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30
Giu
2006

NUOVE OPERE ALLA MARRANA-ARTE AMBIENTALE: GABRIELLA BENEDINI

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GABRIELLA BENEDINI La nube di Magellano a cura di Giovanna Rui 1 ñ 30 luglio 2006 Orario di visita: sabato e domenica dalle 18 alle 22 Si ripresenta questíanno nel parco di Grazia e Gianni Bolongaro in localit‡ La Marrana di Montemarcello, Ameglia (SP), uno degli appuntamenti di arte ambientale pi˘ significativi dellíestate italiana. Ormai lungo Ë líelenco degli artisti che sono intervenuti nel parco nelle estati scorse e di cui si trovano loro opere. Tra loro: Hossein Golba (1997), Kengiro Azuma (1998), Luigi Mainolfi (1999), Philip Rantzer (2000), Mario AirÚ e vedovamazzei (2001), Maria Magdalena Campos-Pons (2003), Joseph Kosuth e Jannis Kounellis (2004), Jan Fabre e Ottonella Mocellin & Nicola Pellegrini (2005), Ettore Spalletti (2006). Líestate 2006 Ë anche líoccasione per ammirare líopera La Nube di Magellano di Gabriella Benedini da poco installata nel parco. Líopera di Benedini intende - annota lei stessa ñ ìcollegare il tema della navigazione da sempre presente nel mio lavoro, con quello della ricerca e della scoperta che non Ë pi˘ conquista geografica ma Ë disvelamento di senso che si raggiunge quando intuizioni, immaginazioni e relazioni si armonizzano e si compongono.î E cosÏ spiega il titolo della sua opera: ìSulla sommit‡ della collina di Montemarcello il cielo Ë immenso ma non si vede la Croce del Sud , questa sta dallíaltra parte del cielo insieme alla costellazione del Pavone, della Corona australe, di Antares, del Triangolo australe e anche della Nube di Magellano. Questíultima costellazione deve aver seguito a lungo dallí alto dei cieli la navigazione perigliosa di Ferdinando Magellano che pregando ì Todos Los Santosî cercava un passaggio che gli permettesse di raggiungere le sospirate Indie.î Ed ecco, nei particolari, le varie parti dellíintervento: ìHo posato sulla base circolare che copre una piccola piscina una mia ìArpa Solareî, si tratta di una scultura in resina bianca che ricorda il frammento di una barca nel cui corpo concavo Ë conficcata uníasta di ferro che a seconda della posizione del sole sposta la propria ombra attorno. Sul terreno della vasta piazzola recintata da siepi sono indicati i nomi delle costellazioni con scritte e grafici che suggeriscono la mappa della volta stellare antartica, sulla stessa superficie sono posati frammenti della stessa Arpa Solare che affiorano come reperti di una fortunosa navigazione.î Uníopera quindi che risponde alla sensibilit‡ dellíartista e declina con estrema coerenza i temi e le suggestioni della sua ricerca, che qui, dove risuona líeco del mare, trova un contesto quanto mai consono e adeguato. Uníopera ñ sottolinea Giovanna Riu ñ nella quale ìpoesia privata e poesia dellíintelli-genzaî stanno in equilibrio felicemente instabile; gli esiti emozionali irrompono a lievitare la sostanza del suo operare artistico, eludendo il rischio di astrazione oltre il lecito. Le forme, rianimate per altro destino, rimandano líeco della realt‡ da cui provengono.î Gabriella Benedini. Nota biografica Nasce a Cremona nel 1932 , si diploma presso líIstituto Paolo Toschi di Parma e in seguito frequenta líAccademia di Brera. Soggiorna a Parigi dal 1958 al 1960 dove tiene mostre personali e collettive. Rientra a Milano e attraverso líartista Bepi Romagnoli entra in contatto con la Galleria Bergamini che organizza nel maggio del 1962 la sua prima personale in Italia , curata da C. Munari. La sua continua ricerca Ë alimentata anche da numerosi e significativi viaggi in Africa, in Asia, in America, dove situazioni e luoghi le hanno trasmesso suggestioni e impulsi ad elaborare immagini e forme primarie, riconoscibili nel successivo percorso artistico. Abbandona progressivamente la ricerca pittorica ed attraversa molte esperienze con linguaggi diversi tra i quali quello cinematografico : realizza infatti nel 1972 due Super Otto : ìDoprenoiî e ìDiutopî. Nel 1977 Ë tra le fondatrici del ìGruppo Metamorfosiî col quale espone in Italia e allíestero per un periodo durato circa un decennio. Fino dallíinizio degli anni ottanta la sua indagine si sposta verso la scultura. Nascono le ìStorie della terra-Mutazioniî , i ìTeatri della Malinconiaî, i ìPendoli del Tempoî, i ìGoniometriî, i ìSestantiî, le ìCostellazioniî. Forme e materiali diversi si estendono sempre pi˘ nello spazio creando installazioni quali ì Il Teatro Chimico di Novembre ì(1984), il ìTeatro di Persefoneî (1985), le ìArpeî (dal 1993), le ìNavigazioniî (dal 1996) e pi˘ recentemente le ìVeleî. Ha inoltre prodotto nellíarco di dieci anni numerosi libri dí Artista polimaterici tutti documentati in tre differenti cataloghi. Tra le mostre pi˘ importanti negli spazi pubblici si ricordano quelle tenute al Centro Attivit‡ Visive di Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1972) a cura di Franco Farina, alla Pinacoteca Civica di Como (1993) a cura di Luigi Cavadini, alla Torre del Lebbroso (1995) ad Aosta a cura di Luciano Caramel e Janus, a Palazzo Racani Arroni di Spoleto (1997) a cura di Martina Corgnati, in Palazzo Patrizi a Siena (2001) a cura di Marco Meneguzzo, nel nuovo spazio museale ìLe Carceriî di Asiago (2004) a cura di Sandro Parmiggiani, allíArsenale Militare e al Conservatorio Musicale di La Spezia, in concomitanza con una rassegna alla Fortezza Firmafede di Sarzana (2005) a cura di Giovanna Riu e su organizzazione de La Marrana, in Palazzo Magnani a Reggio Emilia (2006) a cura di Sandro Parmiggiani. www.lamarrana.it info@lamarrana.it