Stampa
21
Giu
2007

ORIZZONTI IMMAGINARI, STEFANO GRATTAROLA ESPONE ALLA GALLERIA ARTR» BRUNA SOLINAS ARTE CONTEMPORANEA

Pin It
Da Giovedì, 21 Giugno 2007 a Sabato, 21 Luglio 2007
Location: Piazza Delle Vigne 28r, Genova centro storico

Umana e urbana bestialità quella con cui Stefano Grattarola (Genova 1969) non cessa provocatoriamente di confrontarsi, ideando le sue belliche, ludiche e immaginifiche Macchine inutili, definizione che ci riconduce immediatamente al mondo, allo spirito e ai geniali congegni del grande artista e designer scomparso Bruno Munari. La materia, in quindici anni della sua attività di scultore, dalle pietre dorate di Finale e Vicenza ai marmi bianchi, neri, rosa, rossi, ai cristalli, al silicone, al legno fino al bronzo, non ha segreti per questo artista, come non ha segreti la lavorazione tecnica, fatta di bocciardature, levigature, tagli, rilievi, concavità e scanalature. Per questo motivo, tra un simposio internazionale e l'altro, alle Cinque Terre o ai confini del globo, Grattarola si concede lintermezzo poetico-sperimentale di lavorare a rilievi e ritagli di carte, veline, cartoncini bianchi e colorati, assemblati e sovrapposti con una libertà £reativa e inventiva che, se da una parte rimanda agli irrinunciabili giochi infantili con i Lego, dallaltra non può non richiamare allevoluzione dell'immaginario macchinico dell'umano, dal Medioevo ad oggi. Può stupire che al tramonto dell'era industriale, in pieno clima telematico-cibernetico, un artista attivi un immaginario ingegneristico in grado di inventare dispositivi potenzialmente pronti ad azionare rondelle, ruote dentate, assi di trasmissione, ingranaggi, o a far decollare dai loro piedistalli incredibili creature alate, mentre in realtà questo parco, di tanto complessi quanto eleganti congegni, è ¤estinato a un gioco solo mentale e a uno scenario esclusivamente estetico. La mancata funzionalità e quindi l’inutilità delle macchine fantastiche di Stefano Grattarola diventa l'esercizio costruttivo/decostruttivo dell’ artista inteso quale Homo faber, quale Artifex, leonardescamente impegnato sul terreno dell’ utopico, del surreale, dell’ onirico e del fantascientifico. In questa stessa direzione è a intendersi la lettura di Roberto Baghino quando scrive: Le macchine inutili di Grattarola, sculture e disegni, col loro mutismo, col loro aspetto bellico e ludico, ci costringono in uno spazio in cui, dopo langoscia iniziale, avvertiamo il desiderio di ritornare a quella intimità perduta, e a quella utilità dell'inutile intesa come utilità della creazione e dell’ amore. Più orientata verso un'avventura interiore è l'interpretazione di Massimo Gargioni quando osserva che, facendo seguire alle Macchine inutili improbabili Prove di volo, non sorprenderebbe se Grattarola, nel caso fosse davvero in grado di volare, si limitasse ad una perlustrazione aerea dei luoghi più vicini e più noti, nella consapevolezza di un proprio bisogno di arte inestinguibile, finché inesauribile resta il malessere esistenziale. Nell'ipotesi di Paolo Ronzitti poi l'artista sembra suggerire: Riprendiamoci il possesso del nostro fare quotidiano per vincere il sentimento di impotenza rispetto alla realtà che sarebbe il peggiore dei nichilismi possibili. Gli fa eco l'affermazione del filosofo Paul Virilio, nel libro significativamente intitolato L'incidente del futuro: In una civiltà in cui il fondamentalismo tecnoscientifico sta trasformando la realtà in telerealtà, la democrazia in telecrazia per cittadini infantilizzati, gli adepti del Progresso, pericolosa banda di nani afflitti da gigantismo, avrebbero abbracciato una concezione del Mondo scientificamente ingenua, dove il positivismo sarebbe diventato un nichilismo mascherato e la crescita una decrescita. In un panorama informatico globalizzato in cui l’immagine della realtà sembra aver preso il posto della realtà in cui la materia sembra essere entrata in un processo irreversibile di smaterializzazione, Stefano Grattarola, nelle sue ipotesi di germinazioni abnormi e di mostri della velocità u terrra-acqua-aria, smitizzando, tra il serioso e il divertito, anche i prodigi deliranti dell’ ingegneria genetica, mette in mostra quelle Macchine inutili, inoffensive perché armate solo di poesia e fantasia, che il suo immaginario d’ artista ha generato per strappare a chi guarda un moto di meraviglia e un sorriso.


Orari e accessibilità:
15:30 - 19:00 dal martedì al sabato
Inaugurazione: giovedì 21 giugno, ore 18

Costi:
ingresso libero

info: www.offgallery.org