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14
Apr
2007

GENOVA MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI VILLA CROCE: RADAR_INCONTRI TRA ARTE E ARCHITETTURA

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Il radar è lo strumento per individuare sulla mappa geografica le realtà artistiche e architettoniche che navigano nel mare della contemporaneità. Partire, dunque, dalla relazione tra arte e architettura, non certo nel senso letterale che per molti anni ha accompagnato la storia delle due discipline, ma declinare questa relazione attraverso l’invito rivolto ad artisti e architetti del panorama italiano ed europeo. Invito a doppio senso in cui si confrontano due atteggiamenti: il primo comprende architetti che operano concettualmente come artisti; il secondo vede artisti che lavorano nella città e nel paesaggio con un atteggiamento fortemente progettuale che mira a costruire spazi architettonici.

In questo senso il ruolo delle avanguardie è stato fondamentale nel creare nell’architetto un approccio artistico al fare architettura; inteso più come modalità concettuale piuttosto che superficiale analogia formale e linguistica. Basta pensare alle relazioni tra la pittura espressionista e l’architettura di Erich Mendelson, tra il neo-plasticismo di De Stijl e le prime architetture di Mies van der Rohe e dei razionalisti, fino ai radicali fiorentini e le neo-avanguardie. La storia dell’architettura ha dimostrato che, superate le avanguardie, dopo la fine del moderno, nel decennio sessanta-settanta c’è “l’esigenza di una rifondazione concettuale del campo disciplinare-afferma Gianni Pettena-che progressivamente si sviluppa in un percorso in cui si sperimenterà un diverso approccio alla ricerca di equilibrio tra le poetiche e le prassi, tra le intuizioni formali e le necessità d’uso, in una serie di esperienze che si svolgeranno in architettura con un costante riferimento alle contemporanee esperienze nel campo delle altre arti[…]

“Isozaki, Hollein, Coop Himme(l)blau, Eisenman, Gehry, Mendini, Peter Cook, anticipatori in quegli anni di teorie e linguaggi allora considerati velleitari o visionari-continua Pettena-così come Koolhaas, Tschumi, Ito, Libeskind, Hadid sono oggi attori e protagonisti di una nuova e vitale scena architettonica che…si avvale tuttavia di nuovi canoni estetici messi progressivamente a punto dalle avanguardie della seconda metà di questo secolo”.

Proprio alla fine degli anni sessanta accadono eventi importanti nell’architettura in Francia, Gran Bretagna e Italia, dove la sperimentazione di nuovi linguaggi alternativi al movimento moderno origina: l’architettura radicale a Firenze (Ufo, Archizoom,Superstudio,9999,Ugo LaPietra...), Utopie Group e Yona Friedman a Parigi, gli Archigram e gli Smithson a Londra.

Proprio in quegli anni l’arte e l’architettura sono più che mai vicine come accade in campo artistico con il gruppo T che realizza, nel ’59, il “Grande oggetto pneumatico” (una serie di tubi che invadono lo spazio) ripreso nel ’68 dal gruppo radicale Ufo con l’Urboeffimero realizzato davanti al duomo di Firenze. E oggi? Come è cambiato il rapporto tra arte e architettura?

Per provare a dare delle risposte sono stati invitati tre architetti, Lucia e Dario Bartolini/Archizoom, Anna Rita Emili/altro_studio, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo; tre artisti: Fabrizio Basso, Boris Bakal, Silvia Cini.

Anna Rita Emili fonda altro_studio (www.altro-studio.it) nel 1998 con l’artista Aldo Innocenzi, fin dall’inizio concentra la sua ricerca in architettura in movimento e architettura del movimento;il suo atteggiamento progettuale ha evidenti relazioni sia con l’arte cine-visuale sia con la land-art.

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, riflette sul tema dell’abitare concependo lo spazio come un insieme di oggetti plastici che si compenetrano in cui sono evidenti i rimandi con “ l’arte ambientale californiana degli anni settanta per l’uso direzionato della luce e i volumi spaziali di pura atmosfera luminosa...”

Lucia e Dario Bartolini fanno parte del gruppo Archizoom Associati fondato insieme a Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Massimo Morozzi, Paolo Deganello; dopo l’esperienza collettiva, terminata nel 1973, hanno continuato un loro percorso contiguo all’arte ambientale. Dario Bartolini realizza, dal 1993, una serie di “sculture” in filo di ferro piegato che dialogano con il paesaggio. “Il filo è un buon veicolo di pensieri di forme tridimensionali, l'equivalente di un disegno o di un gesto elementare: un gesto pensato nel suo prender forma”.

Fabrizio Basso, artista, usa fin dal 1993/94 l’installazione audio risultato di intercettazioni telefoniche ed autore di “Fuck tv”, una delle prime street tv italiane. “Lavoro con la radio e il segnale televisivo, come mezzo artistico e più volte mi sono lasciato affascinare dai luoghi e dalla loro memoria”

Silvia Cini, artista, lavora sul concetto di arte relazionale in cui la valenza politica delle sue azioni è preponderante. Tra i suoi lavori si ricorda Microclimi-Microcosmi. “Una serra strabordante di colori e profumi di orchidee e tillansie epifite piante che hanno solo radici aeree e che vivono appoggiandosi ad altre piante (dal greco epi sopra – fitos vivere), quindi libere di muoversi attraverso il vento e di fermarsi ovunque, purché trovino o siano ricostruite per loro le condizioni necessarie e sufficienti per vivere: il microclima specifico. Nella traccia audio, la voce dell'artista, racconta di microclimi e microcosmi, di condizioni di appartenenza e di sopravvivenza, di possibilità di adattamento, di libertà, di collaborazione”.

Boris Bakal, artista, attore teatrale, regista, lavora sul concetto di arte relazionale attraverso progetti di attraversamento della città, dapprima a Bologna con il collettivo Orchestra Stolpnik, ora a Zagabria con Bacaci Sienki.Ha concentrato la sua riflessione sul quartiere progettato a Zagabria negli anni cinquanta da Ivo Vitic, attraverso performance teatrali e coinvolgimento diretto dei cittadini definisce un nuovo immaginario del quartiere.


RADAR_incontri tra arte e architettura
a cura di Emanuele Piccardo/archphoto.it
con
Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
Accademia Ligustica di Belle Arti
12 aprile-31 maggio 2007
tutti i giovedì alle ore 17,30
Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
Via Jacopo Ruffini, 3-Genova
tel.010 580069

informazioni:
info@archphoto.it
www.archphoto.it
www.museovillacroce.it