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04
Dic
2009

PUBBLICIT¿ E PROPAGANDA. CERAMICA E GRAFICA FUTURISTE ALLA WOLFSONIANA DI NERVI

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Genova. La mostra Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste - curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati, Gianni Franzone e Maria Teresa Orengo e organizzata dalla   Regione Liguria, dalla Wolfsoniana e dalla Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova in occasione del centenario del manifesto di fondazione del movimento futurista - si concentra sulla presenza della persuasione pubblicitaria e politica all’interno della produzione ceramica e grafica futuriste degli anni Venti e Trenta.

La stagione della ceramica e della grafica futuriste viene analizzata dalla mostra mettendo in rilievo come, attraverso sperimentazioni linguistiche e iconografiche, specifiche ricerche contribuirono alla diffusione di messaggi pubblicitari e alla celebrazione dei motivi propagandistici che la retorica del regime elaborò in parte attraverso gli stessi modelli poetici del movimento futurista. L’esposizione rappresenta una riflessione sulle dinamiche espressive della linea di demarcazione che separa la persuasione pubblicitaria e la propaganda politica, a cui i principali esponenti del movimento adattarono i temi basilari della loro originaria poetica: il culto della velocità e della modernità, dell’aggressività e della guerra, l’idolatria della macchina, l’ideale di un uomo nuovo, sportivo e ardimentoso.

La Liguria giocò un ruolo di primo piano nell’avventura della ceramica futurista la cui produzione fu  riconosciuta solo intorno al 1927 all’interno della Casa Giuseppe Mazzotti di Albissola, diretta dal celebre Tullio che nel 1938 firmò con Filippo Tommaso Marinetti il manifesto “Ceramica e aeroceramica”.

Accanto al primato albisolese con opere degli artisti più noti (Nicolay Diulgheroff, Farfa, Fillia, Tato, Alf Gaudenzi, Giovanni Acquaviva e lo stesso Tullio), la mostra propone anche esperienze che, pur non potendo essere definite futuriste, presentano analogie, soprattutto linguistiche, con le creazioni del movimento marinettiano.
Come parte della produzione delle Ceramiche Rometti di Umbertide (Perugia), nel momento in cui vi fu attivo un artista del calibro di Corrado Cagli, o quella poco conosciuta della FACI (Fabbrica Artistica Ceramiche Italiane) di Civita Castellana nel viterbese.

Relativamente alla grafica, compaiono, oltre agli artisti già citati, i nomi di Fortunato Depero e Tullio Crali, mentre alcune opere rappresentano l’inizio dell’immagine promozionale coordinata per prodotti e aziende di livello nazionale, come Fernet Branca, Cora, Campari e Cinzano. 

Nel filone della ricerca sulle arti applicate del museo genovese, dal prossimo febbraio la mostra sarà affiancata da una seconda esposizione dedicata alla produzione dell’argentiere Arrigo Finzi che la figlia Olga Finzi Baldi ha affidato in comodato alla Wolfsoniana. Una parte della produzione di Finzi fu infatti contrassegnata dal marchio “Sant’Elia”, depositato nel 1933, che riprendeva in chiave déco i modelli disegnati prima della guerra dal celebre architetto futurista Antonio Sant’Elia, con cui Finzi aveva stretto amicizia a Milano nel 1909.

In occasione della mostra l’istituto professionale Duchessa di Galliera, per i corsi  di Operatore della moda e Tecnico dell’abbigliamento, ha realizzato un progetto collaterale: gli studenti, insieme ai professori e ai curatori approfondiranno i contenuti dei manifesti del movimento futurista in riferimento alla moda e all’abbigliamento e realizzeranno alcuni capi e accessori. Per la presentazione della mostra hanno già realizzato nei laboratori della scuola  la Tuta ideata nel 1920 da Thayat.

PUBBLICITÀ E PROPAGANDA. Ceramica e grafica futuriste, Genova Nervi, Spazio Mostre della Wolfsoniana (via Serra Gropallo 4), 5 dicembre 2009 – 11 aprile 2010. Orario: martedì - domenica 10.00 - 19.00; ingressi: intero € 5, ridotto € 4, scuole € 2,80. Sono previsti programmi e laboratori didattici per le scuole. 
Mostra a cura di Silvia Barisione, Matteo Fochessati, Gianni Franzone e Maria Teresa Orengo.