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24
Mag
2008

GENOVA."SCOLPIRE LA VITA"LE OPERE DI ANNA PISANI DAL 10 LUGLIO AL GALATA MUSEO DEL MARE

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 L’allestimento della mostra “Scolpire la vita” è progettato dall’artista secondo un percorso che vuole rendere omaggio proprio al Museo del Mare: cresciuta nell’Isola d’Elba, Franca Pisani vanta infatti un rapporto viscerale con il mare e con i suoi colori. Lo  rende protagonista della mostra in un fluire ininterrotto tra scultura, pittura e architettura. Un ambiente che non è semplicemente lo sfondo delle opere ma la testimonianza di una dinamicità che favorisce il confronto dialettico tra le opere  di diversi generi, secondo quel pluralismo artistico  che è uno dei capisaldi del lavoro dell’artista.
 
Tutte le opere in esposizione al Museo del Mare si contraddistinguono per il movimento dato dall’utilizzo del colore. L’artista utilizza sempre per le sue opere pigmenti naturali: per l’occasione, Franca Pisani lavora essenzialmente sull’azzurro oltremare in sfumature e tonalità trasparenti.
 
In mostra trenta tele a tecnica mista, sette sculture di medio formato, una imponente scultura “La macchina del Tempo” polimaterica, e una scultura, intitolata “Galata”, appositamente realizzata per il Museo del Mare.
Quest’ultima, interamente realizzata in terracotta, coniuga attraverso il colore a pigmento naturale e il suo utilizzo in tonalità sfumate, il legame tra la vela, simbolo della navigazione per mare per eccellenza, e la materia acquea. L’azzurro oltremare sfumato in differenti tonalità ottiene un effetto di luminosità e trasparenza, tipico dell’ambiente marino e del suo elemento.
 
Tanto nelle composizioni di grande formato, dall’impeto quasi eroico, quanto in quelle più intimamente auto-riflessive, il lavoro prevalentemente astratto di Franca Pisani  incorpora riferimenti pseudo-figurativi, e soprattutto organici o architettonici, che configurano la superficie della tela o lo spazio della scultura come un campo di trasformazione e scambio tra elementi naturali e artefatti umani.
 
 L’opera di Franca Pisani si colloca sul crinale fra pittura e scultura e si rifà all’idea rinascimentale della continuità tra le arti che trova nell’ideale umano e nello spazio plasmato dall’uomo il proprio centro di riferimento. L’artista stessa riassume infatti in sé e nella processualità del proprio lavoro tanto il ruolo del maestro di bottega, direttamente esperto nella realizzazione dei materiali artistici, quanto quello dell’artista teorico, impegnato nella fase progettuale e nella speculazione estetica che sostiene la pratica dell’arte.
Le opere di Franca Pisani non accettano la limitazione bidimensionale, ma si aprono sia all’ambiente che le circonda che al pubblico, ricapitolando il primo nelle partizioni tridimensionali che la materia pittorica crea - sarebbe il caso di dire ‘costruisce’ - sulla superficie della tela e catturando il secondo nel vortice di energia messo in moto dai pigmenti puri che l’artista adopera nelle sue opere.
Ribadendo un’antica tradizione che ha nell’arte egizia e nella plastica greca i suoi più fulgidi esempi, la scultura-pittura di Franca Pisani non rinnega il colore, ma anzi se ne serve per interagire con lo spazio e per creare un ponte di affinità elettive tra lo spazio interno-esterno dell’opera e quello psicologico del fruitore.