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11
Nov
2006

DINAMISMO COSMICO BARRILE DENTE KOVA E ZUCCA ESPONGONO A SATURA

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L’arte deve rendere visibile ciò che è imprudentemente nascosto dalla umana percezione: Il “cosmo” spazio-temporale-mentale che ci circonda, ed al contempo ci permea, si trasforma incessantemente in quanto regolato da “dinamiche” leggi basate sulla tensione universale degli infiniti contrasti che costituiscono il sempiterno motore primo, la genesi del continuo divenire.
L’essere umano spesso non afferra che anche nella realtà e fantasia vengono a mescolarsi perennemente fra di loro in forza di questa proiezione cosmica, in quanto il tourbillon dei quotidiani eventi porta le visioni spazio immaginifiche ad essere frullate in un rutilante caleidoscopio che ubriaca la mente come la spumeggiante onda di un tempestoso mare.
Lo svincolarsi progressivo da qualsiasi riferimento contingente e pregiudizievole consente all’Artista di insinuarsi profondamente nelle dimensioni interiori della collettività, spesso metabolizzate dall’uniformità imperante  e globalizzata, fino a giungere ai remoti confini degli alfabeti dinamici dell’astrazione evocativa e da lì derivare, quale moderno demiurgo, le leggi del perpetuo divenire.
L’indagine pittorica, per poter cogliere questa recondita meta deve quindi necessariamente seguire un percorso alchemico definito da continue trasmutazioni.
E’ dunque indispensabile, da parte dell’Artista concentrare le ricerche in maniera sistematica, ossia indagando sui rapporti lasso-dinamico-cromatici derivanti dalle continue mutazioni del trinomio tempo-linea-calore.
In questa plaga trans-formale si riescono a scoprire le infinite fluttuazioni di u substrato concettuale pentadimensionale (ossia decifrabile, appunto, attraverso coordinate crono-spazio-mentali) perennemente transuente.
Operando quindi nella miscellanea cosmica degli accostamenti predetti si perviene all’armonia assoluta perché li scaturisce l’assenza dinamica dell’ineluttabile variazione. Non bisogna dunque mai cedere alle sirene dell’indulgenza dell’abbellimento alla riduzione; e invece necessario rimuovere la buccia delle forme contingenti e procedere come un occhio, sula strada degli infiniti inviluppi che portano alla dimora del soffio vitale cosmico.
Chiave di volta è la tensione infinita, che raggrumandosi nelle macchie di colore materico, deve poter espandersi ed esplodere in variopinti spruzzi ed ampi graffi che tagliano e fanno vibrare il cielo.
Gli oggetti e le forme rappresentate nell’opera artistica, tela o scultura che sia, possono essere ripetuti ma mai seriali perché ciò porterebbe alla monotonia della rappresentazione, la qual cosa coinciderebbe con la morte della psiche partoriente e dell’universo spazio temporale ad essa correlato.
Anche l’utilizzo di materiali difformi e contrastanti, fra loro, intervenendo a smaterializzare  la pittura porta ad accentuare la scansione mentale di queste indagini cognitive. La dinamicità della visione cosmica è dunque raggiunta attraverso il ritmo organico e vibrante dei trinomi segni-oggetti-colori che tracciano il movimento universale appoggiandosi in zone spazio temporali in cui vuoti e pieni si susseguono come cirriformi nuvole, svettanti nel cielo.
L’Artista deve, in ultima analisi, arrivare all’esaltazione cronologica dello spazio cromatico e della forma modulandole con rinnovata plasticità al fine di visualizzare sul supporto bidimensionale, o scultoreo, l’esperienza del movimento dinamico e ritmico, timbrico ed armonico, dell’anima entropica del cosmo.

< DINAMISMO COSMICO >
espongono Barrile - Dente - Kova - Zucca
a cura di Giosuè Allegrini

sabato 11 novembre 2006 ore 17:00
sala prima – inaugurazione
aperta fino al 29 novembre 2006
dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00
chiuso lunedì e festivo
Genova, SATURA Associazione Culturale