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03
Nov
2006

"IMMAGINI SEGRETE": UNA MOSTRA DEDICATA A RODOLFO VITONE ALLA GALLERIA ARTRE'DI GENOVA

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Rodolfo Vitone, nasce a Genova nel 1927. Sin dai suoi esordi si è interessato ai problemi di psicologia dell'immagine, ai veicoli di comunicazione verbo-visiva. Dal 1947 al 1950 sperimenta possibilità originali di espressione filmica ed elabora, sulla scorta delle di Man Ray e dei surrealisti cinematografici, nuove tecniche fotografiche, con cui partecipa a concorsi internazionali di cinematografia sperimentale. Nel 1948 realizza il suo primo lungometraggio sonoro e a colori "Luna Park" al quale seguono "E' possibile vivere" e "Il manichino". Del 1950 è il suo primo mediometraggio in 16 mm sonoro, bianco e nero "La farina del diavolo", girato tutto in esterni, sulla spiaggia di Sturla a Genova. Realizza ancora un breve film sperimentale sulla vita del piccolo borgo genovese di Boccadasse e poi inizia i primi contatti con la pittura. In questo periodo lavora studiando gli espressionisti e i futuristi e prepara la sua prima personale che tiene a Genova nel 1957. Nel 1958 fonda il "Gruppo Studio" di Genova del quale fa parte per diversi anni, partecipando così a numerosissime mostre di gruppo e agitando una battaglia culturale intensa.Nei primi mesi del 1963 modifica la sua visione figurativa eliminando  il cromatismo e restando vincolato all'uso del bianco e del nero: inizia così la serie delle anacenòsi. Nell'estate dello stesso anno si reca a Parigi per motivi di studio. Al ritorno dà vita al "Marcatrè", rivista di cultura contemporanea, chiamando a dirigerla Eugenio Battisti e a cui collaborano giovani critici d'arte emergenti e intellettuali come Umberto Eco, Edoardo Sanguineti, Paolo Portoghesi, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Nel 1965 inizia con Ugo Carrega le pubblicazioni di "Tool, quaderni di scrittura simbiotica" esposte alla 36.ma Biennale veneziana nella sezione "Il libro come luogo di ricerca". Da questo momento diviene il propagatore di una immagine singolare, e organizza una serie di segni in maniera originale e irripetibile, in modo tale che, pur proponendo dei problemi che sono, in parte comuni agli operatori segnici, il timbro della sua ricerca resta autonomo tra gli operatori della Poesia Visiva. Nel febbraio del 1971 allestisce a Genova, alla Galleria "Pourquoi Pas?" una Proposta di incidente nella quale sono sommate tutte le esperienze delle più recenti sperimentazioni degli operatori estetici. E' una mostra che raccoglie in galleria una serie di opere grafiche desunte dalle operazioni dei quaderni "Tool", le più evolute vetrine, teche predisposte per la museificazione di molti dei codici con i quali usiamo comunicare semiologicamente, e una serie di tele emulsionate nelle quali i messaggi della Poesia Visiva vengono consumati con violenta icasticità. Sulla piazza una grande installazione costituita da un finto prato, di cento metri quadrati, fatto di fiori finti (anemoni, margherite alte 40 centimetri), al cui centro domina un'auto sfasciata (una vecchia FIAT 1100), sormontata da enormi lettere pronte a formare parole incomprensibili come "illeggibili" sono le parole dei suoi quadri. Tutto attorno frammenti di vetri rotti, rottami di altre macchine, altre lettere di una vecchia insegna luminosa che possono essere spostate, rimosse, toccate. Dall'interno della macchina sfasciata i suoni e le vosi di una "poesia fonetica" - che avverte gli spettatori che il mondo non finirà e che insieme crea l'atmosfera surreale nella quale il senso della realtà è perduto - si integrano con l'uso degli oggetti assemblati per comporre un grande "Poema Visivo" che suggerisce nuove possibilità di lettura e di vivibilità dell'opera d'arte. Chi chiede se è un incidente non si accorge più dei fiori di plastica, ma questo intervento nel panorama permette di capire, anche se a fatica, che il nostro è un mondo da modificare radicalmente. Nel 1975 realizza un "video tape" in bianco e nero di 12 minuti e per il quale ha composto anche la colonna sonora. Dal gennaio del 1966 a quello del 1972 è critico d'arte del "Corriere Mercantile". Collabora a riviste e pubblicazioni specializzate e alimenta un'intensa attività di pittore e grafico pubblicitario. Dal 1973 al 1992 insegna disegno e cromologia al Civico Liceo Artistico "Nicolò Barabino" di Genova. Nel 1985 allestisce all'interno dello "Spazio Paradigma", centro culturale del Levante, a Genova-Quarto, un grande Bosco/Labirinto di Rose dipinte su velo da sposa, alte 4 metri e distribuite su una superficie di 20 metri quadrati, attraverso cui si snoda un percorso che "Di Rosa in Rosa" conduce alla "Grande Rosa". Operazione proposta come "evocazione" alla mostra di Sarzana del 1993, all'Ex-Biscottificio Falcinelli per l'operazione "La Presenza della Virtualità: Arte come Pre-", organizzata dal Laboratorio Arte Contemporanea della Bassa Lunigiana. Sempre sul tema della Rosa, per la Galleria Pinta di Genova, nel 1989, elabora una mostra/lampo di 24 ore con uno spazio coinvolgente che da "Rosa Linda Rosa Pinta" porta al nulla.


IMMAGINI SEGRETE
mostra dedicata a Rodolfo Vitone
GALLERIA Artrè
piazza delle Vigne 28r, Genova
Orari: 15-19, lunedì-sabato