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28
Mar
2006

PIERGIORGIO COLOMBARA

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Un libro lungo una vita. Martedì 28 marzo alle 17.30, all’Accademia Ligustica, sarà presentato un volume monografico dedicato a Piergiorgio Colombara (Genova, 1948) edito da De Ferrari. Un documento prezioso, poiché ripercorre le tappe dell’opera di un artista capace di trascendere il proprio tempo e la storia senza cessare, mai, di ascoltarne gli umori. Di creare puntuali e perfette epifanie con la materia e il segno ma, soprattutto, con il pensiero. Con ciò che eleva la carne a spirito e la sostanza a espressione dell’essere, in quella sua fragile mortalità che è pur sempre sintomo di un’imperitura essenza. Piergiorgio Colombara da anni conduce la propria ricerca con rigore e riservatezza, creando mondi immaginifici, inattesi e fortemente emozionali, ove confluiscono e si adagiano, in una dimensione altra –ove il tempo si scioglie in un attimo nitido, vibrante e scultoreo- arte, musica e storia. Grazia ed equilibrio -tesissimo- caratterizzano la sua ricerca fin dagli esordi, nella Genova degli anni settanta. Nel decennio successivo, nelle opere ancora improntate alla bidimensionalità, si fanno incalzanti gli inserti oggettuali, che lo condurrano a superare i limiti angusti dello spazio per costruirne uno proprio. La scultura, allora, si appropria della fisicità stessa dell’esistere, diventando installazione. Episodio, memoria e racconto. Da una parte i disegni e i collage. Dall’altra, materiali come il ferro, il bronzo, il rame e l’ottone, che si lasciano plasmare senza timore per assumere forme incaute e misteriose, dalla memoria antica e alchemica. Il bronzo, in particolar modo, è la carne di sorprendenti saggi scultorei, realizzati con la fusione a cera persa: dettagli di un vestiario perduto, abiti, colli e calzari ricamati sull’assenza del corpo, preziosi simulacri di anime svanite E poi il vetro, capace di aprirsi e accogliere essenze misteriose come un’ampolla o di allungarsi e collegare diversi istanti, diventando melodia, concrezione visibile di una musica di cui non è dato conoscere la melodia ma solo la struggente attesa, la tensione della pausa tra un movimento e l’atro. La monografia è organizzata in sezioni parallele, a seguire le tematiche o i materiali prediletti dall’artista negli ultimi vent’anni e accoglie saggi di Marinella Paderni, Sandro Parmiggiani, di Massimo Donà e, ovviamente, del curatore, Francesco Poli. Luisa Castellini PIERGIORGIO COLOMBARA A CURA DI FRANCESCO POLI DE FERRARI EDITORE, GENOVA