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30
Ott
2006

LE SCULTURE DI YVES DANA IN MOSTRA ALLA GALLERIA SAN BERNARDO DI GENOVA FINO AL 15 NOVEMBRE

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La mostra è stata pensata e programmata nel decimo anniversario della Fondazione Bogliasco - Centro Studi Ligure per le Arti e le Lettere, alla luce del fatto che proprio Yves Dana, nel 1997, è stato il primo artista in residenza. Scultore svizzero internazionalmente conosciuto, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1959, e residente a Losanna, Dana è un artista che ha un profondo rapporto con la densità tattile e la leggerezza sonora della materia, al punto da farla cantare. Nel suo iter operativo, sperimenta il ferro e il bronzo negli anni Ottanta e Novanta e la pietra e il gesso nel Duemila, a partire dal suo ritorno in Egitto, nel 1996, per un soggiorno di lavoro nelle campagne di Saqqara, nei pressi del Cairo. L’impatto emotivo con la terra d’origine trova una rispondenza nell’intensa produzione delle Stele, in basalto, pietra di Lunel e bronzo. Sono opere dove si coglie il senso della presenza e dell’enigma della Sfinge, ma anche una disponibilità all’ascolto dell’altro, dell’osservatore, nella leggera inclinazione della struttura verticale, nelle sue fessure segrete, nelle iscrizioni di alfabeti sconosciuti, nelle scannellature, rinvianti alle dune accarezzate dal vento del deserto. I tre momenti fondamentali della sua opera si individuano nella verticalità, che trova rimandi nella figura e nell’obelisco, nell’orizzontalità, che richiama il contatto con la terra, ma anche le coppe e gli allungati oggetti sacrali dell’offerta votiva, nella massa formale, movimentata da tagli, spaccature, dislivelli, slittamenti del suo asse dal centro di gravità. Sia nelle Stele che nei Frammenti ricorrente è la forma trapezoidale. Nei passaggi tra l’anteriore e l’interiore affiorano presenze di castelli inaccessibili, simboliche imbarcazioni, strumenti musicali o propiziatori, creati in laboratorio, ma scaturiti dal suo immaginario, tra nuvole di vapore, polveri e cascate di scintille. A giudicare dalle opere, si rileva che l’artista è particolarmente sensibile alla luce mediterranea e alla presenza del mare e degli ulivi del borgo ligure in cui ha ultimato un importante ciclo delle sue Stele. Ingaggiando una lotta psicologica e muscolare con la resistenza della materia alla forma, Dana è signore e artigiano di se stesso, ama gli strumenti che usa al punto da farne soggetti protagonisti, si assimila all’ambiente pregno dell’odore acre di bruciato della fiamma ossidrica, trasforma il suo impegno lavorativo quotidiano, in atelier, in una danza rituale volta a produrre un’opera di ordine sacrale. Tra fusioni, alchimie e patine dei metalli, la dimensione dello scorrere del tempo meteorologico come erosione, psicologico come racconto, nella sua accezione orizzontale e quotidiana o in quella verticale onirico-creativa, è impressa nell’opera attraverso il lavoro di scrittura sulla pietra, il bronzo, il gesso. Di paese in paese, Yves Dana si ritrova nell’autunno del 2006, a quasi dieci anni di distanza, a rendere omaggio, in occasione del  decennale, proprio a quel luogo, dove l’intenso ricordo del suo viaggio in Egitto ha trovato, nella libertà di un tempo e uno spazio totalmente disponibili, la temperatura creativa ideale per realizzare, tra i riflessi dorati del mare, l’argento degli ulivi, le asperità seducenti della scogliera della Fondazione Bogliasco, quel gruppo di Stele che costituiscono il cuore della mostra. 

YVES DANA: NELLA FORMA IL CANTO SEGRETO DELLA MATERIA
sculture
Testo a catalogo di  Viana Conti
GALLERIA SAN BERNARDO
Palazzo Salvago-Piazza San Bernardo, 26/2 -16123 Genova
fino al 15 novembre 2006
Orario: dal martedì al venerdì 17-19; sabato 15-19
Info: www.galleriasanbernardo.it