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28
Nov
2006

LA SPEZIA LA FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI DI SIENA FINANZIA IL RESTAURO DELLA COLLEZIONE CAPELLINI

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La Fondazione Monte dei Paschi di Siena finanzierà il restauro e l’esposizione della collezione Giovanni Capellini di materiali relativi alle tribù di nativi americani Ponca e Omaha della Regione dei Grandi Laghi. La più importante fondazione bancaria italiana ha infatti accolto la domanda avanzata dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune relativa agli oggetti raccolti dal temerario esploratore spezzino nel suo viaggio americano del 1863.
<Il fatto che il provvedimento sia stato inserimento negli elenchi dei contributi della Fondazione
Mps, che prevalentemente finanza interventi nella sola Toscana, significa – spiega Marco Ferrari, Presidente dell’Istituzione culturale spezzina - che tale collezione ha veramente una grande importanza. Segnalazioni in tal senso ci erano pervenute anche da studiosi tedeschi e americani. Le difficoltà economiche in cui si dibatte la cultura ci hanno impedito sinora di intervenire a tutela di questa pregiata raccolta. Ora, grazie al qualificante apporto della Fondazione Mps, siamo in grado di avviare il delicato intervento di restauro e quindi di esporre le collazione al pubblico>. La mostra sarà esposta nell’estate del 2007 alla Palazzina delle Arti e nell’inverno 2007 a Siena. Successivamente toccherà varie città italiane, europee e degli Stati Uniti. Gli Omaha facevano parte, con i Kansa, Quapaw, Osage e Ponca, delle cinque tribù che J.O. Dorsey nel 1897 raccolse sotto il nome di Dhegiha, appartenenti alla famiglia Sioux. Omaha, Ponca e Mandan erano le tribù indiane meglio conosciute ai tempi di Capellini, grazie a studi e interesse suscitato da vari viaggiatori e artisti come George Catlin, che negli anni Trenta dell’Ottocento li ritrae nei suoi dipinti.
La collezione è confluita nelle raccolte del Museo Civico Etnografico della Spezia grazie all’acquisto perfezionato dagli eredi di Giovanni Capellini nel 1865. Il geologo spezzino aveva raccolto personalmente gli oggetti durante il suo viaggio nell’America del Nord del 1863, iniziato con l’intento di visitare le tribù di “pellerossa” Ponca e Omaha. Capellini raccolse in 14 casse fossili, indumenti e utensili tipici dei gruppi incontrati lungo il suo cammino. Attualmente la collezione Capellini è tra le poche in Italia e nel mondo a poter essere perfettamente databile. Infatti, gli studiosi parlano con sicurezza di un’epoca precedente alle riserve indiane, originale e non prodotta per essere venduta ai visitatori esterni, ma per solo uso privato. La collezione nella sua interezza è completamente sconosciuta alla maggior parte della cittadinanza. Solo due, infatti, sono state le occasioni sino a oggi di ammirarla: negli anni Venti con l’esposizione storica nel Palazzo delle Scuole, curata e allestita dal famoso architetto Franco Oliva; nel 1990 con la mostra “Exotica, raccolte di viaggio nel Museo Civico della Spezia” tenutasi al Centro Allende. L’anno prossimo, finalmente, si potrà vedere l’intera raccolta Capellini restaurata con un corredo di immagini sul viaggio del grande esploratore spezzino.