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29
Apr
2006

"IL CAOS COME REGOLA" GIORGIO LEVI A SATURA DAL 6 MAGGIO

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IL CAOS COME REGOLA sabato 6 maggio 2006 ore 17,00 Mostra personale di Giorgio Levi. A cura di Sandro Ricaldone. Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, síinaugura, nella sede dellíAssociazione Culturale Satura (piazza Stella 5/1), sabato 6 maggio 2006 alle ore 17:00, la mostra personale < Il caos come regola > di Giorgio Levi. A cura di Sandro Ricaldone. Levi dispiega una sperimentazione assidua di materiali non canonici, seppure gi‡ esplorati nelle loro valenze estetiche in particolare a partire dagli anni í50: plastiche combuste, cartoni lacerati, plexiglas, attraverso cui líopera attinge sovente una consistenza piena che ne movimenta la superficie. E, attraverso líinserimento di frammenti fotografici nel tessuto pittorico pone in atto un tour-de-force mimetico che acuisce líambiguit‡ dellíimmagine, sottolineandone il tratto artificiale. Se nelle opere degli anni í80 il biomorfismo risulta dissimulato, in certa misura, sotto le parvenze dellíespressivit‡ informale (come attestano in particolare alcuni dipinti del 1983 (3) esposti in seguito nellíampia personale dedicatagli a Genova dalla Galleria Artprogram), nei ìMicrocosmiî del successivo decennio ritorna in una veste di crescente complessit‡, ove segni puntiformi, sagome irregolari, filamenti ritorti, barriere curvilinee, scandiscono e accendono cromaticamente la superficie del quadro, foggiando ñ attraverso líinafferrabile stratificazione dei segni e la mobilit‡ della composizione ñ insieme saturi díintensit‡ vitale al punto da debordare verso líuniverso della comunicazione di massa, mutandosi in circuiti digitali, in segni alfabetici assiepati fra le icone dello star system e i disastri ecologici, in graffiti urbani di esplosiva esuberanza. In questo ulteriore diramarsi, documentato da opere quali ìAlle soglie del terzo millennioî (1996), ìComunicazione muraleî (1997) e dal pi˘ recente ìRete neurotica e informaticaî (2001), viene in luce con chiarezza quella tendenza entropica cui gi‡ síË accennato e che si avvertiva sottesa al lavoro precedente, quel movimento che ìconduce dalla forma alla vita per ritrovarsi in altre forme che apriranno infine nuovamente i loro contorniî (4): in una sequela di individuazioni pregnanti e mai definitive, dove la perenne instabilit‡ del mondo si riflette in una fare interminabile.