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14
Mar
2006

DE-RELITTO:PERSONALE DI ROBERTO PILAT A SATURA DAL 18 MARZO

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DE-RELITTO sabato 18 Marzo 2006 ore 17,00 Mostra personale di Roberto Pilat . A cura di Mario Napoli . Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, síinaugura, nella sede dellíAssociazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 18 Marzo 2006 alle ore 17.00, la mostra personale di Roberto Pilat . La colpa (o il merito?) Ë da attribuire ad una immersione in apnea nel mar Rosso a Massaua in Eritrea negli anni 70, quando navigavo come ufficiale di macchina, con la Linea Messina. Durante quella bellissima avventura incappai in un piccolo relitto di un barcone di ferro posato sul fianco ormai inglobato nel corallo bianco, per caso vidi una piccola lamiera sottilissima i cui colori, che andavano dal giallo, rosso, arancio, al marrone nero e verde. .Era talmente fantastico che rimasi cosÏ abbagliato da quella sinfonia di colori da non accorgermi che il marinaio che era sugli scogli stava battendo due sassi in acqua gridando in siculo Uí SCQUALO Uí SCQUALOOOO !!!!!!. Risalii velocemente e mi accorsi che la belva si stava allontanando, forse vedendomi bene si spaventÚ e fuggÏÖmi ributtai e recuperai quel tesoro. Ma rimasi profondamente deluso e amareggiato quando la sacra icona si asciugÚ, perchÈ sparirono tutti i colori, cosÏ gettai a malincuore quella lamiera che ormai aveva un color ruggine uniforme, nel luogo in cui quel tesoro ìcoloriferoî si era formato. Ma quei colori mi rimasero impressi nella mente per sempre. Qualche tempo dopo con la Transoceanica Mario rimanemmo a Kobe in Giappone circa un mese per lavori in bacino. Una sera vidi in una vetrina di un lussuoso negozio, accanto ad una antica armatura di samurai, una ciotola color marrone che sembrava metallicaÖentrai e chiesi informazione a gesti, perchÈ quelli non parlavano inglese, ma capii che era una ciotola di ceramica raku. Per farmi capire, che era ceramica quel gentile commesso prese una normale tazzina da thË e aggiunse RAKU. Disegnai su un foglio la figura di un torniante che faceva quella ciotola e mi scrissero sul foglio stesso líindirizzo del ceramista. Riuscii a scovarlo e questo fu il primo impatto con la ceramica, perchÈ allora dipingevo ad olio, abitavo a Genova e nulla sapevo su quella materia. Nel 1977 mi sposai e smisi di navigare, ma il destino volle che la mia sposa risiedesse, guarda caso ad Albisola dove la ceramica la praticano da secoli e cosÏ mi gettai a capofitto in questa perigliosa avventura solitaria, feci migliaia di esperimenti tutto da solo, senza líaiuto di nessuno, sforando tutte le regole della ceramica normale. Se avessi seguito i consueti canoni non sarei riuscito a fare il fiore del ferroÖ