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18
Mag
2010

ARTE. PERSONALE DI HERMANN NITSCH

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Giovedì 20 maggio, ad Alassio, alle ore 21.00, nell’Ex Chiesa Anglicana, sarà inaugurata la mostra personale di Hermann Nitsch, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Alassio e curata da Nicola Davide Angerame.
La mostra, che  presenta una selezione di dipinti realizzati negli ultimi anni, resterà aperta fino al 20 giugno 2010, con ingresso libero, da giovedì a domenica dal 20 maggio al 6 giugno dalle 15 alle 19 e dal 10 al 20 giugno dalle 17,30 alle 19,30 e dalle 21 alle 23.

Hermann Nitsch nasce a Vienna nel 1938. A 19 anni, dal 1957, si dedica alla realizzazione del suo “Orgien Mysterien Theater” (OTM), il teatro delle orge e dei misteri, che considera alla stregua di una nuova forma di arte totale, la Gesamtkunstwerk, teorizzata da Wagner nel suo teatro d’opera fondato su una drammaturgia che riprendeva i miti fondativi della germanità.
La mostra propone una selezione di lavori recenti, grandi opere su tela realizzate in stile informale, sottese da una energia violenta e dipinte con colori acrilici e sangue animale proveniente dalle performance che hanno reso celebre Nitsch in tutto il mondo. Nei decenni sue mostre personali e azioni sono state ospitate dai più prestigiosi musei del mondo, dal MoMA di New York al MACBA di Barcellona, al MUMOK di Vienna. In Italia Nitsch ha esposto al MAMBO di Bologna, al PAN di Napoli, al PAC di Milano, a Londra alla Saatchi Gallery e alla Whitechapel, per finire recentemente al MOCA di Los Angeles. Una sterminata bibliografia è stata dedicata al suo lavoro e una fondazione a suo nome è stata aperta a Napoli recentemente. Il legame con l’Italia risale a molti anni fa.

“Era dal 2004 che Nitsch mancava dalla Liguria – spiega il critico Nicola Davide Angerame – questa mostra porta in visione i lavori più recenti di un artista tra i più radicali della scena internazionale. Le opere selezionate sono grandi “pale d’altare” che risultano dalle azioni che ancora oggi il decano dell’azionismo viennese mette in scena nei grandi musei. La tela è per Nitsch un ricettacolo di quanto avviene nelle sue performance, che coinvolgono centinaia di persone dentro un rito ancestrale di sacrificio e rinascita, in cui le tele sparse per terra vengono inondate di colore e di sangue, macchiate con impronte e sgocciolamenti. Il tutto viene poi elaborato e teso su un telaio, da cui nasce così il quadro”.