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10
Lug
2006

PROROGATA FINO AL 5 AGOSTO LA MOSTRA "I MANIFESTI DEL PRESTITO DELLA RICOSTRUZIONE NELLE RACCOLTE DE

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La mostra ìI manifesti del Prestito della Ricostruzione (1946) nelle raccolte dellíIstituto Mazzinianoî, in corso allíIstituto Mazziniano e organizzata nell'ambito delle iniziative per 60∞ anniversario della nascita della Repubblica, Ë stata prorogata fino al 5 agosto. Una sezione ancora poco conosciuta dellíIstituto Mazziniano Ë costituita dalla raccolta dei Manifesti. Si tratta di circa 8mila unit‡ che comprendono editti, bandi, manifesti e fogli volanti dalla fine del XVIII a met‡ del XX secolo. La raccolta Ë particolarmente esaustiva per la parte risorgimentale con particolare riguardo a Genova e da essa sono stati tratti alcuni documenti che figurano nel percorso della Mostra. Le oltre mille unit‡ relative al XX secolo sono meno note, anche per la periodizzazione limitata al 1870 data al percorso museale. Molti sono illustrati e riguardano alcuni momenti particolari della storia del 900: la prima e la seconda guerra Mondiale, le fasi postbelliche, il fascismo, la Resistenza e le prime elezioni politiche sino al 1953. La presenza di documentazione post-risorgimentale, non solo nel fondo manifesti, ma anche nelle raccolte dei disegni, delle stampe, e nellíarchivio dei manoscritti e soprattutto in biblioteca, Ë dovuta al fatto che líIstituto Mazziniano, fondato nel 1934, doveva essere integrato dal Museo delle guerre e della storia contemporanea. Líesiguit‡ degli spazi e soprattutto i nuovi indirizzi storiografici e museologici che distinguevano líet‡ risorgimentale intesa come compimento dellíunit‡ nazionale dalla fase successiva (la storia dellíItalia unita) fece sÏ che il progetto si arenÚ, ma lasciÚ in eredit‡ una gran messe di documentazione. Fino al 5 agosto líIstituto Mazziniano espone una serie di manifesti di grande formato stampati nel maggio del 1946 per pubblicizzare il ìPrestito della Ricostruzioneî emesso nel febbraio 1946 e ripreso nel novembre dello stesso anno.Questa iniziativa rientrava nel quadro dei provvedimenti presi dal Governo a sostegno della ripresa economica e sociale di uníItalia, che era uscita in condizioni disastrose dalla seconda guerra mondiale. A firmare i manifesti furono alcuni tra i pi˘ importanti cartellonisti del periodo: Arturo Dazzi, Giulio Cisari, Michele Dudovich, Luciano Mauzan, la cui esperienza si riconduceva ai manifesti pubblicitari . Permane la ricerca di tecniche rappresentative e suggestive, ma il segno grafico e i temi chíessi diedero a questa serie di opere Ë originale: il disegno doveva illustrare il dramma della guerra, che, nella sua tragicit‡, dava linfa e trovava sbocco nella volont‡ di rinascita del popolo. Arte e storia si intrecciano in questi elaborati: ciascuna opera Ë ispirata ad una frase emblematica di esponenti della cultura e dei partiti di allora, tra cui Nenni, De Gasperi e Togliatti e quindi rappresenta di per sÈ un ìincunaboloî dei manifesti politici contemporanei.