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27
Mag
2008

METAMORPHOSEIS, RICERCHE FOTOGRAFICHE DI ALESSIO DELFINO IN ESPOSIZIONE AL CASTELLO DI RIVARA

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 Metamorphoseis è l’ultima serie fotografica inedita realizzata da Alessio Delfino. Si tratta di un work in progress formato da un nucleo di lavori fotografici che ritraggono modelle e donne comuni d’ogni nazionalità in un’identica posa. I loro corpi sono vestiti di un sottile strato d’oro. Le immagini sono stampate a grandezza naturale e installate al primo piano delle Scuderie del Castello di Rivara. La perizia tecnica di Delfino mira a trasformare la fotografia in un corpo solido. Una sfida impossibile che appartiene all’utopia personale dell’artista, il quale in questa serie, che potrebbe crescere all’infinito, ricrea un Pantheon personale, nominando le sue “creature” con i nomi delle Dee dell’Olimpo. Attraverso una performance silenziosa e privata, una sorta di rito d’iniziazione, Delfino dipinge interamente il corpo delle sue modelle, poi le fotografa. Questa mostra s’inaugura con una performance dal vivo che vede protagoniste alcune “dee”, a rimarcare un aspetto importante, che giustifica la presenza di sole donne nel lavoro di Delfino: il fatto che il fotografo si rifaccia nel suo lavoro al Femminino sacro, alla primogenitura del Femminile sul Maschile, e al fatto che le comunità primordiali fossero matriarcali e venerassero divinità femminili, come quelle della fertilità o della generazione. Questa mostra è un omaggio alla femminilità intesa come idea somma, come luogo del divino in generale, oltre che in particolare.

Completano la mostra, due importanti video dedicati alle metamorfosi. I corpi delle dee si fondono l’uno nell’altro senza soluzione di continuità come se le identità delle singole divinità fossero infine una sola mutevole, metamorfica ed eterna natura. Il tempo si dilata e lo spettatore perde l’orientamento. Quello che vede è un corpo liquido che vibra, pulsa, respira e cambia di forma costantemente, tanto lentamente da risultare impercettibile il suo muoversi. “Volevo creare un corpo inesistente – spiega Delfino – o tanti corpi impossibili, risultati d’innesti dolci, impercettibili, come quando in agricoltura si creano nuovi biotipi per talea. Per me queste figure hanno un qualcosa di auratico, di misterico. Mi fanno pensare alle stagioni, al tempo che scorre e che ritorna. A una danza dei fiori. Ho voluto creare una mutazione genetica, una sorta di “Olimpo ogm”, se vuoi”.

Castello di Rivara-Centro d’Arte Contemporanea Giovedì 26 giugno 2008 A partire dalle ore 17.00 Fino al 27 luglio 2008  Orari: Sab/dom 10.30-12.30; 15.00-18.00