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05
Giu
2009

CALCIO ITALIANO ALLA RESA DEI CONTI

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Il calcio mercato impazza sui siti internet, nei media Tv e su i giornali. Tutti a caccia dello scoop per  dell’audience e della pubblicità futura.Ma il nostro calcio cammina come i gamberi, all’indietro:  ormai Inghilterra e Spagna lo hanno superato. Il made in Italy non tira più.
I dirigenti danno la colpa alla fisco,  agli stadi di non proprietà,  al marketing. Il Fisco è vero danneggia le squadre italiane, ma il Barcellona ha vinto con dieci giocatori del settore giovanile e non ha dovuto dare nulla al fisco;  gli stadi, ,qual è il dirigente che ha investito un’ euro di tasca sua per avere uno stadio di proprietà? il marketing vive ancora i tempi della preistoria.

Kaka ed Ibrahimovic non andranno via per gli euro, ma perché vogliono vivere in campioanti con stadi pieni(i biglietti sono più cari che da noi), calcio solare e veleni ridotti. I media hanno collaborato con i servizi rozzi e urlati in ogni trasmissione Tv e radiofonica al silicio e su carta, a farli scappare.  .Ogni occasione è buona per marciare contro il calcio a favore sempre dell’audience, ed a parità di ingaggi i campioni scelgono un tipo di calcio in cui si prova più piacere.
Calciopoli non ha cambiato nulla , come in politica siamo passati da un regime all’altro.
Detto tutto ciò, immaginate tutte le cifre e  i titoli che girano in questo momento,   sul calcio nostrano come potranno essere portati a termine dalle  società italiane.
Bisogna cambiare. Il  nostro campionato in questi ultimi anni non ha avuto ricambi, è stato fermo sempre ai soliti nomi.
Non c’è stato ricambio:  il ricambio vuol dire scommettere su nuovi calciatori e quindi pagarli.
Per i nostri manager del calcio è sufficiente per fare una squadra:   i costi zero, le scadenze di contratto e vorticosi giri di scambi di calciatori.
Il costo zero in Europa è un affare perché  investono soldi per pagare gli ingaggi altissimi. Da noi, non è un investimento,  una programmazione, ma una scelta economica.
Per risalire le classifiche, non solo europee, ma anche italiane  bisogna fare anche un mercato di preferenze e non solo di esigenze. Bisogna  fare un progetto di gestione del calcio. Le nostre squadre utilizzano la parola progetto per coprirsi le spalle  ed evitare di investire. Sono finiti tutti nel dimenticatoio i progetti delle squadre italiane? Bisogna  investire sul gioco e sui giovani !
Il Genoa da questo punto:  giovani, ricambi,scommesse sui giocatori  e gioco sembra aver imbroccato la strada giusta.

La gazzetta dello Sport ieri in  un editoriale diceva:”il prototipo del nuovo allenatore diventa Gasperini,che anche senza Milito e Thiago Motta , resta ricco di un gioco. Inserisce ricambi e tira dritto”.
Anche la filosofia di Preziosi che dice in Europa non vogliamo commettere gli errori degli altri, lamentandosi delle tre competizioni a metà campionato, sembra giusta. Il Grifo è a conoscenza  suo futuro dal mese di aprile scorso. 
Anche la Samp è un modello:grande equilibrio nei conti, conseguentemente ad un’ obiettivo sportivo e con l’avvento di Del Neri, se crederà prima nei giovani e dopo nel  risultato potrebbe cancellare il brutto anno passato.

Calciomercato: le ultimissime di giornate il Genoa sempre in  copertina con: Plasil, centrocampista della nazionale Cecoslovacchia che gioca nell’Osasuna in Spagna, Pintos Pablo esterno di centrocampo uruguaiano del Defensor di Montevideo, a sostituire Mesto se andrà via, ed anche una pista italiana , Biagianti centrocampista, play maker del Catania.
Ma nella testa di tutti dovrebbero rimbombare le parole di ieri di Gasperini: “ il parametro dei nostri calciatori è alto;  prima di sopravalutare i giocatori degli altri, specialmente se stranieri, perché non ,  li conosciamo, sarà meglio guardarsi in casa nostra : meglio di Jankovic e Rubinho non  ne  ho visto citati .“
La Samp alla ricerca, secondo i dettami tattici di Del Neri, degli esterni di centrocampo,scambio Campagnaro con Semioli della Fiorentina in pool postition, ma la Viola vuole lo sconto sull’argentino, e del difensore centrale pronto a comandare la difesa del tecnico friulano, ( Manfredini dell’Atalanta è il preferito, l’alternativa Di anelli della Fiorentina, Tissone dell’Udinese ).

La campagna acquisti e vendite in casa blucerchiata attualmente sembra una  questione  secondaria.
La Juventus ieri ha sferrato un’attacco decisivo a Marotta.Per i dirigenti bianconeri, per non saltare in aria, Marotta  è la prima scelta e si giocano tutto per tutto, per portarlo sotto la Mole bianconera.
Come dissi in occasione della vendita di Milito e Thiago , l’importante che rimanga  Gasperini al timone,; bisogna  ripeterlo, ad alta voce,  via qualsiasi giocatore dalla Samp, basilare  che rimanga Marotta , l’unico a gestire bene e con fantasia i budget limitati della proprietà.