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24
Apr
2006

CONTINUA LA MOSTRA DEDICATA A FRANZ ROH DA MARTINI&RONCHETTI FINO AL 27 MAGGIO 2006

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La mostra pensata per ricordare Franz Roh a 40 anni dalla sua scomparsa, organizzata con il sostegno del Goethe-Institut Genua, Ë composta da 38 opere e ricostruisce líintero arco creativo dellíartista che va dal 1922 al 1965. Sono presenti, in esposizione, alcune fotografie che testimoniano líinteresse di Roh verso la pratica fotografica gi‡ a partire dallíinizio degli anni Venti. I lavori esposti rappresentano il risultato di una articolata produzione che si snoda attraverso un folto gruppo di collages realizzati a partire dagli anni Trenta, in cui líartista utilizza incisioni delí700 e fotoincisioni dellí800, reinventandone il contenuto. In un ulteriore gruppo di opere troviamo un insieme di collages di grande impatto visivo dove il materiale utilizzato Ë costituito da riproduzioni fotomeccaniche di fotografie tratte da giornali. Critico tedesco di grande rilievo, Franz Roh deve la sua fama al libro Postespressionismo. Realismo Magico. Problemi della nuova pittura europea (1925), testo fondamentale per una analisi delle correnti artistiche formatesi dopo líespressionismo, non solo in Germania. Nel testo, che analizza e mette a confronto i diversi linguaggi pittorici in Europa, come ad esempio Valori Plastici per líItalia, viene introdotto il concetto di ìNeue Sachlichkeitî (Nuova Oggettivit‡), termine che indicher‡ in seguito una intera epoca. A fianco dellíattivit‡ di critico e studioso sviluppa, con una dinamica autonoma, quella di fotografo e creatore di collages. Franz Roh nasce il 21 febbraio del 1890 ad Apolda, Turingia. Studia letteratura, storia e storia dellíarte a Lipsia, Berlino e Basilea e, successivamente, a partire dal 1915, si trasferisce a Monaco, dove líincontro con il famoso storico díarte Heinrich Wˆlfflin, rappresenter‡ un momento fondamentale per la sua maturazione artistica. Roh si specializza in pittura olandese del secolo XVII. Proprio in questi anni inizia a scrivere su riviste specializzate come ìKunstblattî, ìKunstî e ìWerkî. Scrive, in qualit‡ di critico díarte, per ìNeue Zeitungî e lavora come redattore per il Bayerischer Rundfunk. Gli anni Venti sono anche gli anni in cui vengono scoperte dagli artisti le potenzialit‡ espressive della fotografia. Nel 1929, in collaborazione con Jan Tschichold, seleziona 76 opere fotografiche per foto-auge, pubblicazione rimasta fondamentale per molti anni nella diffusione internazionale delle ricerche sulla Nuova Fotografia. Accanto a questa iniziativa editoriale, nasce il progetto di pubblicare la collana fototek, composta da foto-libri sia a carattere monografico che antologico. Nel 1930 sono pubblicati i volumi dedicati a Aenne Biermann e Moholy-Nagy con introduzione di Franz Roh, mentre quelli dedicati alla fotografia politica, al nudo e a El Lissitzky rimangono solo allo stato di progetto. La sua produzione letteraria subisce un rallentamento, durante il nazismo, per ridiventare copiosa al termine della seconda Guerra Mondiale. Nel 1933 Ë internato per alcuni mesi a Dachau in quanto sostenitore di quella che, in seguito, sar‡ dichiarata Arte Degenerata. Professore di storia dellíarte allíUniversit‡ di Monaco di Baviera dal dopoguerra, nel 1951 Ë nominato presidente della sezione tedesca dellíAica (Association Internationale des Critiques díArts). Sul piano della ricerca artistica si orienta da subito verso il fotomontaggio, il collage e tutte le tecniche sperimentali in genere, dimostrando un talento originale che gli permette di sviluppare un linguaggio formale autonomo: una combinazione fra la sua formazione umanistica, apporti scientifici e una sensibilit‡ personale. Compone i suoi collages tagliando e accostando, senza integrazione di matita o pennello, le immagini pi˘ disparate, che una volta sistemate nella loro posizione definitiva acquistano altri significati da quelli originari. Dai suoi assemblages scaturisce un racconto che si sviluppa in una dimensione onirica, connotato spesso da colte citazioni simboliche e da contenuti linguistici comuni al dadaismo e al surrealismo. Roh Ë in contatto con gli artisti contemporanei che operano utilizzando lo stesso mezzo espressivo, da Max Ernst, con il quale intreccia un fitto rapporto epistolare a partire dal 1926, agli esponenti di Dada a Berlino come Hannah Hˆch, George Grosz, a Moholy Nagy insegnante al Bauhaus a Man Ray, etc. Sebbene i primi lavori di Roh si collocano negli anni Venti, passano decenni prima che le sue opere vengano presentate a un vasto pubblico. Le prime mostre di collages risalgono al 1961, anno in cui ha luogo uníesposizione nella rinomata galleria Otto Stangl a Monaco. In Italia le opere di Roh vengono esposte per la prima volta nel 1975 a Milano, presso la Galleria del Levante mentre soltanto in anni recenti importanti istituzioni museali hanno dedicato esposizioni al suo lavoro come quelle alla Staatgalerie Moderner Kunst di Monaco nel 1990 e allíIVAM Centre Julio Gonzalez di Valencia nel 1997. Franz Roh muore a Monaco il 30 dicembre 1965. Per questa occasione Ë stato edito un catalogo contenente la riproduzione di parte delle opere esposte e corredato da apparati biografici, da testi di Franz Roh, due dei quali inediti per líItalia e uno mai pubblicato fino ad oggi.