Stampa
14
Dic
2007

GENOVA. LE PROPOSTE DI DICEMBRE DELLA CASA D'ASTE ART DI PIAZZA CAMPETTO

Pin It

Dopo il battesimo fortunato dello scorso 14 maggio con il 100% di venduto, tornano in funzione i due nuovi dipartimenti della casa d¹aste Art di Guido Wannenes: Arte Moderna e Contemporanea curato dall¹esperto Guido Vitali e Arti Decorative e Design del XX Secolo curato dagli esperti Andrea Schito e Gilberto Baracco. Lunedì 17 dicembre in due tornate d¹asta verrà disperso un catalogo prestigioso di ARTE  MODERNA E CONTEMPORANEA dal quale segnaliamo il top lot assoluto: un grande dipinto in tecnica mista su carta intelata di Mario Sironi (1885-1961) del 1922 intitolato ³Una marcia di spettri² (cm 66x94,5) che partirà dalla stima di 300.000-350.000 euro. Scrive Francesco Meloni nella scheda di catalogo:
³Questo dipinto occupa, nel corpus dell'opera sironiana, un posto di grande rilevanza come documento di sintesi della sua poetica. Costruito in uno stile ormai sciolto dai futurismi geometrizzanti presenti nei lavori per "Gli Avvenimenti", per "II Montello" e per "Le Industrie Italiane Illustrate", riviste a cui collaborò tra il 1915 e il 1921, è caratterizzato da un tratto fortemente espressivo, o meglio espressionista, nelle deformazioni formali, dove le luci scavano i volumi con violenza, le figure sono un fatto plastico, il ritmo è dinamico. Più di altre opere del momento rappresenta una sinossi dei valori propri dell'arte sironiana, dove assume un ruolo fondamentale l¹idea "dell'architettura dell'opera d'arte, del valore costruttivo non solo della composizione, ma del disegno e della plastica pittorica, dei valori decorativi, cioè ritmici, di equilibrio" (M.Sironi, Antelami, "La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia",. Milano, febbraio 1936).

Le montagne sullo sfondo, il paesaggio maestoso delle Alpi, si fanno piccole di fronte ad uomini che per contro si ingigantiscono e quasi assumono essi stessi le caratteristiche del paesaggio montano, con le pieghe dei manti che sembrano sostituirsi alle ondulazioni delle rocce. Sironi lo dipinse nel 1922 per una tavola fuori testo del volume di Luigi Gasparotto, Rapsodie (Diario di un fante), Fratelli Treves, Milano, 1923, dedicato alla Grande Guerra del 1915-1918.

L'opera illustrata la ritirata del 1917 del battaglione di Val Fella che "posto... a presidio dell'alta Valle del Seebach, sostenne per tre giorni l'impeto del bombardamento e la minaccia nemica" e di quando costretto a ripiegare "si ridusse in disperata carovana, per i piani del Montasio, per il Col della Beretta, per i ghiacciai del Canin e i nevai di Sella Grubia, sotto mitraglia e tormenta, fino al fondo delle valli... dove le madri e le spose accorsero a portare a salvamento le armi e gli zaini". L'uomo di Sironi, angosciato e solo nelle periferie desolate, si traduce qui in una teoria di sconfìtti piegati quasi da una immane forza metafìsica che li schiaccia e li umilia. Lontano dal futurista trionfo della guerra, siamo di fronte alla reale condizione esistenziale dell'uomo nella guerra: solo, miserabile e sempre perdente eroe decaduto. Questa stanca marcia è certo in qualche modo il riflesso dell'esperienza del Sironi soldato, volontario ciclista con F.T.Marinetti, A.Sant'Elia, C.Erba e A.Funi (a fianco dei quali combattè sull'Altissimo) proprio durante la Prima Guerra Mondiale.

Dai 273 lotti in catalogo segnaliamo anche un dipinto degli anni Trenta di Fausto Pirandello (1899-1975) che è stato esposto alla Biennale di Venezia del 1936 e all¹Esposizione Universale di Parigi dell¹anno dopo: ³Toeletta², che parte da una stima di 50.000-70.000 euro e uno di Alberto Burri, ³Combustione² del 1959, che esce adesso da un¹importante collezione romana (90.000-110.000 euro). Inoltre, un ³Interno² di Tamara de Lempicka del 1953 che faceva parte della mostra monografica dedicata all¹artista polacca a Milano, Palazzo Reale, nel 2006, unica opera pubblicata a doppia pagina sul catalogo Skirà.
E anche opere di Salvador Dalì, Mino Vaccari, Emilio Vedova, Marco Lodola, Giacomo Manzù, Gustav Klimt, René Magritte, Mario Schifano, Carlo Carrà, Joseph Beuys, Mimmo Rotella, Giacomo Manzù, Enrico Baj ed Emilio Scanavino.

Dell¹asta di ARTI DECORATIVE E DESIGN DEL XX SECOLO, 270 lotti in tutto, segnaliamo un prezioso lampadario di Max Ingrand per Fontana Arte di Milano del 1957 con lampada a sospensione a 6 luci (cm 41x54, stima 5.000-6.000 euro) e un tavolo di Franco Albini con cavalletto: TL2 realizzato negli anni Cinquanta per la ditta Poggi parte da una stima di 1.000-1.500 euro.  Inoltre, un mobile da toeletta disegnato da Giò Ponti e realizzato dalla ditta Dassi per gli arredi dell¹Hotel Royal di Napoli (stima 3.000-4.000 euro) e una lampada da terra di Angelo Lelli per ArredoLuce di Monza: il modello 12555 parte da una stima di 2.000-3.000 euro.