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13
Gen
2006

ARTEGENOVA 2006: INCONTRO CON NICOLA ROSSI, AMMINISTRATORE DELEGATO DI NEF

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Giunge alla seconda edizione ArteGenova, la mostra-mercato di arte contemporanea che trasforma per cinque giorni (dal 12 al 16 gennaio) la Superba in meta díeccezione per appassionati, collezionisti, galleristi, critici, curatori, artisti e perchÈ no, anche neofiti. ArteGenova Ë uníoccasione privilegiata non solo per ammirare splendide opere díarte ñdi grandi maestri del ë900 e di giovani artisti- ma anche per ìtastare il polsoî del mercato dellíarte, che negli ultimi anni ha subito una vera e propria impennata. Genova come futuro punto di riferimento per il contemporaneo? Ne abbiamo discusso con Nicola Rossi, Amministratore Delegato di NEF (Nord Est Fair), societ‡ promotrice di fiere ed eventi díarte, che ha portato allíombra della Lanterna il mercato del contemporaneo. >Cosa ha dettato la scelta di Genova per una nuova mostra-mercato di arte contemporanea? >> Crediamo molto nel territorio ligure e nellíinteresse del collezionismo per questa zona privilegiata, che guarda al Piemonte, allíEmilia, alla Toscana e alla Francia: gi‡ questíanno abbiamo iniziato un dialogo con le realt‡ díoltralpe che intendiamo intensificare a partire dalla prossima edizione. >Quale Ë il bilancio di questa seconda edizione di ArteGenova? >>Sicuramente positivo: la manifestazione, rispetto allíanno scorso, Ë gi‡ molto cresciuta. Inoltre, abbiamo ottenuto un riscontro maggiore sul territorio, con líadesione di molte nuove gallerie liguri. Questo Ë un dato molto importante, anche perchÈ le citt‡ che non si esprimono, nellíarte, con grandi iniziative collettive, alla lunga deprimono il collezionismo. A Firenze, in settembre, partiremo con una nuova iniziativa che ci Ë stata richiesta proprio dai privati, dalla Federazione Italiana Mercanti díArte. La fiera Ë un momento díincontro e di crescita per le gallerie, uno stimolo per il collezionismo e un motore importante del mercato. >Quali sono gli appuntamenti del vostro network díarte? >>Il nostro calendario inizia a novembre, con Padova, che ha raggiunto la sedicesima edizione. A dicembre siamo a Bari per la pi˘ antica fiera díItalia: Ë nata negli anni í70 ñancor prima di Bologna- come fiera del Mediterraneo. Ha vissuto grandi fasti ma anche sofferto di fasi di declino: noi siamo subentrati nella gestione dellíevento da otto anni e la stiamo riportando ad alti livelli. In primavera, ad aprile, siamo a Parma (anche in questo caso siamo subentrati alla gestione precedente, da tre anni), una citt‡ che si trova in un territorio molto attivo ed interessante, a livello culturale ñnon dimentichiamo che proprio qui ha luogo una delle manifestazioni italiane pi˘ importanti nel campo dellíantiquariato- e anche sotto il profilo economico. Infine, stiamo organizzando la nostra prima fiera a Lugano, nonostante le difficolt‡ che la frontiera comporta poichÈ nel campo dellíarte, giustamente, le normative attuali sono molto strette e vincolanti. Da non scordare, poi, il nostro impegno sul fronte dellíantico: NEF promuove dal 1985 Antiquaria e dal 1996 Antologia. >ArteGenova, nelle sue prime due edizioni, ha visto una netta prevalenza dello ìstoricoî rispetto ai nomi giovani: Ë una fiera pi˘ tradizionalista rispetto alle altre? >>A mio avviso Genova non Ë pi˘ tradizionalista delle altre citt‡. infatti, líanno scorso ci sono stati riscontri molto positivi nellíambito della fotografia contemporanea. Non Ë un caso che in questa seconda edizione si sia dedicato ampio spazio ñnellíambito delle mostre collaterali- alla fotografia e al video. Certamente, a Padova, il numero di video presentati e lo spazio disponibile erano maggiori ma, in proporzione, il ìpesoî di quelli esposti a Genova Ë maggiore. >Le fiere di arte contemporanea sono, a Suo avviso, uno specchio pi˘ fedele dellíandamento dellíarte rispetto alle istituzioni museali? >>La fiera Ë un ìtermometroî del futuro dellíarte: Ë il terreno ideale per confronti e paragoni fra le gallerie e le opere degli artisti presenti. Colto nella maniera opportuna Ë il luogo perfetto per avere una proiezione di quello che accadr‡ domani. Luisa Castellini