Stampa
12
Giu
2008

GENOVA IL MUSEO DIOCESANO CRESCE

Pin It

Il Museo Diocesano è uno scrigno d'arte nel cuore del centro storico di Genova: molti lo hanno già scoperto e ne sono rimasti affascinati. Gli sforzi per valorizzarlo e farlo rientrare nel circuito turistico cittadino stanno portando importanti risultati. Un passo in più è stato fatto lo scorso 22 maggio con la riapertura di due sale del museo, allestito all’interno dell’edificio medievale che con il suggestivo Chiostro dei Canonici è parte integrante della Cattedrale e di una sorta di polo artistico che comprende anche il museo del Tesoro di S. Lorenzo.
Dopo circa un anno di chiusura, le prime due sale del Museo si presentano in una nuova veste, grazie a un progetto museografico curato dall'architetto Giovanni Tortelli, reso possibile dal fondamentale contributo della Compagnia di S. Paolo, rappresentata in occasione dell'inaugurazione dal prof. Lorenzo Caselli.
In questa prima fase del progetto si è provveduto alla sistemazione delle sale con alcuni interventi murari e un nuovo sistema di illuminazione teso a valorizzare le opere esposte e creare un nuovo percorso espositivo basato sui rapporti storici e cronologici delle opere. Il risultato è una 'finestra' suggestiva sull'arte del Quattrocento, con l'esposizione di pezzi che erano già presenti in Museo, ma che non avevano la giusta visibilità. Ecco tornare a nuova luce, ad esempio, un'opera, ancora integra, di Barnaba da Modena, il Polittico di San Bartolomeo, che era stato realizzato per la parrocchia di S. Bartolomeo del Fossato, e un affresco raffigurante l'Angelo Annunciante del milanese Cristoforo De Mottis, unico affresco rimasto di quelli che ornavano la cappella De Marini in Cattedrale. Nei secoli successivi al Quattrocento, infatti, il gusto artistico era cambiato e semplicemente per questo motivo molti edifici ecclesiastici e civili erano stati demoliti, così come distrutta buona parte della pittura ad affresco. Altro filo conduttore dell'intervento museografico è stato il collegamento tra opere di varia natura e tecnica (scultura in marmo, oreficeria, dipinti su tavola, suppellettile sacra), per rendere più comprensibile il panorama artistico genovese tra XII e XIV secolo. Molto soddisfatta dell'intervento la dott.ssa Paola Martini, conservatrice del Museo Diocesano, che ha illustrato alla stampa e ai visitatori le due nuove sale; con lei la dott.ssa Giuliana Algeri, Soprintendente per i beni storici, artistici e etnoantropologici della Liguria. Di questo fondamentale binomio ha parlato il Cardinale Bagnasco, intervenuto all'inaugurazione, in occasione della quale ha voluto riunire nella splendida cornice del Chiostro dei Canonici autorità e rappresentanti delle forze dell'ordine per un ringraziamento sentito del lavoro svolto in occasione della visita del Santo Padre a Genova il 18 maggio.
Il Cardinale ha voluto esprimere tutta la sua gratitudine per l'attenzione che la città dimostra nei confronti della Chiesa e della comunità diocesana, constatata con la visita di Benedetto XVI, ma anche nella sua ordinaria missione pastorale: "D'altra parte - ha detto il Cardinale Bagnasco - a Genova la storia della città e la storia della Chiesa si sono sempre intrecciate. La visita del Papa è stato un grande privilegio per Genova, la città ha risposto con fede e anche con cuore. Ripenso con emozione al silenzio suggestivo di questa grande giornata: piazza della Vittoria era una grande chiesa, raccolta e orante".
Tornando a parlare delle novità del Museo Diocesano, l'Arcivescovo ha voluto ringraziare in primo luogo la Compagnia di San Paolo che tanto sta facendo per interventi a favore dell'arte e della fede, la dott.ssa Martini e la dott.ssa Algeri e tutti coloro che si prodigano per la vita del Museo e per valorizzare un patrimonio di fede e di arte così ricco a Genova: "Grazie alle visite pastorali che sto portando avanti nei vicariati della diocesi, vado scoprendo con mio grande stupore chiese ricchissime d'arte. Basti pensare alla straordinaria fattura dei nostri campanili unici in Italia. Toccando da vicino questo immenso patrimonio, non posso che constatare un principio fondamentale: la fede è sorgente di bellezza, arte, cultura e quindi civiltà. Nulla è casuale in questo ambito, tutto ha un'ispirazione. Si tratta di una prova ulteriore della centralità della fede che è fiamma viva e vitale, fonte di elevazione spirituale e morale della quale oggi abbiamo così bisogno!". L'augurio più sentito che il Cardinale ha voluto rivolgere al Museo è quello di poter essere scoperto il più possibile, come tutta la città di Genova che ha bellezze straordinarie a volte troppe nascoste.

Fonte Il Cittadino