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23
Nov
2008

INVASI. PERSONALE DI BRUNO CECCOBELLI ALLA FONDAZIONE PASTIFICIO CECERE DI ROMA

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Mercoledì 26 novembre 2008 alle ore 18.30, la Fondazione Pastificio Cerere è lieta di presentare la personale di Bruno Ceccobelli, dal titolo INVASI, in programma fino al 16 gennaio 2009. Il progetto è reso possibile grazie al sostegno della Nando Peretti Foundation di Roma. In galleria, Bruno Ceccobelli presenta una installazione in cui simboli e forme si uniscono per mostrare un aspetto di storia associato a quello di luogo. Gli spazi espositivi del Pastificio Cerere vengono così abitati da un'opera che, come consuetudine dell'artista, è carica di una serie di simbologie. La principale è il riferimento ai quattro elementi (aria, terra, fuoco, acqua) che spesso hanno caratterizzano proprio il confine tra arte e scienza e le cui radici si perdono nel dominio della mitologia e della legenda.
Nove forme di terracotta, disposte sul pavimento della grande sala della Fondazione, creano una morbida curva. Ogni forma ha una figura, un volto, autoritratto sulla cima del vaso in ceramica raku. I visi in cera vengono consumati dalla fiamma che, dinamica, trasforma e deforma le figure. Alla base delle ceramiche fuoriesce dell'acqua che si contrappone alla fiamma. Anche l'aria diventa un elemento intrinseco al processo artistico, lo spazio attorno alle opere, ai confini dell'ambiente e che circonda gli spettatori. Il tempo che passa, che scorre, e consuma è forse uno degli elementi principali di questa opera. Un tempo che deforma l'opera per connotare il senso di assoluto suggerito dai quattro elementi.
La Fondazione Pastificio Cerere dedica dunque un'altra mostra a un artista residente nella sua struttura. L'aura dello spazio espositivo si arricchisce così di un elemento aggiuntivo straordinario come la sua propria storia e la presenza degli artisti nell'edificio. Nella installazione Ceccobelli usa infatti anche gli elementi più caratteristici dello spazio, i suoi elementi più interni. Il suono che esce da una delle condutture di areazione diventa, ad esempio,  il pretesto per far sentire l'edificio, per dare voce allo spazio, e soprattutto a quel luogo che è stato, ed è ancora, un luogo simbolo per l'arte nella città. Il suono avvolge tutto utilizzando lo spazio, il vuoto come materia. Per questo motivo è la condizione migliore per integrare un'opera all'essenza del luogo.
L'unicità del luogo ha la caratteristica di mostrare, in un certo senso, ciò che viene creato al suo interno. Il luogo e lo spazio si uniscono. Lo spazio, come l'aria è costituito da un carattere mobile dinamico che fluttua attraverso la possibilità e la pratica espositiva da luogo a luogo, adattandosi allo spazio, e nello stesso tempo deformandolo dalla sua identità. Ancora una volta il luogo si lega con la sua storia di artisti che, proprio in questi spazi, hanno creato un capitolo dell'arte a Roma.

Il giorno dell’inaugurazione verrà presentata l’opera C’è Re e Re realizzata nel 1985. L’opera verrà donata dall’artista alla collezione permanente della Fondazione.

BIOGRAFIA


BRUNO CECCOBELLI nasce nel 1952 a Monte Castello di Vibio, nei pressi di Todi (PG). A Roma frequenta l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi nel corso di scenografia nel corso di Toti Scialoja. Dopo l’esordio in ambito concettuale, il suo lavoro si va caratterizzando per l’uso di materiali naturali, quali piombo, cenere, zolfo, cera, creta, sale, colori non industriali, ai quali l’artista riconosce energie pure. La sua opera è ricca di simboli, dedotti da antiche culture e religioni, ma soprattutto rielaborati dallo stesso artista alla ricerca di un segno che sia carico di memoria e denso di significato. Nel suo lavoro si rintraccia, inoltre, un riferimento costante alla cabala e all’alchimia, il cui studio viene approfondito negli anni.
Nei primi anni Ottanta si trasferisce all’ex Pastificio Cerere, nel quartiere di San Lorenzo a Roma, teatro di un singolare esperimento di dialogo e confronto tra artisti allora emergenti. Numerose le mostre personali e collettive durante la prima metà degli anni Ottanta in Italia e all’estero.
Nel 1984, negli spazi dell’ex Pastificio, Achille Bonito Oliva cura la mostra Ateliers, invitando Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella, Marco Tirelli, ai quali si unisce Domenico Bianchi, ad aprire i propri studi al pubblico. Sempre in quell’anno è invitato alla sezione Aperto 84 della XLI Biennale di Venezia, dove torna ad esporre nel 1986, nella sezione Arte e alchimia curata da Arturo Schwarz. Nel 1986 partecipa anche alla Biennale di Sidney e alla Quadriennale di Roma, dove è invitato anche all’edizione del 1996.
Tra la fine degli anni Ottanta e il nuovo decennio avvia rapporti con numerose gallerie straniere che gli dedicano mostre personali a Basilea, Barcellona, Colonia, Francoforte, Vienna, Amsterdam, Montreal, Toronto. Nel 1993 tiene due importanti mostre antologiche, rispettivamente al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’Arte Contemporanea di Rimini. Tra le antologiche più recenti si ricordano invece Simbolica presso, la Galleria d’Arte Contemporanea di Riccione nel 2000; Classico Eclettico, ospitata al Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli nel 2003; quelle al City Art Museum di Lubiana in Slovenia nel 2004 e al Guastalla Centro Arte di Livorno nel 2005. Nel 2004 realizza a Ghibellina il mosaico L’eternità è la vera medicina. Nel 2006 partecipa, a Villa Medici a Roma, all’esposizione collettiva San Lorenzo.

BRUNO CECCOBELLI - INVASI a cura di Lorenzo Benedetti 26 novembre 2008 - 16 gennaio 2009

inaugurazione mercoledì 26 novembre 2008 ore 18.30 lunedì - venerdì, ore 15.00 - 19.00 su appuntamento Fondazione Pastificio Cererevia degli Ausoni, 7 - 00185 Roma