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20
Ott
2007

MOSTRE: HOTEL DE LíAVENIR DI GIULIANO GALLETTA ALLA CAMEC DI LA SPEZIA

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La tuta spaziale di un cosmonauta sovietico, la foto di gruppo di un pellegrinaggio a Lourdes, il ritratto di una giovane donna con una giacca a vento rossa che si volta, sorride e saluta da lontano. Sono le tre immagini-chiave su cui ruota la mostra  “Hotel de l’avenir” di Giuliano Galletta   al CAMeC, Centro di arte moderna e contemporanea della Spezia (piazza Cesare Battisti 1) nell’ambito di Enclave 6, a cura di Bruno Corà. In questo lavoro, realizzato appositamente per lo spazio del CAMeC l’artista opera contemporaneamente su due fronti: da una parte l’idea di stanza “ambientata” con oggetti, quadri e immagini video-cinematografiche, dall’altra la dimensione della pagina che dà origine ad un racconto visivo, una sorta di “catalogo” che è poi in realtà un libro che ha lo stesso titolo della mostra e che ne riprende gli elementi essenziali sviluppandone però autonomamente altri.

 In questo caso l’ambientazione è suddivisa in tre parti o sezioni più una introduttiva. Nella prima è presentata la video-installazione “La galleria dei crepati” (di cui parla Samuel Beckett nei suoi romanzi) che propone, attraverso l’uso di diversi proiettori incrociati, la creazione di una sorta di caverna-schermo su cui si materializzano le immagini di decine di volti umani.

La seconda parte è invece dedicata al manichino che indossa la tuta spaziale, appeso a testa in giù in una bacheca di plexiglas, e a una serie di lavori fotografici  sul tema della mitologia della conquista dello spazio, così come fu vissuta dal regime sovietico. La terza sezione, è dedicata alla “ragazza dalla giacca a vento rossa” interpretata da una modella il cui corpo diventa protagonista di una microstoria. Il catalogo costituisce un opera sè stante organizzata come un racconto visivo realizzato attraverso testi, immagini, citazioni,  nel solco di un’operatività anti-disciplinare che è la cifra del lavoro dell’artista da quasi trent’anni. ”Hotel  de l’avenir” si presenta quindi come un lavoro complesso e articolato in cui il tema del futuro,  e della sua annunciata “scomparsa”, viene affrontato a diversi livelli con l’obiettivo di dare origine a una riflessione (oltre cha a un “plaisir du texte”) che metta insieme arti visive, letteratura, filosofia e vita quotidiana.

Giuliano Galletta è nato a Sanremo nel 1955, vive e lavora a Genova. Poeta visuale, performer, filmaker, giornalista e scrittore è attivo fin dalla seconda metà degli anni Settanta e ha esposto in gallerie e musei italiani e stranieri. Fra le sue mostre più recenti “la camera melodrammatica” (Galleria Martini & Ronchetti, Genova, 2006) e “Giuliano Galletta a Casa Jorn” (Casa-Museo Asger Jorn, Albissola Marina, 2007). Ha pubblicato il romanzo visivo “tous jours” (edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie “Un impossibile giorno” (edizioni Sileno, 1990), il saggio “Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale” (Gribaudo, 1995),  “Almanacco di un altro anno” (Antilibro-posteditore, 2004). “Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del XX° secolo” (il melangolo, 2005), ”Sabrina e l’arte della felicità” (il melangolo 2006).

MOSTRA A CURA DI BRUNO CORA’  CAMEC, LA SPEZIA  PIAZZA CESARE BATTISTI 1
CHIUSURA  / 11 NOVEMBRE 2007