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01
Apr
2006

INTERVISTA A RAIMONDO SIROTTI

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Raimondo Sirotti si distingue non solo per líeccezionalit‡ della ricerca artistica, ma anche per quella dedizione su pi˘ fronti, dallíinsegnamento (dal Liceo Artistico Barabino allíAccademia di Belle Arti) allíimpegno come Sindaco di Bogliasco, allíamore per opere pensate appositamente per Genova, come gli arazzi per il Carlo Felice (1991) e líabside nella Chiesa dellí Annunziata (1994). Gianfranco Bruno nel ë69 ha riconosciuto nella sua opera una ìprofonda radice di uomo serenamente avvinto ad una condizione ligureî. Quanto ha significato questo senso di appartenenza ? Per farglielo capire le racconterÚ un piccolo aneddoto. Negli anni í60 mi trovavo a Milano, che era il centro propulsore di un grande fermento culturale, specialmente per líinformale. La mia permanenza, la frequentazione con altri artisti, come Fasce e Morlotti, le notti passate a discutere díarte.. Eí stato un momento importantissimo di crescita, personale ed artistica, nel confronto continuo con altre esperienze. La suggestione dellíinformale era entrata nella mia opera eppure mi dicevano ì Ösi vede che sei ligure..îÖ. Quel senso profondo della natura, la coscienza degli elementi Ë sempre stata e continua ed essere un elemento inscindibile della mia opera. Montale dice ìlíanima mia aderire ad ogni pietraî. Vincendo poi la borsa di studio ìDuchessa di Gallieraî nel 1968, ebbi modo di viaggiare, di vedere líopera di Gainsborough, Constable e soprattutto di Turner, di visitare i luoghi dove avevano lavorato, conoscendo altre luci.. Nonostante i viaggi e le molte esperienze ha comunque deciso di rimanere legato a Genova anche con un forte impegno politico.. Sono nato a Bogliasco e ne sono stato Sindaco per dieci anni. Mi sono impegnato a fondo cercando di guardare al di l‡ delle apparenze, che spesso si fermano a considerazioni relative alla ricchezza dei comuni e delle citt‡. Eí facile che si trascurino altri problemi, come la condizione degli anziani, su cui guardando meglio si aprono varchi di solitudine e disagio. Nel complesso del mio impegno di Sindaco Ë stato poi naturale cercare di coniugare il mio amore per líarte alla carica politica e questo proposito Ë sfociato nellíorganizzazione di mostre e manifestazioni culturali che ancora adesso a Bogliasco si ricordano.. Pensando alla sua formazione, alle esperienze e alle realt‡ che ha conosciuto, trova che negli ultimi anni Genova si sia pi˘ aperta verso il nuovo, verso gli artisti pi˘ giovani e non affermati? Dal punto di vista dellíinteresse, della conoscenza e della promozione degli artisti hanno svolto un ruolo fondamentale i privati, le gallerie, Rotta in primis, che hanno contribuito sensibilmente allíapertura di Genova verso il contemporaneo. Ma ripensando a quegli anni non posso fare a meno di provare un poí di nostalgia per la passione che cíera nellíaria. Cíerano incontri, assemblee, sempre aperte al pubblico, dove gli animi si accendevano nel discutere di astratto e figurativo. Adesso, forse, Ë pi˘ difficile emergere per un giovane artista, si tende di pi˘ ai grandi nomi.. Quanto Ë importante la coesistenza dellíAccademia con il Museo? Fino alla seconda guerra mondiale i dipinti erano appesi alle pareti come esempio e stimolo per gli studenti. Oggi le due strutture sono comunque realt‡ inscindibili, vissute in quanto tali da noi tutti, dal Presidente Giancarlo Piombino al Conservatore del Museo Giulio Sommariva e al Direttore dei Corsi Emilia Marasco. Luisa Castellini