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07
Feb
2010

IL GRAFFIALISMO, UNA NUOVA DEFINIZIONE ENCICLOPEDICA

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I Graffi di Antonella Magliozzi. Il Graffialismo nasce in Italia agli inizi del XXI secolo, precisamente a Gaeta in provincia di Latina, nel solco e come evoluzione dell'Astrattismo-informale di Pollock, Riopelle e Hartung, dando libero sfogo al "gesto" ed alle sue innumerevoli peculiarità, in un momento storico povero di nuovi fermenti artistici innovativi, opponendosi con forza a stereotipi ed a falsi miti che inneggiano sostanzialmente al materialismo-utilitarismo dilagante nella società, ormai assuefatta a logiche egoistiche, antiambientaliste, e qualunquiste.
Per questo i "Graffialisti" si prefiggono - come obiettivo principale della loro produzione artistica e filosofica - l'analisi e la conseguente critica schietta ed emancipata delle problematiche etico-morali che affliggono la società contemporanea, la politica e - più in generale - il "comune modo di pensare" dell'Uomo del XXI secolo, auspicando un modus vivendi et operandi dell'intera popolazione mondiale (a partire dalla classe "governante") finalizzato ad un sempre maggiore e crescente rispetto della natura, del prossimo, del vivere insieme, dei sentimenti nobili come l'amore, l'amicizia, la fiducia, la solidarietà, ciò affinchè sia tutelata la salute dell'intero pianeta e dell'Uomo che lo co-abita: una responsabilizzazione di ogni singolo individuo, che deve sentirsi "parte attiva" di un sistema mondiale ormai squilibrato e condannato al fallimento certo, ma ciò nonostante salvabile mediante il consapevole aiuto di tutti che, "graffiando via" energicamente il male, la corruzione, le ingiustizie e le immoralità, riporta alla luce le bellezze solamente (ma per troppo tempo!) nascoste - come si fa per uno splendido affresco logorato dal tempo e dall'inquinamento.
"Il Graffialismo", dunque, vede la vita come un'armoniosa danza in cui tutti sono protagonisti, tutti sono elementi essenziali per la riuscita dello spettacolo, rinnegando con forza gli "antivalori" che snaturano l'Uomo nella sua essenza: sono "Graffi" dettati giammai dalla rabbia, ma piuttosto dalla gioia di vivere e dalla purezza d'animo verso cui l'Uomo deve sempre tendere.
"Il Graffialismo", inteso come una filosofia di vita, professa il rispetto dell'Uomo e dell'Ambiente rendendo compartecipi tutti gli esseri animati ed inanimati, riprendendo un concetto di armonia metafisica precostituita in cui l'Uomo non può e non deve intervenire per scopi egoistici.
Il "Graffialismo" deriva dall'etimologia greca "graphòs" che significa scrittura, e dalla parola di origine latina "alma", ovvero l'anima (rectius: che nutre, che fa crescere).
Quanto agli elementi di novità del metodo pittorico, esso si distingue dall'Astrattismo poiché predilige i c.d. "Graffi" di colore, realizzati mediante tecniche non usuali che creano effetti cromatici insoliti ed accattivanti.
Consiste, in buona sostanza, nell'apologia del segno, manifestandosi in forma radiante al pari di una pura cascata cromatica.
I c.d. "Graffi" si presentano sottoforma di traiettorie emozionali dalla direzione univoca che si espleta come un viaggio dell'inconscio - partendo da un fulcro centrale, da intendersi il "cuore" dell'artista e dei suoi sentimenti interiori - ad un'esternazione visiva che diviene destinazione universale di comunicazione con l'altro.
Questa tecnica è impiegata sistematicamente al fine di valorizzare l'espressione creativa ed amplificare il "pathos" dell'opera d'arte.
Sono colori in movimento, tutti intimamente collegati tra loro, che convogliano sulla tela in sincronia ed armonia - una sinergia cromatica - che slanciano la fisionomia dell'opera, portando con sé l'osservatore che così si abbandona ai suoi più intimi pensieri ed emozioni.
Tale neologismo è stato utilizzato per la prima volta nell'anno 2009, in occasione della Mostra Personale di Pittura di Antonella Magliozzi, tenutasi presso il Museo Diocesano di Gaeta(LT)."""