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15
Giu
2008

LAVAGNA I FILI E LE RADICI ARTI TESSILI DAL MONDO

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Si conclude in bellezza la trilogia che la galleria Agheiro di Lavagna ha recentemente dedicato alla fiber art. Dopo la personale di Luciano Ghersi e la collettiva Tessere Arte, la terza mostra del ciclo si chiama Tessere per unire ed è "un invito a riscoprire segni e colori che rimandano ai primordi dell'umanità".

Un percorso a ritroso lungo il filo rosso della tradizione, della ricerca di radici comuni che passa attraverso la riscoperta di gesti tramandati per generazioni in zone del mondo lontane e differenti. Un viaggio nella memoria e nel rito, nel linguaggio del quotidiano e nel linguaggio dell'arte, che si riannoda senza fatica alle scelte stilistiche del linguaggio artistico contemporaneo.

Vengono dall'America le molas, l'artigianato tessile degli indios Kuna delle isole panamensi di San Blas. È una modalità di ricamo a riporto che ricorda il patchwork e che consiste nella sovrapposizione stratificata di ritagli di tessuto coloratissimi, cuciti in complicati motivi geometrici ispirati ai simboli tradizionali usati nella pittura rituale del corpo.

Arriva dall'Africa Occidentale e Centrale una collezione di pezzi antichi e moderni: i tessuti Ewe e Yoruba della Nigeria, della Costa d'Avorio, del Ghana e del Mali, le stoffe in rafia con ricami a rilievo dette Kuba tipiche dell'etnia Shoowa del Congo, preziose testimonianze della tecnica mudsilk del Mali. Quest'ultima, già conosciuta in Cina durante la dinastia Ming, è una procedura complessa per tingere la seta col fango.

Si torna in Italia e all'oggi con il lavoro di Beatrice Meoni, un'installazione di. garza ispirata alla recente mostra Objet blessés: la réparation en Afrique al Musée du Quai Brainly di Parigi, dedicata al concetto di civilizzazione e al delicato rapporto tra l'occidente e il resto del mondo.

La mostra termina il 21 giugno. Altre informazioni e le immagini delle opere in mostra, su agheiro.org.