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31
Mar
2006

MERCOLEDI' 15 APRILE ALLE 16 AL MUSEO DEI BENI CULTURALI CAPPUCCINI DI GENOVA PRESENTAZIONE DEL REST

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SOPRINTENDENZA PER IL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO ED ETNOANTROPOLOGICO DELLA LIGURIA BENI CULTURALI C A P P U C C I N I Genova MercoledÏ 5 aprile 2006 ore 16 presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova (viale IV novembre 5, Passo Santa Caterina Fieschi) Un dipinto di Pietro Francesco Guala recuperato Presentazione del restauro della tela di Pietro Francesco Guala raffigurante il ìMartirio e la gloria di san Fedele di Sigmaringenî della chiesa di San Francesco di Genova Voltri Interverranno: Marzia Cataldi Gallo, Soprintendente SPSAE Padre Vittorio Casalino, resp. Beni Artistici e Culturali, Convento Cappuccini S. Caterina da Genova Gianluca Zanelli, funzionario SPSAE Franca Carboni, restauratore La presentazione permetter‡ di illustrare al pubblico gli esiti del restauro di uníimportante tela del pittore piemontese Pietro Francesco Guala (Casale Monferrato, 15 settembre 1698-Milano 1757), intervento realizzato nel 2005 con fondi stanziati dal Ministero per i Beni e le Attivit‡ Culturali. Il dipinto, proveniente dalla chiesa di San Francesco di Genova Voltri, dove Ë ricordato nella seconda met‡ del XVIII secolo dallo storiografo Carlo Giuseppe Ratti, costituisce infatti líunica testimonianza del noto pittore settecentesco presente in Liguria. Líopera, firmata e datata 1731, giunse nella chiesa voltrese verosimilmente a seguito dei rapporti di un membro della comunit‡ cappuccina con il convento di San Ludovico di Casale Monferrato, dove Pietro Francesco Guala dipinse tra líaltro una pala díaltare di analogo soggetto, oggi dispersa. Invero, al contrario di quanto ipotizzato in passato da alcuni studiosi, líopera di Voltri non sembra poter fungere da prova di un soggiorno genovese dellíartista di Casale Monferrato, in quegli anni ampiamente impegnato a far fronte alle numerose commissioni nel territorio natio, configurandosi piuttosto come probabile esempio di un legame fra due centri religiosi appartenenti allo stesso ordine. Il dipinto, stilisticamente prossimo alla tela con San Sebastiano e san Rocco della chiesa di Santa Maria di Pontestura e al San Bartolomeo battezza i reali di Armenia del 1734 (Trino, chiesa di San Bartolomeo), si inserisce pienamente allíinterno del percorso artistico di Guala, costituendone uno degli esiti pi˘ elevati, sia per líarticolata impaginazione del soggetto, sia per la forza veicolata dalla stesura della materia pittorica, nuovamente percepibile e apprezzabile. Infatti la tela era caratterizzata da uno stato conservativo alquanto precario: numerosi fori di consistenti dimensioni, diffuse lacune e una generale instabilit‡ del colore rendevano molto difficoltosa la lettura dellíepisodio che vede protagonista il santo cappuccino martirizzato e la cui anima viene sollevata in gloria da una schiera di angeli. Il recupero della pala di Voltri puÚ essere pertanto considerato un momento significativo, sebbene circostanziato, della riscoperta della produzione di Pietro Francesco Guala, sminuita nel corso dellíOttocento, ma oggetto, a partire dalla met‡ del secolo successivo, di importanti contributi, tra cui si ricorda in particolare líimportante studio di Maria Paola Soffiantino edito in occasione della mostra Da Musso a Guala, curata da Giovanni Romano e Carla Enrica Spantigati, allestita a Casale Monferrato, citt‡ natale del pittore, nel corso del 1999.