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24
Apr
2006

MARCEL DUCHAMP: UNA COLLEZIONE ITALIANA. A VILLA CROCE DAL 10 MAGGIO 2006

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MARCEL DUCHAMP: una collezione italiana Museo díArte Contemporanea di Villa Croce, Genova 10 maggio-16 luglio 2006 Dal 10 maggio al 16 luglio si inaugura al piano nobile del Museo díArte Contemporanea di Villa Croce a Genova la mostra Marcel Duchamp: una collezione italiana. Mostra a cura di Sergio Casoli, Catalogo Edizioni Skir‡, allestimento a cura di Massimiliano Fuksass. Oltre 150 opere tra disegni, grafiche, foto e readymade, appartenenti alla raccolta di Luisella Pignone vengono proposte per la prima volta, cosÏ da documentare compiutamente líattivit‡ concettuale dellíartista francese. Marcel Duchamp (Blainville 1887- Neuilly 1968), figura fondamentale per líinfluenza esercitata su tutta líarte contemporanea ma anche tra le pi˘ problematiche, ha portato alla modernit‡ una nuova idea di concepire líarte e la vita. A partire dal 1911 Duchamp si allontana progressivamente dagli stili e dai soggetti dellíarte díavanguardia per esplorare due grandi filoni tematici che rimarranno, da quel momento, fondamentali per la sua ricerca artistica pur sviluppandosi in modo indipendente líuno dallíaltro. Líorigine comune di questi due temi Ë la ricerca di una forma díarte pi˘ concettuale dove ìla pittura non deve essere solo visiva o retinica. Deve interessare anche la materia grigia, il nostro appetito di comprensione.î (intervista a Duchamp di James J. Sweeney). Il primo dei due filoni Ë espresso in una serie di lavori non convenzionale che portano Duchamp ad esplorare molte possibilit‡ creative diverse: i giochi verbali, gli scacchi, le incisioni, líimpaginazione di libri e di cataloghi, líideazione di copertine, riviste e manifesti, la rilegatura di libri e soprattutto i Readymade. I Readymade costituiscono una innovazione formale tra le pi˘ dirompenti, capaci di cambiare il modo stesso di fare arte: oggetti di uso comune, non progettati ma scelti dallíartista, presentati come opere díarte. Disegno per ìDadaî: 1916-1923 Scolabottiglie, 1964 Il secondo tema - al centro e fonte di tutto il lavoro futuro ñ Ë La MariÈe mise ‡ nu par ses cÈlibataires, mÍme (La Sposa messa a nudo dai suo scapoli), opera nota come Grand Verre (Grande Vetro) (1915-1923). Si tratta di quel grande poema visivo, sorta di cosmogonia laica, la cui epopea trover‡, dopo mezzo secolo, la sua conclusione nellíEtant donnÈ. Duchamp lavorÚ a questíopera per gli ultimi ventíanni della sua vita: iniziata nel 1946 fu infatti portata a termine nel 1966, appena due anni prima della sua morte, avvenuta nel settembre del 1968. La MariÈe mise ‡ nu par ses cÈlibataires, mÍme, 1915-23 Tra il 1915 ñ inizio del Grande Vetro ñ e il 1946 ñ esordio di Etant donnÈ - nascono una serie di opere preparatorie che troveranno il loro collocamento in questíultimo lavoro, ritenuto il suo testamento spirituale. LE OPERE Nella collezione in mostra al Museo si trovano lavori che costituiscono una documentazione di massima importanza delle tematiche affrontate dallíartista francese nel corso della sua attivit‡ artistica. Nella sezione Readymade possiamo trovare 7 pezzi del 1964, tra cui Egouttoir (Scolabottiglie) e Fountain (Fontana), un vero e proprio orinatoio presentato senza interventi ma solo ribaltato e firmato con uno pseudonimo (R. Mutt), uno dei lavori pi˘ universalmente noti di Duchamp per la sua carica eversiva, e Why not sneeze Rose SÈlavy (PerchË non starnutire Rose SÈlavy?), una gabbietta per uccelli contenente 152 cubetti che apparentemente sembrano zollette di zucchero, ma che si rivelano essere di marmo, creando un effetto di spiazzamento, ìin un certo modo mitologicoî. Nella sezione delle BoÓtes (scatole) sono esposte la BoÓte-en-valise (Scatola in valigia) del 1935-í41 e la celebre BoÓte verte (Scatola verde) del 1934, un lussuoso cofanetto di velluto verde in cui sono raccolti un assortimento di 93 fogli a stampa dei bozzetti del Grande Vetro, riprodotti da Duchamp dopo essere venuto a conoscenza che la sua opera pi˘ importante si era frantumata. La sezione incisioni comprende 40 acqueforti dalla serie Morceaux Choisis I e II stadio, e The Large Glass I e II stadio e alcuni Bon ‡ Tirer. Nella sezione fotografie ricordiamo 5 ritratti dellíartista eseguiti da Nicky Ekstrom nel 1964, fotografie di Man Ray (tra cui alcuni Rayogrammi e 2 ritratti di Duchamp) e 15 ritratti eseguiti da Ugo Mulas dellíartista, durante un suo viaggio in Italia in occasione di una mostra a Milano. La mostra comprende inoltre 1 Rotorelief - un apparecchio con motore elettrico in edizione limitata in 12 pezzi (1935- 1963) - e documenti vari, tra cui lettere dellíartista, disegni, copertine di libri e cataloghi, inviti a mostre.