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05
Nov
2007

ARTE E SCIENZA: DUE VISIONI DEL DOMANI

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Un futuro sensibile, un progresso sostenibile. Questo il titolo della conferenza che l’ingegnere chimico e responsabile della Area Ricerca dell’Enel Gennaro De Michele e l’artista Michelangelo Pistoletto hanno tenuto venerdì 2 novembre alle ore 21.00 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale in occasione del Festival della Scienza di Genova. Ad introdurli è stato il critico d’arte Sergio Risaliti.

Le opere d’arte e le immagini scientifiche: due visioni del domani, due mezzi di comunicazione diversi che si sono incontrati grazie a Tomorrow. Il futuro sensibile, mostra allestita presso il Palazzo della Borsa (Sala delle Grida) fino al 6 novembre 2007. In visione, opere di Michelangelo Pistoletto, Armin Linke, Yi Zhou, Edoardo Malagigi e Angela Nocentini. «L’esperimento è perfettamente riuscito», ha sottolineato Risaliti, «oggi termini come visioni, etica, tecnica, prospettiva, evoluzione vengono usati nell’arte così come nella scienza».

«Quando mi sono avvicinato all’espressione artistica avevo 18 anni», ha raccontato Michelangelo Pistoletto, «l’arte mi stimolava e sentivo che in essa avrei trovato la risoluzione ai problemi che la società mi metteva di fronte. E se il fascismo mi rendeva infelice, con l’arte riuscivo finalmente a capire il mondo». È iniziato così lo studio di Pistoletto sull’autoritratto e sul fondo nero, che l’artista ha poi trasformato in una superficie specchiante. «Il passo successivo è stato il passaggio dall’immagine dipinta a quella fotografica, che rispecchia sempre il tempo passato».

«Pistoletto ha raccontato una scoperta, di cui è costellato il mondo della scienza», ha commentato De Michele, «c’è un rapporto intimo fra le intuizioni scientifiche e quelle artistiche: entrambe vogliono descrivere la realtà». Arte e scienza dunque non possono che convivere: «bisogna credere nelle proprie idee, tenere duro e resistere alle critiche, seguendo l’esempio di Galileo. Il suo più grande merito non è quello di aver costruito il cannocchiale, ma di averlo puntato verso il cielo. In questo senso Galileo “ha distrutto Dio”».

Oggi la scienza e l’arte devono affrontare il problema della sopravvivenza della specie e della salvaguardia dell’ambiente: «viviamo in un mondo artificiale, che avvolge il pianeta così come fa la second life», ha aggiunto Pistoletto.

«Da quando gli astronauti sono andati nello spazio, è cambiata la nostra visione della Terra, che oggi è Gaia: il pianeta vivente», ha riflettuto De Michele, «dobbiamo rispettare questo organismo, che può morire. Oggi la scienza ha bisogno di intuizioni nuove».