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30
Nov
2010

FESTE E TRATTENIMENTI IN GIARDINO TRA XVI E XVIII SECOLO

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Inaugura giovedì 2 dicembre alle ore 17 a Palazzo Bianco di Genova la mostra “Feste e trattenimenti in giardino tra XVI e XVIII secolo”, nata da un’idea del direttore dei Musei di Strada Nuova Piero Boccardo che ne è anche il curatore. L’esposizione è aperta al pubblico dal 3 dicembre 2010 al 1 maggio 2011.

Attraverso l’esposizione di dodici dipinti provenienti da musei e collezioni private italiane, la mostra intende illustrare il tema del giardino tra XVI e XVIII secolo sia come luogo di feste, svaghi e “trattenimenti”, sia come spettacolare scenografia per grandiosi ricevimenti e celebrazioni ufficiali.

In effetti il giardino, immagine dell’armonia tra uomo e natura, è generalmente considerato uno spazio ideale e praticamente perfetto per il genere umano, tanto è vero che l’Eden della Genesi e il Paradiso, e non solo quello cristiano, sono descritti proprio come giardini.

E’ a pittori fiamminghi – resi forse più sensibili al dato di natura per effetto del maggior contrasto riscontrabile nei paesi settentrionali tra la stagione fredda completamente spoglia e il rigoglio della flora in quella temperata – che a partire dal Cinquecento si deve la scelta di fare del giardino, anche se rappresentato solo come sfondo delle attività umane ricreative e di svago – dalla semplice passeggiata alla festa, dal banchetto all’intrattenimento musicale – un vero e proprio soggetto per i dipinti.

La presenza di numerosi artisti fiamminghi a Genova agli inizi del Seicento ha facilitato l’affermazione di questo genere pittorico nel capoluogo ligure, ed è proprio a una finora inedita tela di questo tipo, raffigurante il Ricevimento genovese in onore degli arciduchi Alberto e Isabella d’Asburgo alla presenza del doge Lorenzo Sauli, opera di uno dei poco noti fratelli Van Deynen, che si è ispirato un secolo più tardi Alessandro Magnasco nel suo più celebre capolavoro, il  Trattenimento in un giardino d’Albaro.

Altri dipinti fiamminghi e opere di Nicolas Lancret, di Filippo Falciatore e lo spettacolare Carlo di Borbone rende visita a Benedetto XIV nella Coffee House del Quirinale di Giovanni Paolo Panini completano il panorama degli esiti di questo tipo di soggetti tra Sei e Settecento, dove il giardino si dimostra contesto adatto tanto alla vita privata quanto alle cerimonie ufficiali.

La mostra è corredata da un catalogo scientifico con testi, oltre che dello stesso Piero Boccardo, di Raffaella Besta e Margherita Priarone.

Orari Martedì – Venerdì  9 – 19 Sabato – Domenica 10 - 19 Lunedì chiuso
Il museo rimarrà aperto anche in occasione delle festività dell’8 e 26 dicembre e 6 gennaio
Info: 010 2759185