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26
Nov
2010

MOSTRA SU ROLANDO MIGNANI A VILLA CROCE

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GENOVA. ROLANDO MIGNANI (Genova, 1937-2006) è figura di spicco nel campo delle sperimentazioni verbovisuali che a partire dagli anni '60 hanno rivestito un ruolo vitale nella scena artistica contemporanea, trovando in Genova uno dei principali centri di elaborazione, attraverso le esperienze promosse da Martino e Anna Oberto attorno ad "Ana eccetera" (con il coinvolgimento di autori come Corrado D'Ottavi, Giampaolo Barosso, Felice e Vincenzo Accame) e dal Gruppo di Studio, animato da Guido Ziveri e Luigi Tola.
Di estrazione operaia (ha lavorato a lungo in fonderia), Mignani esordisce prendendo parte all'avventura di Tool, la rivista creata da Ugo Carrega nel 1965 attorno alla proposta di una "poesia simbiotica", volta a far interagire nella pagina poetica, su un piede di parità, gli aspetti visivi (lettering, forma, segno, colore) con gli elementi verbali (suono, significato) tradizionalmente dominanti.
All'intensa attività espositiva - nel cui ambito, oltre alle numerose personali in Italia e all'estero, assumono particolare rilievo le presenze a rassegne di grande spessore storico-critico come "Italian Visual Poetry 1912-1972", allestite da Luigi Ballerini al Finch College Museum di New York e quindi alla GAM di Torino nel 1973, e "Fra significante e significato", Collegio Cairoli, Pavia 1975, introdotta da Renato Barilli - attorno alla metà degli anni '70 si affianca la produzione di libri d'artista (da "La rimozione dell'orecchio nell'elargizione dell'occhio", Sileno, Genova 1975, a "Quaderno di appunti per la rimozione delle nome e dei cosi", La Nuovo Foglio, Macerata 1976).
Sul finire di quel decennio nel lavoro di Mignani si viene poi accentuando una suggestiva propensione oggettuale che sfocia nella realizzazione di costruzioni tridimensionali e si espande sino ad attingere, seppure episodicamente, la misura dell'installazione.
Significativo risulta anche l'impegno di animazione culturale esercitato sia nella relazione dialogica con giovani artisti e performers genovesi (Galletta, Bignone, Bucci) sia attraverso la partecipazione a riviste ("Atelier Bizzarro", 1973; "Stato inferto", 1981) e - soprattutto - con la redazione di "Ghen Liguria" (1981-1985), per la quale ottiene i contributi teorici di protagonisti della scena filosofica ed estetologica, da Jean-Luc Nancy a Mario Perniola; da Gianni Carchia a Franco Rella.
 
La mostra allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce ripercorre l'intera vicenda creativa dell'autore, dai primi lavori, dove ancora affiorano tracce di poesia lineare, sino alle prove estreme dedicate ai tragici attentati alle Twin Towers, passando per gli assemblaggi tridimensionali e talune installazioni degli anni '90. Numerosi sono gli inediti, provenienti dalle raccolte dell'erede e di collezionisti privati.
In un'apposita sezione viene ricostruita, pressoché integralmente, l'ultima personale di Mignani, tenuta nel 2001 presso la Galleria Leonardi / V-idea: un progetto satirico, svolto con la collaborazione grafica di Paolo Argeri, che costituisce l'ultima manifestazione del profondo interesse tributato all'opera del poeta Edward Estlin Cummings. La sezione documentaria, presenta una ricca documentazione tratta dall'archivio personale dell'artista di cui l'ADAC, Archivio d'Arte Contemporanea dell'Università di Genova, per iniziativa del Prof. Franco Sborgi ha intrapreso la catalogazione.

VILLA CROCE GENOVA. ROLANDO MIGNANI tra segno e simbolo a cura di Sandro Ricaldone in collaborazione con Giorgia Barzetti 1 dicembre 2010 - 23 gennaio 2011 inaugurazione 30 novembre 2010, h. 17.30