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11
Mag
2006

I QUADRI DI AUGUSTO CASARINO IN MOSTRA AL PALAZZO DELLA REGIONE FINO AL 12 MAGGIO

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"I QUADRI di AUGUSTO CASARINO" In mostra a Genova atrio PALAZZO DELLA REGIONE Vai Fieschi 15 Dal 2 al 12 maggio 2006 Venticinque opere di cui dieci inedite, frutto del recente lavoro dell'artista. Il giorno 11 maggio alle ore 12.45 presso la Sala A della Regione Liguria in via Fieschi 15 presentazione della mostra con l'Assessore alla Cultura della Regione Liguria Dr. Fabio Morchio Eí sempre corretta la lezione del Filosofo di Kˆnisberg quando, nella Critica del Giudizio, scrisse che ìLa natura Ë bella quando ha líapparenza dellíArteî e che ìLíArte non puÚ essere detta bella se non quando noi, pur essendo coscienti che Ë arte, la consideriamo come naturaî. Líassunto di Kant ha la sua piena attualit‡ solo se non si considera la Natura ñalla maniera degli stoici ñ come ìnecessit‡î e ìordineî, ma come manifestazione dello spirito o come spirito ìdiminuitoî e ìimperfettoî. Questa concezione trovÚ chiara paternit‡ in Plotino, per il quale ìla Natura Ë líimmagine della saggezza e líultima parte dellíanima. [ Essa ] Ë il riflesso dellíanima nella materiaî (Enn. IV, 4, 13). A questa antica ed illustre lezione sembra attenersi il pittore Augusto Casarino, artista genovese. In oltre 20 anni di sperimentazione artistica, temprata da una vita politicamente e socialmente molto attiva egli ha scavato a fondo nel suo animo, esternando sensazioni ed emozioni molto differenti tra di loro, rimanendo, perÚ, fedele agli stessi canoni estetici e tecnici. Pur non essendo un ìaccademicoî egli predilige il ìfigurativoî che viene, perÚ, interpretato in chiave personale e per nulla scontato e ripetitivo. Anche ad una vista superficiale delle sue tavole ñ il supporto preferito - síintuisce che la Sua non Ë una pittura di ìtrattoî, di disegno, ma ñ e questo d‡ la vera cifra dellíartista ñ Ë una pittura di colore e di luce. Sono i colori che creano le forme e le sensazioni, vivificate dallíuso del pennello ora violento, ora delicato, ma sempre deciso e padrone della tavola. Nellíalternanza dei soggetti ñ siano questi di fantasia o ritratti - si scorge una profonda auto analisi del Pittore, che insieme alle immagini rappresentate, fissa sulla tavola i propri sentimenti e la propria ricerca interiore. Con questa pittura líArtista sembra ìurlareî il proprio desiderio di ìmostrarsiî, senza le sovrastrutture delle convenzioni. Nel primo periodo della sua produzione Casarino ha consegnato al pubblico dei lavori ìviolentiî, ìfortiî e ìrabbiosiî, che, in epoca recente hanno lasciato il passo ad una pittura pi˘ solare ed ariosa. La differenza di questi due momenti Ë solo apparente. Per comprendere la pittura del nostro Artista Ë necessario confrontare alcuni elementi, che costituiscono un vero continuum dellíopera di Casarino. Si prendano ad esempio le raffigurazione dei cieli e la particolare luce che adorna gli sguardi nei ritratti, da sempre, identificati psicoanaliticamente come una manifestazione del sÈ. In essi vi Ë un fil rouge emozionale assolutamente chiaro. I ìcieliî, che nei primi lavori appaiono plumbei e tenebrosi, caratterizzati da ìlampiî di bronzo, nelle opere pi˘ recenti ñ ispirati ai colori di Van Googh ñ si presentano limpidi e delicati, come percorsi da uno zeffiro primaverile. Questa apparente differenza si sfuma se si leggono le opere in ìfiligranaî. Appare subito chiaro che la pennellata Ë sempre la stessa: decisa, netta, ed uguale nellíuso del rapporto tra colore e luce. Pare che il tormento dellíartista - cosÏ evidente nelle prime opere - non scompaia, ma resti altrettanto vivo, semmai mitigato dallíesperienza di una vita vissuta nel rifiuto del compromesso etico e morale. Lo Stesso tormento e la stessa introspezione puÚ essere trovata in quello che Ë uno degli ambiti pi˘ formali della pittura: la ritrattistica. Anche qua si Ë di fronte ad una evoluzione formale tra le prime opere ed i lavori pi˘ recenti. Nei primi lavori prevalgono le suggestioni espressionistiche, rese materia da tratti volitivi, esasperatamente gettati sulla tavola come un cri de coeur del pittore. Al contrario le opere pi˘ recenti ñ dove líAutore predilige la raffigurazione dellíimmagine femminile - vengono ingentilite nei temi e nei tratti, fino a giungere ad una apparente ingenuit‡, di chiaro sentore impressionista. In questi due filoni cosÏ diversi nellíimpianto cromatico e nella natura del soggetto ritratto Casarino presta una ossessiva attenzione allo sguardo, di norma caratterizzato da una languida tristezza, seppur consapevole. In esso Casarino ha messo a nudo il suo mondo valoriale - la sua weltanshauung - che pur vive ancora in modo consapevolmente giovanile ed entusiasta, anche se ferito, ma mai reso insensibile, dalla esperienze della vita. La trasparenza di questi ed altri sguardi raffigurati Ë la rappresentazione della trasparenza dellíanima dellíArtista. Nel prediligere la figura femminile líAutore esce dalle soprastrutture razionali della mascolinit‡ senza temere di mostrare il proprio lato ìdeboleî e ìsensibileî Nella sua consapevolezza di mostrare e di mostrarsi Casarino, spesso,porta sul ìpalcoî della tavola un drappeggio, un velo, che nello scostarsi per lasciare aperto lo sguardo, assurge a silenzioso spettatore del lavoro e nello stesso tempo ìguardianoî dellíazione. Nel suo percorso artistico il Pittore ha incontrato la lezione di grandi maestri, quali - ad esempio - il citato Van Googh e Gaugin dal quale ha attinto ispirazioni esotiche. Queste influenze non portano alla produzione di opere ìsenza animaî, da un reiterato ripetersi di canoni tecnici ed estetici. Líartista interpreta in modo originale queste suggestioni. La pittura di Casarino Ë quella di un animo tormentato, ma libero, che non teme di confrontarsi con líapparente semplicit‡ del quotidiano e della tradizione db