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23
Feb
2006

PRIMO TRATTATO SULL'INTERFERENZA: GUIDO AFFINI DA REBECCA CONTAINER DAL 25 FEBBRAIO

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Sabato 25 febbraio 2006 a partire dalle ore 18.30 Rebecca Container Gallery (Piazza Grillo-Cattaneo, 2 ñ Genova) presenta ìPrimo trattato sullíinterferenzaî, personale di Guido Affini. A questo primo primo vernissage seguiranno altri due nelle seguenti settimane. La mostra si profila, infatti, come la prima parte di uno ìStudio sullíInterferenzaî, trilogia basata sul concetto di interferenza, che vuole essere anche una riflessione su líerrore, il cambiamento, la contaminazione. In questo cammino Guido Affini, partendo da un tipo di analisi scientifica ed empirica, approda, attraverso un assoluto rigore formale, ad uníidea quasi mistica delle modificazioni delle immagini e dei suoni e, soprattutto, della loro fruizione. In questo Primo Trattato, Affini sperimenta líinterferenza in campo analogico. Corrodendo con l'utilizzo di solventi, incidendo tramite oggetti di varie dimensioni pellicole analogiche in formato VHS, su cui sono impressionati un cerchio ed una traccia audio di un'unica onda sonora, si crea l'interferenza. Il risultato ha forza ipnotica pari al cosiddetto effetto-neve: il cerchio, simbolo di perfezione e continuit‡, viene perturbato da linee e squarci che ne modificano definitivamente la natura. Questo flusso viaggia attraverso il monitor dal basso verso lo spettatore, lo avvolge. Il "Secondo Trattato sullíInterferenza" [4 marzo 2006], che si concentra sul digitale, si differenzia dal primo per le fonti ed i metodi con cui si ottengono le distorsioni. Vari supporti digitali subiscono veri e propri crash test. Il risultato viene registrato e trasposto in uníinstallazione. Tre schermi mostrano allo spettatore ciÚ che Guido Affini chiama ìlo stormoî: un quadrato centrale e due triangoli laterali modificati dai vari accidenti esterni. Il tipo di meditazione indotta dalla seconda installazione Ë radicalmente diversa dal primo: qui le tre proiezioni schiacciano il fruitore, lo assalgono alienandolo. Líimpatto delle interferenze digitali Ë infatti innegabilmente pi˘ freddo: Ë fatto di angoli magnetici e veri e propri spasmi. CiÚ che líartista definisce ìcanto interferenzialeî Ë protagonista del "Terzo Trattato sullíInterferenza" [11 marzo 2006], in cui avviene una ricostruzione e archiviazione sonora dei due tipi di meditazione indotta dai precedenti studi. Le frequenze ottenute attraverso la distruzione di VHS, dvd e altri supporti, vengono selezionate per creare una nuova evoluzione musicale. Se prima qualcosa di vivo perchË non controllabile ñ líerrore - accadeva sotto i nostri occhi, ora ci viene presentato il racconto e líevocazione di ciÚ che nei precedenti trattati era comunicazione. ìLo spettatore ascolta e vive un messaggio lontano che arriva da qualche parte, perso ormai in lontane dimensione analogiche e digitali.î Sar‡ presente líartista. La trilogia ìStudio sullíInterferenzaî si completer‡ sabato 4 marzo dalle ore 18.30 con il ìSecondo Trattato sullíInterferenza (digitale)î e sabato 11 marzo dalle ore 18.30 con il ìTerzo Trattato sullíInterferenza (sonora)î presso Rebecca Container Gallery.