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11
Mag
2006

MARCEL DUCHAMP: UNA COLLEZIONE ITALIANA A VILLA CROCE FINO AL 16 LUGLIO

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MARCEL DUCHAMP: UNA COLLEZIONE ITALIANA La mostra Marcel Duchamp: una collezione italiana presenta per la prima volta in Italia la collezione di Luisella Zignone; 150 opere tra disegni, grafiche, foto e readymade che documentano compiutamente líattivit‡ concettuale dellíartista francese, ineliminabile punto di riferimento per tutta líarte contemporanea dagli inizi del ë900 ad oggi. Per molti se non per tutti gli appassionati díarte contemporanea, Marcel Duchamp Ë prima ancora che un artista, il simbolo e lo stereotipo dellíarte ìcome ideaî, líinsostituibile protagonista di un gesto dissacratorio che sottrae al contesto un oggetto ìindifferenteî e gli attribuisce con ciÚ lo statuto di opera díarte, il punto di partenza del percorso dellíarte dal Novecento ad oggi, la sua giustificazione e il suo peccato originale che líha per sempre allontanata dal paradiso terrestre di un rapporto integrato con la societ‡ e con i suoi valori, a cominciare da quella categoria estetica del ìgustoî a cui Duchamp deliberatamente si sottrae proprio con la scelta estrema del ready-made. CosÏ mentre un quadro di Picasso appare ormai a tutti, o quasi, un capolavoro-feticcio da ostendere ed ammirare anche se non lo si comprende, lo scolabottiglie di Duchamp Ë ancora vissuto dai pi˘ come un corpo estraneo nel mondo dellíarte e dagli appassionati come la bandiera di una rivoluzione appena cominciata! A partire dal 1911 Duchamp si allontana progressivamente dagli stili e dai soggetti dellíavanguardia cubista e futurista per esplorare due grandi filoni tematici che rimarranno, da quel momento, fondamentali per la sua ricerca artistica, pur sviluppandosi in modo indipendente líuno dallíaltro. Líorigine comune di questi due temi Ë la ricerca di una forma díarte concettuale dove ìla pittura non deve essere solo visiva o retinica. Deve interessare anche la materia grigia, il nostro appetito di comprensione.î (intervista a Duchamp di James J. Sweeney). Il primo dei due filoni Ë espresso in una serie di lavori non convenzionali che portano Duchamp ad esplorare molte possibilit‡ creative diverse: i giochi verbali, gli scacchi, le incisioni, líimpaginazione di libri e di cataloghi, líideazione di copertine, riviste e manifesti, la rilegatura di libri e soprattutto i Readymade. I Readymade costituiscono una innovazione formale tra le pi˘ dirompenti, capaci di cambiare il modo stesso di fare arte: oggetti di uso comune, non progettati ma scelti dallíartista, presentati come opere díarte. Il secondo tema - al centro e fonte di tutto il lavoro futuro ñ Ë La MariÈe mise ‡ nu par ses cÈlibataires, mÍme (La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli stessi), opera nota come Grand Verre (Grande Vetro) (1915-1923), poema visivo e cosmogonia laica, la cui epopea trover‡, dopo mezzo secolo, la sua conclusione nellíEtant donnÈ, opera a cui lavora per gli ultimi ventíanni della sua vita (1946/1968). Tra il 1915 ñ inizio del Grande Vetro ñ e il 1946 ñ esordio di Etant donnÈ - nascono una serie di opere preparatorie che avranno la loro collocazione in questíultimo lavoro, ritenuto il suo testamento spirituale. LE OPERE Nella collezione in mostra al Museo si trovano lavori che costituiscono una documentazione di massima importanza delle tematiche affrontate dallíartista francese nel corso della sua attivit‡ artistica. Nella sezione Readymade possiamo trovare 7 pezzi del 1964, realizzati, in collaborazione con Arturo Schwarz in edizione numerata e firmati, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo ready-made. Tra questi Egouttoir (Scolabottiglie) e Fountain (Fontana), un vero e proprio orinatoio presentato senza interventi ma solo ribaltato e firmato con uno pseudonimo (R. Mutt), uno dei lavori pi˘ universalmente noti di Duchamp per la sua carica eversiva, e Why not sneeze Rose SÈlavy (PerchË non starnutire Rose SÈlavy?), una gabbietta per uccelli contenente 152 cubetti che apparentemente sembrano zollette di zucchero, ma che si rivelano essere di marmo, creando un effetto di spiazzamento. Tra i pezzi pi˘ straordinari la celebre Door, 11 rue Larrey, del 1927, vera e propria porta dellíappartamento parigino dellíartista, che contraddice ironicamente la massima secondo cui una porta deve necessariamente essere aperta o chiusa e che Duchamp commentÚ con la nota "Il n'y a pas de solution parce qu'il n'y a pas de probleme" (Non cíË soluzione perchÈ non il problema esiste). Nella sezione delle BoÓtes (scatole) sono esposte la BoÓte Alert, la BoÓte-en-valise (Scatola in valigia) del 1935-í41 e la celebre BoÓte verte (Scatola verde) del 1934, un lussuoso cofanetto di velluto verde in cui sono raccolti un assortimento di 93 fogli a stampa dei bozzetti del Grande Vetro, riprodotti da Duchamp dopo essere venuto a conoscenza che la sua opera pi˘ importante si era frantumata. La sezione incisioni comprende 40 acqueforti dalla serie Morceaux Choisis I e II stadio, e The Large Glass I e II stadio e alcuni Bon ‡ Tirer, che testimoniano tra líaltro la propensione di Duchamp alla citazione o meglio al ìriusoî dellíiconografia della storia dellíarte (díaprËs Rodin, díaprËs Ingres, díaprËs Courbet). In mostra Ë presente díaprËs Cranach con líironica variante fotografica di Man Ray ìMarcel Duchamp e Bronja Perlmutter come Adamo ed Evaî in CinÈsketch, intermezzo teatrale con testo di Francis Picabia e regia di RenÈ Clair, Parigi, 1924. Accanto a queste le incisioni riferite ai congegni meccanomorfi del Grande Verre (la Sposa, i Nove stampi maschili, i Setacci o Crivelli, i Testimoni oculari, il Mulino ad acqua, la Macinatrice di cioccolato) sottoposti ad un analogo trattamento di ìraffreddamentoî e di smaterializzazione . Nella sezione fotografie ricordiamo cinque ritratti dellíartista eseguiti da Nicky Ekstrom del 1964, fotografie di Man Ray (tra cui alcuni Rayogrammi e due ritratti di Duchamp) e alcuni ritratti realizzati da Ugo Mulas a New York durante il suo primo soggiorno nel 1964 e nello stesso anno a Milano in occasione della mostra ìOmaggio a Duchampî alla galleria Schwarz. Foto e altri documenti sono conservati nel Black Book realizzato da Duchamp in occasione della retrospettiva alla Cordier e Ekstrom gallery di New York nel 1964. La mostra comprende inoltre 1 Rotorelief - un apparecchio con motore elettrico in edizione limitata in 12 pezzi (1935- 1963) - e documenti vari, tra cui lettere dellíartista, disegni, copertine di libri e cataloghi, inviti a mostre. INZIATIVE ORGANIZZATE DURANTE LA MOSTRA Domenica 14 maggio dalle ore 18 alle ore 21, torna al museo díarte contemporanea di Villa Croce líappuntamento con | mu | m˘ ñ musica nei musei, happening di musica dal vivo, arte e video installazioni giunto ormai alla dodicesima edizione. | mu | m˘, come da tradizione, dar‡ la possibilit‡ di accedere gratuitamente, oltre all'evento, anche alla mostra dedicata a Marcel Duchamp. Sabato 20 maggio dalle ore 21 nellíambito de ìLa notte dei Museiî, performance del gruppo Coniglio Viola, un omaggio contemporaneo al travestitismo di Marcel Duchamp con apertura straordinaria della mostra. Sabato 27 maggio alle ore 17 Work in progress - ìProgetto Duchampî. Recitazione di testi letterari ed esecuzione di musiche correlate alla figura di Marcel Duchamp Testi di Robert Desnos, John Cage, Marcel Duchamp, AndrÈ Breton, Francis Picabia, Tristan Tzara, Gilbert Lely Musiche di John Cage, Robert Desnos. A cura dellíAccademia del Chiostro. GiovedÏ 8 giugno alle ore 18 ìMarcel Duchamp e il cinemaî. Proiezione di filmati sperimentali di Marcel Duchamp. A cura di Magazzino Sanguineti con la partecipazione straordinaria di Edoardo Sanguineti Visite guidate alla mostra (comprese nel prezzo del biglietto) su prenotazione. Con il contributo di: Costa Crociere, iGuzzini, ArtCeiling MARCEL DUCHAMP: una collezione italiana Genova, Museo díarte contemporanea di Villa Croce Via Jacopo Ruffini 3 16128 Genova tel. 010-580069/010-585772 e-mail: museocroce@comune.genova.it sito: www.museovillacroce.it Inaugurazione 10 maggio 2006 ore 18.00 11 maggio-16 luglio 2006 orari: da martedÏ a venerdÏ: 9-19 sabato e domenica: 10-19 lunedÏ chiuso biglietti: intero euro 6.00 ridotto euro 4.00 Mostra a cura di Sergio Casoli Ideazione dellíallestimento a cura di Massimiliano Fuksas Catalogo Skira a cura di Arturo Schwarz con testi di Sergio Casoli, Edoardo Sanguineti, Arturo Schwarz, Sandra Solimano e un disegno originale di Massimiliano Fuksas Come raggiungere il Museo: Dallí Aeroporto Volabus 100 in piazza Fontane Marose, autobus 35 a via Vannucci (capolinea) Stazione Marittima Bus 1, 2, 3, fino a piazza Caricamento e prendere il 12, 15 fino a Villa Croce Stazione Principe via Gramsci. Bus 1, 2, 3, 4, fino a piazza Caricamento e prendere il 12, 15, fino a Villa Croce Stazione Brignole Bus 12, lato viale E.Filiberto fino a Villa Croce Per chi arriva in auto Autostrada A7, A10, A12, A26 uscita Genova Est o Genova Ovest. Parcheggio a pagamento nella Zona Blu di Carignano.