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18
Ago
2006

FINALMARINA LE OPERE DI GAETANO FRACASSIO IN MOSTRA FINO AL 31 AGOSTO

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Parlare degli Ipertesti di Gaetano Fracassio significa innanzitutto chiedersi quale rapporto ci può essere e quale rapporto c'è stato tra la pittura e la parola: la domanda non è gratuita perchè Fracassio dimostra altrove  di essere un grande pittore,
e quindi ci si chiede cosa spinga un pittore che ama usare la pittura pura, una pittura, inoltre, che ha precisi riferimenti all'ambito metafisico, a inserire all'interno delle proprie rappresentazioni la parola scritta, e a farlo secondo modalità via via più complicate, che giungono a porre in pari evidenza il carattere alfabetico e l'immagine figurativa.
Posso già anticipare il mio punto di vista: Gaetano Fracassio vuole incarnare l'artista globale, l'artista che sa fare pittura, ma che si cala nel suo tempo, cannibalizzandone tutte le tecniche, le possibilità espressive, cogliendo degli anni in cui vive tutte le possibili suggestioni, anticipando anzi mode e gusti nei soggetti e nella composizione. Se infatti i dipinti ad olio raffiguranti stanze vuote e cieli azzurri, sedie in attesa di uomini e atmosfere sospese, sono stati concepiti assieme ai primi dipinti ipertestuali in cui un frutto, un ortaggio, una sedia nuovamente, diventano pretesti per fare una pittura in cui la parola scritta, l'annotazione, il verbo diaristico diventano parte integrante del tessuto pittorico, complicano la superficie del quadro increspandolo con il solco del pennino, in cui il pensiero dell'artista diviene tangibile, e arricchisce la struttura compositiva dell'opera, qui, negli Ipertesti, assistiamo ad un passo in più: c'è una maggiore aggressività da parte dei caratteri tipografici scelti, con parole finalmente leggibili, ma proprio per questo in piena evidenza, c'è una cornice molto spesso scritta, c'è un andare oltre la semplice superficie del quadro, che si fa scultura, che si espande utilizzando (come già altrove era capitato) piccoli quadretti che lo completano e ne fanno al tempo stesso parte integrante; ma si arriva anche al quadro-scultura vero e proprio, come si può vedere nell'opera "Unico Viaggio", in cui la parte dipinta è posta sui giganteschi cartellini di questa immaginosa valigia, che poi è a sua volta non è che un telaio pronto ad accogliere una tela, che però non c'è...."(Sandro Martini)

GAETANO FRACASSIO
Allegoria e vissuto del Finale

Fortezza Castelfranco Finalmarina

06 / 31 agosto 2006
Fortezza Castelfranco Finalmarina 
06 - 31 agosto 2006
Orario:Tutti i giorni 18.00 / 22.00 – venerdì, sabato e domenica
INFO:
culturaturismo@comunefinaleligure.it
www.comunefinaleligure.it