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04
Lug
2006

PROROGATA FINO AL 9 LUGLIO LA MOSTRA "OTTOCENTO IN SALOTTO" ALLA GAM

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Nel nuovo numero della newsletter diamo notizia della PROROGA AL 9 LUGLIO della mostra OTTOCENTO IN SALOTTO, ospitata nelle sale della Galleria d'Arte Moderna. Si tratta di un racconto avvincente, che si snoda fra líItalia preunitaria e i primi decenni del Regno, sullo sfondo di due citt‡ cosÏ diverse ma cosÏ uguali, Genova e Napoli, in cui le vicende biografiche della famiglia Maglione Oneto sono strettamente legate a opere di assoluto pregio realizzate da alcuni degli artisti pi˘ importanti del periodo, come Domenico Morelli, Vincenzo Gemito, Filippo e Nicola Palizzi, Giacinto Gigante, Edoardo Dalbono, Guglielmo Ciardi, Gerolamo Induno, Ernesto Rayper, Alfredo DíAndrade. Una mostra che affronta vari aspetti del mondo culturale ottocentesco ñ arte, musica, letteratura, moda - legata, in tutti i suoi elementi, da un indissolubile filo rosso rappresentato da vitali passioni collezionistiche e amorose intrecciate. Nel 1867 Teresa Oneto (1847-1934), figlia di un ricco ìnegozianteî e banchiere genovese, sposava a Genova il napoletano Benedetto Maglione (1841-1892), discendente di uníaltrettanto illustre famiglia di origine ligure. Dopo essersi messi in luce a Genova, dove, insieme con il padre di Benedetto, il senatore Girolamo (1814-1895), acquistarono alcuni importanti dipinti degli artisti liguri pi˘ innovativi del momento, la coppia si trasferÏ stabilmente a Napoli; qui si segnalÚ per uníintensa e appassionata attivit‡ di promozione culturale e collezionismo, spaziando dallíarte contemporanea alla bibliofilia, dalla musica alle arti decorative del passato. Mecenati di Domenico Morelli, che fu per essi anche consulente per líarredamento e suggeritore di scelte collezionistiche, di lui i Maglione possedettero importanti capolavori, oggi esposti, come il sontuoso Ritratto dedicato a Teresa, il pi˘ impegnativo realizzato dallíartista, o la splendida Odalisca, quadro di raffinato colorismo e sofisticata sensualit‡; parteciparono inoltre, come prestatori e acquirenti, alle esposizioni napoletane e alle maggiori rassegne nazionali e internazionali. Mentre Benedetto raccoglieva nella sua biblioteca incunaboli e volumi rari e di pregio, marito e moglie insieme, lui violinista e lei pianista, diedero anche vita a un noto salotto musicale; definito ìvero tempio della musicaî, ospitÚ e sostenne giovani talenti e favorÏ la nascita un gusto aggiornato sui grandi compositori europei allíepoca quasi del tutto sconosciuti in Italia. Líattivit‡ del salotto proseguÏ anche nei primi decenni dei Novecento, nel lungo periodo in cui Teresa restÚ vedova. Alcuni deliziosi dipinti díintenso lirismo testimoniano poi la romantica relazione amorosa che il pittore ligure Benedetto Musso, cugino dei Maglione, intrattenne con la splendida Erminia Radion. Approdata in Liguria come giovanissima moglie di un altro rappresentante della famiglia, Giovanni Maglione, di oltre cinquantíanni pi˘ anziano, la bellissima donna che, per complesse ragioni parentali e, pur avendo dieci anni di meno, era sua prozia, suscitÚ nellíartista una travolgente passione, documentata da una serie di piccoli e suggestivi quadri a lei dedicati, ambientati nei luoghi teatro della tormentata vicenda, destinata purtroppo a un triste esito. Divenuta finalmente moglie del pittore alla morte dellíanziano marito, ben presto Erminia, anticonformista e desiderosa díindipendenza, lo abbandonÚ, per fuggire a Napoli, da sola e incinta, e ricongiungersi infine a colui che líaveva perdutamente amata solo per un ultimo breve incontro: nel 1883 e a quarantotto anni, Benedetto Musso infatti moriva, stroncato da un male incurabile. La mostra, curata da Caterina Olcese Spingardi e organizzata dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova, con líapporto della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e la segreteria organizzativa di Palazzo Ducale S.p.A., Ë dunque un invito a entrare in un salotto di quellíepoca: salotto come luogo fisico, dove sono esposti volumi antichi, ceramiche e porcellane, spartiti, manoscritti musicali e riviste díepoca, abiti e suppellettili femminili, ma anche come dimensione di un fortunato incontro tra pubblico e privato, amore per il bello e passione per la vita.