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03
Mag
2008

GENOVA CARLO MO L'ARTE INOSSIDABILE

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"Nella mia scultura ho sempre cercato di mettere la luce. Essendo la scultura parte di un pensiero, è fondamentale che essa blocchi, imprigioni la luce. Per fare questo sono stato aiutato da un importante fattore tecnico. Ho un materiale nuovo - l'acciaio inossidabile - che adopero da trent'anni e che mi permette di bloccare luce": si raccontava così Carlo Mo, lo scultore scomparso quattro anni fa. La città lo ricorda in questi giorni - fino al prossimo 30 giugno - con una mostra promossa dal Rotary Club di Genova: Acciaio e scultura è un percorso d'arte e metallo che si snoda in via Garibaldi e coinvolge tre sedi d'eccellenza come Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e i giardini di Palazzo Tursi.

Un dialogo pieno di contrasti e suggestioni, quello tra le atmosfere dell'antica Strada Nuova riconosciuta patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco e i bagliori metallici dell'acciaio inox che lo scultore prediligeva per i suoi lavori. Un materiale apparentemente freddo, eppure capace di bloccare la luce dando vita a particolari effetti di chiaroscuro sulle superfici: una scoperta per Carlo Mo, che ha dedicato a questo materiale anni di studi e sperimentazioni fino a diventarne uno dei maggiori interpreti sulla scena contemporanea internazionale.

Le ventiquattro sculture esposte, accompagnate da bozzetti e disegni, raccontano l'universo poetico di un artista che dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza a Genova ha conservato un intenso legame con la città, testimoniato anche da opere come la statua di Paganini in mostra.