visioniÖ Cristiano Baricelli Ë un archivista. La sua opera Ë un catalogo ragionato del caos, della paura, della privazione, del male. Conservare, classificare, selezionare e riutilizzare sono, per l'artista, attivit‡ necessarie ad arginare il caos urgente della carne, della mutazione perenne ed implacabile, della condanna ad esistere che fa del mondo un macello in perenne spasmo. Non c'Ë spazio per consolatorie risurrezioni: se non per assicurare sempre rinnovata materia alla mattanza. L'arte di Cristiano Baricelli Ë un'antenna gettata nel buio, a tentare quel territorio oscuro che l'occhio vede a malapena ma che il corpo conosce fin dal primo respiro: un territorio fatto di viscere, fluidi, umori, malesseri, desideri impossibili, vane tensioni. Un territorio dove Ë facile smarrire nell'indeterminato, nel vago, nello sfumato la chiarezza del segno. Tuttavia, Baricelli non cede alla tentazione dell'oscuro. Da buon catalogatore, conosce i segni e li sa organizzare in piena lucidit‡ - in piena luminosit‡. L'oscurit‡ che i suoi disegni trasmettono Ë tutta mentale e, perciÚ, pi˘ profonda dell'oscurit‡ stessa: oscurit‡ ideale, astratta, assoluta, oscurit‡ pienamente illuminata dalla consapevolezza, oscurit‡ che fa camminare l'artista di pari passo con altri squisiti maestri: Ensor, Redon, Kubin, ma anche Kafka, Lynch, Burton. Lo spasmo si fissa in figure grottesche, a volte patetiche, a volte inquietanti, il pi˘ delle volte entrambe le cose: il prete, braccio armato di una Religione che, facendo della Resurrezione la propria chiave di volta escatologica, inchioda l'uomo al male radicale dell'esistenza in quanto carne e fisiologia, ed il fantoccio, vittima espiatoria di tutto ciÚ che Ë perchÈ deve essere, non pi˘ cosa - strappato a forza dalla beata incoscienza dell'oggettualit‡, tirato via dall'essere e condannato ad esistere in quanto soggetto - e non ancora persona, capace di provare dolore ma incapace di muovere gli arti per fuggire, difendersi, parare il colpo. Questo vuole essere un invito alla prudenza. Quando viaggiate in treno, sedete in un ristorante, aspettate il vostro turno in qualche sala d'aspetto desolata, state attenti alla persona che vi scruta prendendo rapidi appunti su di un pezzo di carta. Cristiano Baricelli Ë un archivista, e potreste entrare a far parte del suo archivio. Forse siamo gi‡ tutti lÏ, imprigionati nella carta, e quelli che stiamo per vedere in mostra sono i nostri ritratti: quella carta Ë la nostra carne, quei segni siamo noi. Paolo Tedeschi CONTEMPORARY HOUSE GALLERY VIA DI PRË 63/2 16126) +39 0109286677 (info), +39 3475452747 (biglietteria) contemporart@interfree.it