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19
Apr
2006

GAROFANI E TULIPANI. CERAMICHE E TESSUTI A PALAZZO SPINOLA DAL 19 APRILE AL 3 SETTEMBRE

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GAROFANI E TULIPANI CERAMICHE E TESSUTI A PALAZZO SPINOLA mostra a cura di Marzia Cataldi Gallo e Farida Simonetti dal 19 aprile al 3 settembre 2006 SEZIONE CERAMICHE UNA TULIPANIERA PER PALAZZO SPINOLA a cura di Farida Simonetti e Gianluca Zanelli COLLEZIONE TESSILE UN TELO DI FIORI A PALAZZO SPINOLA a cura di Marzia Cataldi Gallo La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola presenta due recenti acquisizioni del Ministero per i Beni e le Attivit‡ Culturali: uníimportante e rara tulipaniera realizzata da una manifattura savonese nel XVIII secolo, che andr‡ ad arricchire la collezione di ceramiche gi‡ presente presso la dimora di Pellicceria, e un prezioso telo ricamato seicentesco, decorato con ricami di ispirazione floreale raffiguranti cesti di garofani e tulipani. Grazie al Garden Club di Genova, in occasione dellíinaugurazione della mostra, martedÏ 18 aprile 2006 alle ore 17.30 il professor Alessandro Tosi, docente di storia dellíarte moderna presso il Dipartimento di Storia delle Arti dellíUniversit‡ di Pisa, terr‡ una conversazione intorno ai temi in essa presentati. In occasione dellíinaugurazione, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola effettuer‡ uníeccezionale apertura prolungata sino alle ore 23.30. SEZIONE CERAMICHE Una tulipaniera per Palazzo Spinola a cura di Farida Simonetti e Gianluca Zanelli Con líacquisizione di una tulipaniera settecentesca di manifattura savonese, entra nel patrimonio della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola un oggetto raro per le sue caratteristiche poichÈ presenta una morfologia vasale del tutto inedita nel panorama della produzione ceramica ligure, dove pi˘ frequentemente troviamo il modello, pi˘ semplice, formato da due o pi˘ bulbi sovrapposti. In questo caso, invece, siamo di fronte ad un esemplare di grandi dimensioni che si sviluppa da una grande base a corpo esagonale dalla quale si innalzano quattro vaschette di dimensioni decrescenti che formano la copertura piramidale dellíesotico edificio cosÏ che líinsieme suggerisce líimmagine di una pagoda, una forma cioË la cui origine deriva dalla diffusione in Occidente della conoscenza di questa affascinante forma architettonica, attraverso stampe, lacche, modelli tridimensionali, di cui si presenta uno della raccolta del Museo Chiossone (per gentile concessione del Comune di Genova ñ Settore Musei). Il recupero di questa struttura per creare vasi ceramici per fiori si deve alla manifattura di Delft, in particolare a due botteghe, la ìGreek Aî e la ìMetal Potî, alla quale Ë attribuita la coppia conservata al Rijksmuseum di Amsterdam, databile tra il 1690 e il 1720, di cui si espone in questa occasione una delle due (alta cm 110) che la compongono, per la prima volta a Genova, caratterizzata da una base quadrata con paesaggi orientali dalla quale si elevano cinque piani con decori floreali. Altre due coppie di tulipaniere a pagoda, dette anche en obelisque, si conservano nelle Collezioni Reali inglesi di Chatsworth e, a differenze della coppia di Amsterdam, hanno la base a sei facce, come quella di Palazzo Spinola e come le due basi, di cui purtroppo si Ë persa la parte superiore, qui esposte, le quali potrebbero essere state prodotte dalla stessa bottega che sembrerebbe aver avuto la possibilit‡ di conoscere il modello di Delft adottato dalla bottega di Adriaen Kocks. Nel caso della tulipaniera Spinola, se la forma Ë la stessa, realizzata con la stessa minor definizione dei contorni rispetto ai modelli olandesi, la cromia lascia emergere caratteristiche pi˘ proprie della produzione savonese, ma con estrema coerenza il decoro si riferisce al repertorio orientale dal quale riprende i modi della raffigurazione di animali e paesaggi nelle sei facce della base. Acquisizione coerente di riferimenti orientali, in una ben riuscita commistione con repertorio e tecniche tradizionali della cultura locale. Come nel caso degli esempi monumentali prodotti a Delft e commissionati dallíambiente di corte, si puÚ supporre che anche questi esempi savonesi siano nati per prestigiose committenze locali probabilmente in contatto con le Fiandre, mentre a livello di committenza pi˘ larga devono collocarsi le richieste di un oggetto come la tulipaniera, realizzata in questo caso nelle infinite varianti del vaso a globi sovrapposti, il cui successo Ë probabile commistione del fascino per líoriente che diventa motivo comune a tutte le arti decorative, e della fortuna che circondava un fiore come il tulipano protagonista di una delle pi˘ incredibili vicende dellíeconomia moderna europea. Scheda a cura di Farida Simonetti La tulipaniera a Savona. Fortuna di una forma Il consistente nucleo di tulipaniere, ben 27, realizzate dalle pi˘ importanti manifatture savonesi e provenienti, in larga parte, da collezioni private e dalle collezioni civiche di Genova e della Cassa di Risparmio di Genova, dalla Galleria Rizzi di Sestri Levante e dalla collezione del principe Boncompagni Ludovisi donata alla Pinacoteca Civica di Savona, permette di analizzare lo sviluppo morfologico di questo manufatto in ambito ligure dal pieno Seicento sino alla fine del secolo seguente, sottolineando nel contempo la rarit‡ dellíopera ora acquistata dalla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Il modello largamente prodotto dalle fornaci savonesi Ë costituito da un corpo percorso da corpi globulari decrescenti forniti di cannule troncoconiche destinate a ospitare i preziosi fiori. Le tulipaniere risalenti alla seconda met‡ del XVII secolo rivelano in particolare una forma sinuosa e raffinata, contraddistinta da una notevole espansione dei recipienti, forse desunta da modelli di produzione medio-orientale e orientale. Spesso in esse la superficie Ë impreziosita da episodi desunti dalla mitologica classica che si sviluppano con andamento prevalentemente orizzontale enfatizzando la notevole espansione dei corpi globulari. Tale tipologia decorativa ìa scenografia baroccaî palesa, come nel caso dei prestigiosi esempi appartenenti alla collezione Boncompagni Ludovisi donata al Comune di Savona, una straordinaria abilit‡ nella stesura della materia pittorica, che poteva presentare la tipica tonalit‡ blu cobalto oppure una gamma cromatica pi˘ articolata vivacizzata da tocchi di ocra, verde o bruno di manganese. Alcune testimonianze databili verso la fine del Seicento e allíalba del XVIII secolo mostrano un altro repertorio ornamentale, tradizionalmente denominato ìa tappezzeriaî, composto invece da minuti elementi di ispirazione naturalistica, piccoli insetti, edifici fantasiosi, ponti e velieri accostati talvolta a putti colti in volo o seduti di cui Ë testimonianza la tulipaniera della CARIGE. Nel corso dei primi decenni del Settecento Ë lasciato maggiore spazio al motivo ìa tappezzeriaî, descritto con pennellate dinamiche che conferiscono una pi˘ evidente leggerezza alla forma degli oggetti, sottolineata anche da linee che percorrono la base ad anello o le modanature, e da uno sviluppo maggiormente verticale. Alcune delle tulipaniere databili agli anni centrali del XVIII secolo conservate in collezioni private cittadine documentano la diffusione in ambito ligure di un particolare vocabolario decorativo composto da elementi vegetali e uccelli appollaiati su rami o in volo, anche noto come ìUccelli e prezzemoloî, caratterizzato da una cromia accesa giocata sullíaccostamento del blu cobalto con il giallo di antimonio, il verde e marrone violaceo di manganese, in uso sino alla fine del Settecento, unitamente a motivi a broderie desunti dalla coeva produzione ceramica francese e a paesaggi con case e figurette di derivazione orientale. Scheda a cura di Gianluca Zanelli La scoperta di un nuovo fiore. Il tulipano Per molti secoli lo studio della flora, disciplina che noi oggi chiamiamo ìbotanicaî, non ha avuto uno statuto autonomo in quanto rientrava nelle discipline mediche. Nel corso di tutto il Medio Evo le piante furono osservate e illustrate esclusivamente per il loro interesse farmacologico e curativo. » nel corso del Rinascimento, con la decisa riscoperta del naturalismo, che assistiamo ad un mutamento culturale significativo nel modo di guardare e quindi illustrare, coltivare e conservare le diverse specie vegetali. Dal giardino ìteoricoî, tutto basato sullíapplicazione medica, si passÚ al giardino formale con trionfi di fiori e intricati parterres, favoriti dal mutare dei gusti di re e nobili e dall'affermazione delle grandi dimore aristocratiche: l'estetica del bello si affiancÚ dunque alla pratica dell'utile. Complici di questo mutamento culturale furono anche le esplorazioni geografiche e líampliarsi degli orizzonti commerciali e politici che portÚ ad un fiorire prodigioso di studi sulla flora e a un progressivo interesse scientifico per líosservazione e la manipolazione delle piante. » attraverso il canale politico commerciale che i primi tulipani arrivarono in Europa, a partire dalla seconda met‡ del Cinquecento, anche se Ë stata ipotizzata una loro precoce coltivazione, gi‡ a partire dalla prima met‡ del XVI secolo, proprio in territorio ligure poichÈ Ë stato riconosciuto un tulipano sui peducci di alcuni portali in ardesia genovesi. Il porto di Amsterdam, il pi˘ dinamico centro commerciale del Seicento, fu travolto dalla ìfebbreî dei tulipani. Alcuni ibridi del fiore, che dallíAsia centrale si era diffuso in Europa tramite líImpero Ottomano, raggiunsero quotazioni altissime, tanto che un solo bulbo poteva valere centinaia o migliaia di fiorini, anche pi˘ di una casa fino a creare un primo esempio di bolla speculativa drammaticamente crollata di colpo nel febbraio del 1637. Orti e giardini, studio e diletto, ma anche interesse mercantile: sono questi gli argomenti che vengono documentati attraverso i volumi esposti, tutti provenienti dai fondi della Biblioteca Universitaria di Genova, ove alla catalogazione botanica di grandi studiosi, come il trattato Flora, seu De florum cultura lib. IV del medico senese Giovanni Battista Ferrari pubblicato nel 1633, si affianca la perizia di validi pittori, incisori e tipografi, come nel volume di Charles de LíEscluse del 1601 Rariorum plantarum historia. Scheda a cura di Oriana Cartaregia Catalogo Una tulipaniera per Palazzo Spinola San Giorgio Editrice, Genova testi di Farida Simonetti, Donatella Failla schede di Oriana Cartaregia, Marie Luce Repetto, Gianluca Zanelli catalogo dellíesposizione Garofani e Tulipani. Ceramiche e tessuti a Palazzo Spinola Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola ñ Sezione Ceramiche 19 aprile ñ 3 settembre 2006 64 pagine, con illustrazioni a colori brossura - 17x22 cm ISBN 88-7679-041-1 prezzo di copertina: euro 10,00 COLLEZIONE TESSILE Un telo di fiori a Palazzo Spinola a cura di Marzia Cataldi Gallo Il telo ricamato (fondo in raso bianco, ricami in fili di seta policromi e filati metallici) Ë uníopera di particolare interesse databile ai primi decenni del Seicento. Il suo raffinato decoro Ë difficilmente riconducibile a un particolare ambito culturale per líinusuale impostazione del disegno e sembra voler sfuggire ai limiti di una precisa classificazione. Il repertorio di fiori e animali raffigurato esemplifica le tematiche pi˘ diffuse per tessuti ricamati e pizzi destinati allíarredo, allíabbigliamento e ai paramenti liturgici, che tra la fine del Cinque e i primi decenni del Seicento furono diffuse attraverso una vasta produzione di incisioni realizzate per servire da modello per i manufatti. I simboli floreali e animali sono riconducibili allíImmacolata, tuttavia, data la polivalenza simbolica degli emblemi, andr‡ approfondito se la presenza della rosa Tudor e del leone rampante non sia piuttosto da leggere in chiave araldica VERGINE IMMACOLATA La Vergine Immacolata Ë raffigurata frontalmente secondo líiconografia della Controriforma con la veste rossa e il manto azzurro, assorta in preghiera a mani giunte, avvolta dalla luce divina. Líimmagine Ë racchiusa entro una struttura a mandorla raggiata secondo stilemi comuni alle arti decorative europee di primo Seicento. Proprio nei primi decenni del secolo XVII la difesa e la divulgazione della dottrina immacolistica fu uno dei temi pi˘ utilizzati in ambito cattolico. Il ricamo, con fili di seta e argento filato, presenta una versione semplificata della raffinatissima tecnica ad or nuÈ (or mi nuÈ); il ricamo Ë piuttosto degradato. FIORI I fiori sono raffigurati entro cestini, in laminetta díargento disposta a imitazione dellíintreccio, e sparsi sul tessuto di fondo. La loro rappresentazione Ë fedele alla natura, ma presenta stilizzazioni, che risentono dellíinflusso orientaleggiante diffuso attraverso i tessuti ottomani e le ceramiche Iznick (garofani e tulipani). Raffigurazioni di fiori e animali, dai pi˘ grandi agli insetti, erano diffuse nella vasta produzione di raccolte di modelli per la realizzazione di pizzi e ricami, pubblicati in ogni nazione, soprattutto in Inghilterra e nelle Fiandre. CESTO Eí un antico simbolo dellíutero; compare nellíarte cristiana come recipiente di fiori e di frutti allude alla ricchezza e alla bellezza della creazione. GAROFANI Il nome latino ìDianthusî deriva dal greco e significa ìfiore di Dioî. Nella tradizione cristiana allude allíamore di Dio, alla Passione e alla Vergine Maria. NellíEuropa settentrionale era considerato simbolo di fidanzamento e matrimonio. I garofani sono raffigurati nei cesti (3 in fiore e 2 in boccio) e sul tessuto di fondo secondo stilemi diffusi nella ceramica Iznik. ROSA Simbolo dellíamore era consacrata a Venere. Nella tradizione cristiana Ë attributo di Santi e Martiri e, pi˘ specificamente, della Vergine Maria, in particolare nelle raffigurazioni dellíImmacolata Concezione, dellíAssunzione e dellíIncoronazione. Spesso líImmacolata Ë associata con i gigli, come in questo caso. La rosa raffigurata sul telo presenta una stilizzazione piuttosto marcata nella raffigurazione del fiore piatto; la distribuzione del colore, bianco allíinterno e rosso alla periferia, la rende molto simile alla rosa ìTudorî (Casa Reale inglese 1530 - 1630). Va osservato che analoghe stilizzazioni del fiore si rinvengono in tessuti spagnoli e siciliani (1600 ñ 1650). GIGLIO Secondo una leggenda tardoñellenica, il giglio nacque dal latte caduto a terra mentre Giunone allattava Ercole. Nella tradizione cristiana Ë simbolo di purezza e castit‡ e, come tale, simbolo della Vergine, in particolare dellíImmacolata. Eí raffigurato in un vaso posto ai piedi dellíImmacolata e a ciuffi attorno alla mandorla raggiata, che la racchiude. TULIPANO Secondo uníantica leggenda persiana Ë considerato simbolo díamore. Data la straordinaria diffusione della ìtulipanomaniaî nei primi decenni del Seicento, il tulipano Ë raffigurato nella maggior parte delle nature morte del periodo. La stilizzazione dei fiori ricadenti nel ricamo Ë molto accentuata e sente líinflusso dei tessuti e ceramiche turche. La variet‡ raffigurata sembra identificabile con la produzione variegata di ìParrot ñ tulipî. CALENDULA o FIORRARANCIO Attribuzione incerta, ma sostenibile per il colore aranciato e líaspetto di infiorescenza a capolino tipica della famiglia delle Compositae o Asteraceae. Nella tradizione cristiana Ë dedicata alla Vergine Maria, come rivela la denominazione inglese ìMarigoldî. BORAGINE o NON TI SCORDAR DI ME Con gli altri fiorellini (non identificabili) per le propriet‡ curative sono simboli di salvezza. QUERCIA Albero sacro a Giove Ë identificato in tutte le culture come simbolo di forza e prosperit‡. Nella tradizione cristiana simboleggia la Fede e la Vergine Maria. Spesso presente in araldica, Ë nello stemma della famiglia Della Rovere. Nel ricamo Ë ben riconoscibile la ghianda, mentre le foglie non sono naturalistiche. GLI ANIMALI Le raffigurazioni di animali sono realistiche, non rispettano assolutamente le proporzioni naturali, ma sono chiaramente identificabili. UCCELLO (Pappagallo) Il pappagallo, nella tradizione cristiana, Ë considerato simbolo della Vergine Maria, perchÈ come animale parlante ha pronunciato la parola ìAveî (Annunciazione) e il suo contrario ìEvaî, i due poli femminili. In uníincisione inserita in un testo dedicato allíImmacolata di Pedro de Biveno (1634) Ë raffigurato mentre, pronunciando ìAveî, affronta un serpente. In generale la contrapposizione di un uccello con il serpente allude al contrasto fra bene e male. Il pappagallo era simbolo di purezza e raffigurato in relazione al matrimonio, oltre ad essere, soprattutto nel Seicento, un segno di lusso per la sua rarit‡. LUMACA Simboleggia la Vergine Maria, la pazienza e anche la pigrizia. FARFALLA Nel mondo classico era identificata con líanima che lascia il corpo dopo la Morte e poteva essere considerata presaga di morte. Nellíimmaginario cristiano divenne simbolo della Resurrezione. In relazione con insetti o animali di valenza negativa, rappresenta la salvezza e la Resurrezione in contrasto con il peccato. LEONE Dallíantichit‡ considerato simbolo di forza e orgoglio. Nei bestiari medievali si rilevano le sue qualit‡ positive e negative. La lettura positiva lo identifica con Cristo e con la Resurrezione e gli riconosce forza e virilit‡. La visione negativa lo identifica con il diavolo e ne sottolinea temperamento aggressivo. Compare spesso in stemmi araldici. SERPENTE » un animale con simbologia polivalente che include morte e male, ma anche vita e poteri curativi. La sua presenza in contrapposizione con il pappagallo (purezza) puÚ essere letta come vittoria della Vergine sul peccato originale. FENICE Simbolo di Resurrezione perchÈ rinasce dalle sue ceneri e anche di eternit‡ (perchÈ vive a lungo e poi rinasce ancora). Eí generata senza accoppiamento sessuale come avvenne per la Vergine Maria. Informazioni utili Galleria Nazionale di Palazzo Spinola - Piazza Pellicceria, 1 - 16123 Genova tel. 010/2705300 fax 010/2705322 galspinola@libero.it www.palazzospinola.it tel./fax biglietteria 010/2467786 servizio guardaroba e bookshop presso il Museo Orari di apertura: da martedÏ a sabato: 8.30 - 19.30 domenica e festivi: 13.30 - 19.30 lunedÏ: chiuso Biglietti: euro 4,00; ridotto (dai 18 ai 25 anni): euro 2,00; gratuito per under 18 e over 65 anni (cittadini CEE) La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola Ë inserita nella ìCardî dei Musei di Genova