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12
Ott
2006

LA WOLFSONIANA DI GENOVA PRESENTA IL CATALOGO RAGIONATO DI GERARDO DOTTORI

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Oggi, giovedì 12 ottobre, alle ore 18, presso la Wolfsoniana di Genova Nervi (Via Serra Groppallo 4) sarà presentato il catalogo generale ragionato dell'opera di gerardo Dottori, curato da Massimo Duranti. A introdurre la presentazione Gianni Franzone (Wolfsoniana) ove interverranno Francesco Dufour (storico dell’arte) e Paolo Sanzin (Archivi Bruno G. Sanzin). La personalità e l’opera di Gerardo Dottori (Perugia 1884-1977), pittore futurista che aderì al Movimento marinettiano nel 1912 e che è stata figura centrale degli sviluppi aeropittorici degli anni Trenta, attivo a Roma dal 1926 al 1939 accanto a F.T. Marinetti come critico d’arte e teorico del Futurismo, trovano definitiva sistemazione critica nel Catalogo generale ragionato, curato da Massimo Duranti, pubblicato da EFFE Fabrizio Fabbri Editore in collaborazione con gli Archivi Dottori. L’opera, divisa in due tomi di 1032 pagine complessive con 250 immagini a colori e 2100 in bianco e nero, raccoglie nella parte monografica scritti di Enrico Crispolti, Massimo Duranti, Domenico Cialfi, Alessandra Migliorati, Francesco Federico Mancini, Claudia Salaris, Antonio Carlo Ponti, Antonella Pesola, Andrea Baffoni e Francesca Duranti. Il secondo tomo pubblica il catalogo di circa 2000 opere di pittura, pittura murale,  disegni,  lavori di ambientazione,  arti applicate, scenografie, design e grafica seriale. Gli apparati comprendono la biografia commentata ad annum, un’ampia bibliografia, indici delle opere e dei nomi. I testi sono tradotti in inglese. La presentazione è realizzata in collaborazione con EFFE Fabrizio Fabbri Editore e con gli Archivi Gerardo Dottori, Perugia.

Gerardo Dottori nasce a Perugia l’11 novembre 1884, dove si diploma all’Accademia di Belle Arti non senza contestarne gli arretrati insegnamenti insieme a un gruppo di giovani intellettuali. Adolescente, aveva lavorato da un antiquario e contestualmente appreso il mestiere di riquadratore di stanze, col quale si mantenne a Milano nel 1906 per alcuni mesi.Nel 1910 è in contatto con gli intellettuali fiorentini della “Difesa dell’arte” sulla quale scrive dal 1910. Nel 1912 aderisce al Futurismo e nel 1914 organizza una “serata futurista” al Politeama Turreno di Perugia con Marinetti. Prima di partire per la guerra ha già al suo attivo un ampio repertorio di opere futuriste ispirate al dinamismo e alla traduzione di sensazioni visive ed uditive. Al fronte  disegna e scrive “parole in libertà”. Nel dopoguerra fonda con Alberto Presenzini Mattoli la rivista “Griffa!”. Nel 1920 tiene a Roma la sua prima mostra personale alla Casa d’Arte Bragaglia presentato da Marinetti. Da allora è costantemente presente nelle esposizioni e manifestazioni del Futurismo in Italia e all’estero. Nel 1924 è il primo futurista ad esporre alla Biennale di Venezia (vi parteciperà 11 volte). E’ presente in tutte le Biennali e le Quadriennali romane.  Nel 1931 sottoscrive con Balla, Benedetta, Depero, Prampolini,  Somenzi e Tato il Manifesto dell’Aeropittura. Degli sviluppi futuristi aeropittorici diventa protagonista indiscusso. Nel 1926 si era trasferito a Roma restandovi fino al 1939; in quel periodo è nella direzione del Movimento con F.T. Marinetti e gli altri protagonisti del gruppo, dedicandosi anche ad un’intensa attività di pubblicista. Molto legato alla sua città e all’Umbria, vi torna spesso per partecipare alle iniziative artistiche, alcune delle quali da lui stesso organizzate. Sviluppa in quegli anni una pluralità d’interessi: ambientazioni, sistemazioni architettoniche, grafica pubblicitaria, scenografie, sculture polimateriche. Elabora inoltre progetti di design e di arredo, a conferma di quell’attitudine tutta futurista alla “ricostruzione futurista dell’universo”. Nel 1939 gli viene affidata la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Perugia dove insegnerà fino al 1967, diventandone direttore dal 1940 al 1947. Continua a dedicarsi alla decorazione, alle ambientazioni, agli allestimenti scenografici e alla pittura murale in chiese e edifici civili in Umbria e a Roma. Con Fillia è l’inventore dell’Arte Sacra Futurista, teorizzata  nell’omonimo manifesto del 1932. Nel 1934 è tra i firmatari del manifesto La plastica murale e nel 1941, con il Manifesto umbro dell’aeropittura, esprime compiutamente la sua poetica futurista mistico-rurale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale continua ad esporre in numerose rassegne in Italia e all’estero. Muore nella sua città  il 13 giugno 1977. Il Comune di Perugia, al quale donò nel 1957 i suoi capolavori, come Trittico della velocità del 1925-27 e Incendio città del 1926, ha sistemato a Palazzo della Penna dal 2003 una raccolta permanente delle sue opere comprendente dipinti di istituzioni pubbliche e di privati che nel prossimo mese di giugno verrà presentata al pubblico, ampliata,  nella nuova sistemazione.
Per informazioni:
www.wolfsoniana.it