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23
Dic
2006

GENOVA LA MOSTRA DI ANGELOSANTO "AND I'M NOT HAPPY" A REBECCA CONTAINER GALLERY FINO AL 13 GENNAIO

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Rebecca Container presenta con piacere per la seconda volta l’opera di Angelosanto, artista completo ed in continua evoluzione. La collaborazione con Paolo Angelosanto si ripropone anche in occasione dei festeggiamenti per gli otto anni di attività di Rebecca Container Gallery. L’attenzione per le realtà più promettenti del mondo dell’arte italiana ed internazionale, la qualità della programmazione, l’amore per l’arte e per gli artisti e l’ironia sono le caratteristiche che nel corso di questi otto anni hanno reso Rebecca Container Gallery parte integrante e importante della scena culturale genovese e non.
Rebecca Container Gallery intende ringraziare chi ha dato inizio a questa avventura, gli artisti che hanno collaborato con noi, i collezionisti affezionati alle scelte della galleria, e chi ci ha supportato offrendo a tutti i presenti un aperitivo ''prolungato'' con minestrone alla genovese fatto in casa e che si protrarrà sino al dolce (una fantastica Sacher da oltre 5kg della pasticceria Sansebastiano di Via Alessi, Genova [graditissimo ''sponsor tecnico''].

In occasione di ''And I’m not happy'' Angelosanto propone la nuova serie di dipinti, medium inusuale per l’artista, un gruppo di fotografie e un video “Mirror” il cui concept si correla al titolo della mostra e all’opera tricolore che campeggia in galleria.

Dal testo di Alessandro Facente: ''Il tricolore come elemento interessante sostituibile da un’ironica alternanza di colori a sottolineare un significato perso, un illusorio senso patriottico collettivo regresso o asceso ad esperienza personale alla ricerca di un’utenza necessaria.

Il tricolore è un riferimento alla contemporaneità, un necessario progetto di arte-vita quasi a cercare un’impronta giornalistica.

L’approccio è sicuramente ironico e intellettualmente ludico, pur mantenendosi decisamente polemico, ma mai pedante.

Il linguaggio risulta ambiguo grazie ad un’iconografia apparentemente svuotata di un significato da non aspettarsi internamente ma esternamente, e interessante per questa sua compatibilità con il significante.

Questo ciclo di lavori nasce da una sperimentazione in continuo movimento; un vero e proprio progetto che mira a crescere e svilupparsi con l’utilizzo di vari strumenti di azione, senza trascurarne nessuno: Angelosanto riesce a rendere interessante e funzionale un mezzo pittorico che funziona anche grazie all’apporto di un video e viceversa.

''And I’m not happy'' è il frutto di un lavoro che parte sempre e comunque dall’esperienza personale dell’artista, anche la più intima; si sviluppa in un sarcastico riferimento ad una contemporaneità su cui Paolo gioca polemizzando, il tutto a concludersi da un’impostazione formale assolutamente intelligente.

Tutto il lavoro ha come obiettivo la ricerca di un’interazione ad ''imbuto'', per il fatto che l’icona tricolore tende a ricercare inizialmente un’interazione di massa dovuta al significato plurale ad esso attribuita, ma che mira, al contrario, ad un’intimità personale che si fa specchio di un discorso che Angelosanto porta avanti sin dagli esordi: il concetto di identità e molteplicità dell’essere.''