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27
Lug
2006

"INFINITO STELLARE": LE OPERE DI VINCENZO MARSIGLIA IN MOSTRA ALLA CHIESA ANGLICANA DI ALASSIO, DALL

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Citt‡ di Alassio Assessorato alla Cultura MOSTRA E CONCERTO VINCENZO MARSIGLIA Infinito Stellare CHIESA ANGLICANA DI ALASSIO . martedÏ 8 agosto ñ domenica 3 settembre 2006. a cura di Nicola Davide Angerame INAUGURAZIONE martedÏ 8 agosto ORE 21 rinfresco allíaperto SEGUE ALLE ORE 22 IL CONCERTO DEL MATTEO NEGRIN TRIO "Diario de un viaje" Ricordi musicali di un viaggio immaginario Matteo Negrin : chitarre, Max La Fronza : contrabbasso, Giuseppe Dimasi : batteria e percussioni ingresso libero info: 0182 470 179 www.comune.alassio.sv.it ìCome tutti i linguaggi molto evoluti ñ sostiene Monica Zioni, Assessore alla Cultura di Alassio ñ, anche quello dellíarte si presenta in molte sue fasi come criptico e intraducibile dal senso comune. Come di fronte ai linguaggi delle scienze esatte o della filosofia, della semiotica o dellíinformatica, spesso ci troviamo di fronte ad uníopera díarte capace di lasciarci senza parole, senza apparentemente un senso abitabile nel quale trovare rifugio. Eí in questa esperienza di estremo disorientamento e sensazione di precariet‡ che líarte di oggi gioca tutte le sue migliori carte. In special modo líarte astratta, che trova nelle sue diversificate correnti il modo di raggiungere ed esprimere la forza primaria interiore dellíartista o le sue abilit‡ compositive e intuitive circa lo spazio, il tempo, la forma, il colore e il ritmo. Tutto il XX secolo Ë stato segnato dallíarte astratta. Quella rinnovata, anche grazie allíuso di nuovi materiali, dal giovane artista alassino Vincenzo Marsiglia aumenta il fascino di quelle emozioni nascoste che líartista sa tradurre in geometrie pure e giochi di colore. Con questa mostra, Alassio rende omaggio a un suo giovane artista che sta percorrendo una carriera artistica di livello nazionale segnata da importanti inviti in mostre e in progetti dedicati alla nuova astrazione italianaî. LA MOSTRA Gli ultimi lavori di un giovane artista alassino innovativo gi‡ molto esposto in Italia. Il tema Ë quello del viaggio immaginario affrontato con un linguaggio figurativo astratto che ha introdotto di diritto Vincenzo Marsiglia nel gruppo dei Nuova Generazione Astratta. Testo in catalogo di Nicola Davide Angerame A come astrazione e come abitare. Ci sono artisti che creano per se stessi, come Marcel Duchamp. Altri lo fanno per guadagnare e per combattere la morte o la vita, come Andy Warhol. Poi ci sono gli sciamani come Joseph Beuys, che sognano una trasformazione antropologica. Vincenzo Marsiglia, invece, Ë come i Pink Floyd di ìLive at Pompeiî, un concerto senza pubblico che squaderna la massima potenza di amplificazione che la tecnologia del momento rende possibile per inviare la musica nella galassia e nella storia, alle radici dello spazio e del tempo. In questo caso, líarte diviene un ponte verso lo spazio infinito, stellare, sidereo (ma non silente), rarefatto, seriale, desertico, profondo, aperto. Infinito perchÈ autorigenerante. Attraverso la ripetizione seriale delle proprie monadi a quattro punte, Marsiglia sembra voler suonare una musica visiva che possa metterlo in relazione (e noi in ricaduta) con questo tipo di spazio, geometrico, matematico, interstellare. Non lo spazio della tela da organizzare come campo di forze per le astrazioni neoplastiche di un Mondrian e neppure quella del quardo-finestra proiettata sul sogno dei surrealisti o quella della tela come cartello pubblicitario catalizzatore di una culturamass mediatica voluta dalla Pop Art. Nel proprio rigore astratto, dove il gioco tra supporti, linee, ritmi e accostamenti di colori sono architettati con matematica freddezza, Marsiglia introduce degli aspetti personali, che ne rivelano líappartenenza a una generazione e a una societ‡ di cui líartista Ë un riverbero cosciente, un raccoglitore di sintomi, un elaboratore di dati primari. Líarte di Marsiglia si alimenta di una intuizione iniziale e radicale; una forma, quella della stella a quattro punte, che come dichiara lo stesso artista: "Ë il mio logo, sorto da un lavoro che eseguivo agli inizi e che consisteva nellíincrociare delle bande, che una volta ruotate hanno prodotto una struttura geometrica la cui intersecazione ho estrapolato e rimesso in uno spazio ideale. Allíinizio questo spazio era tutto pieno e mi faceva pensare ad un muro stellare. Negli anni questo muro si Ë eliso, a favore di altre metafore della spazio come il labirinto del Pac Man o lo spazio di un viaggio interstellareî. In questo modo Marsiglia confessa la propria devozione astratta per un mondo delle forme che hanno in sÈ molti linguaggi, strutture e sensi. Approcciarsi con un atteggiamento di spoliazione e ricostruzione, invece che di mimesi onirica, Ë la via intrapresa da un artista che consapevolmente sta progettando il proprio logo. Il logo del logos. In questo mondo di marchi, di multinazionali, di eventi pubblicitari di ogni genere e fattezza, molti artisti trentenni stanno rifacendo i calcoli che permettono loro (come a noi) di stare nel mondo. Marsiglia parla del suo logo come di una ìforma di riconoscimentoî. I fattori psicoanalitici gli restano estranei, non gli interessano, mentre sa che il destino del proprio operato dipende, come tutto ormai, dal riconoscimento che ottiene il suo segno di riconoscimento. In una societ‡ sempre pi˘ eterodossa, governata da logiche di apparenza talmente pi˘ efficaci dellíarte pittorica, sperare uníaffermazione del proprio sentire interiore e personale pare a Marsiglia una via impercorribile. Lo scacco dellíartista di oggi, del suo ruolo e della sua identit‡, si rivela qui nella ricerca di una logo del proprio logos. Marsiglia sta cercando di affermare il proprio intelletto imponendogli di sintetizzare una formula visiva, un logo, un marchio capace di contenere dentro uno spazio minimo consentito (in un mondo in cui manca spazio e dove tutto Ë stato esplorato e conosciuto) líintensit‡, la forza, la riconoscibilit‡ di un soggetto persona, unico e irripetibile. Un logo per un logos che nel marchio da lui stesso creato cerca il doppio ìriconoscimentoî nel senso della propria identit‡ (non psicologica ma spaziale) e della riconoscibilit‡ presso gli altri, il mondo esterno. In questo crocevia dove si incontrano esigenze personali profonde, ancestrali, e le pi˘ moderne pratiche di vendita, diffusione e promozione del SÈ noi spettatori cogliamo quel dramma che Ë il nostro stare nel mondo, il nostro venire lacerati su un crocevia (sulla croce cristiana come sulla stella di Marsiglia) nel quale si incontrano e di intrecciano le due direttrici primarie dellíesistenza: líinteriorit‡ e la realt‡ esterna. Anche quella reductio ad unum, che líastrazione geometrica mette in campo in quanto esigenza fondante, non puÚ avere líultima parola, non puÚ svestirsi di quel mondo della vita che la genera. Nel dialogo infinito tra il punto, la linea e la superficie la possibilit‡ dellíastrazione geometrica resta aperta proprio perchÈ non si realizza compiutamente. ìCi sono gi‡ delle modifiche in corso sul logo. Penso che possa evolversi infinitamente, ma sempre in modo inerente alla propria identit‡î, dice Marsiglia. Ecco cosa distingue líarte dal mercato, il logo del logos, dal logo di una marca di biscotti. Il logos Ë vivo, cresce, va fuori di sÈ, poi ritorna mutato, analizza, comprende e trasforma il mondo nel quale infinitamente diviene. Le forchette di Capogrossi, il taglio di Fontana, il chiodo delle estroflessioni di Castellani sono dei riferimenti che Marsiglia ha ben presente, anche se le sue origini le trova nel Minimalismo americano. Ma la sua originalit‡ risiede in questa musica seriale di logo diretta verso uno spazio infinito, che Ë quello esteriore del cosmo ma anche quello interiore del logos. Líepoca del Barocco aveva in Leibniz il suo pensatore pi˘ matematico eppure pi˘ affascinante. Le sue monadi sono state la prima formulazione dellíidea di modulo, che molta arte astratta ha ripreso e sfruttato, ma nel logo del logos che Marsiglia progetta il ritorno a Leibniz Ë nellíidea del microcosmo, della ripetizione nella forma minima possibile di tutto il creato. E qui ritornano a separarsi le strade tra líarte e quella filosofia che Hegel pretese ne fosse la risoluzione definitiva: la filosofia offre un concetto senza forma, un logos (discorso) del logos (ragione); líarte ne offre invece un logo, un marchio, cifra, frammento: una immagine. Un approccio generazionale. A gente nata nei primi anni settanta, alcuni ultimi lavori di Marsiglia come Grey Star Lily, o Superimpose Star Lily (2002 - 2003) possono apparire come uníelaborazione sofisticata di quegli schermi allucinati che furono i primi videogiochi in bianco e nero, come Space Invaders, veri e proprio giochi minimali che hanno sedotto uníintera generazione con meccanismi semplificati, ritmi e dinamiche binarie, piattezze suggellate da giungle elettronici ampollosi e ipnotici. La forza spirituale del lavoro di Marsiglia mi si squaderna davanti agli occhi della memoria, in un gioco di autosuggestione che non pretende oggettivit‡ e che vede nei feltri, nei collanti, nelle campiture nere che accolgono le milizie ben inquadrate di croci a quattro punte una riedizione pensata, fissata e sentita di quella prima magia elettronica rimasta preclusa alle generazioni successive, oramai assuefatte alle televisive narrazioni della play station. Noi trentenni, invece, figli degli albori dellíera elettronica, pionieri del Commodore 64, ci siamo nutriti di quella grafica semplificata, lucente, seriale e ipnotica divenuta possibile con la nascita della computeristica, della macchina calcolatrice che nella sua evoluzione darwiniana Ë passata dal regno dellíaritmetica e del calcolo matematico-contabile, al regno della geometria con líorganizzazione di spazi virtuali capaci di proiettare le nostre ingenue menti in mondi a una dimensione, dentro il paradosso di un a-luogo piatto e profondo insieme. Come nel vuoto interstellare, la macchina ci comminava la pena sensoriale di non poterci dare un punto di riferimento dal quale partire per prendere le misure e progettare una prospettiva. Di questo spazio disorientato, Marsiglia sembra un reduce che prova a riorganizzare il ricordo, líevento (felicemente) traumatico della scoperta di un mondo nuovo: quello della macchina calcolatrice elettronica, che la nostra generazione ha visto nascere agli albori nellíEt‡ del Silicio. Vincenzo Marsiglia nato il 15/11/1972 a Belvedere Marittimo Vive e Lavora a Alassio (Savona) Titoli di studio conseguiti: -Diploma di Maestro díArte, presso líIatituto Statale díArte di Imperia -Diploma di maturit‡ díArte applicata, sezione decorazione pittorica, presso líIstituto díArte di Imperia -Diploma in Pittura , presso líAccademia di Belle Arti di Brera Milano PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI 2005- ìVINCENZO MARSIGLIA ñ Alitalia per líArteî Sala Vip Raffaello, Bruxelles 2005- ìVINCENZO MARSIGLIA ñ Oltre il mitoî Fortezza Castelfranco Finale Ligure Savona 2004- ìVINCENZO MARSIGLIAî ìENERGIA CONTEMPORANEAî. A cura di Francesco Gallo Banca Popolare di Ravenna Sala della Borsa. 2004- ìCONFIGURAZIONI IN CONTINUO DIVENIREî. A cura di Claudio Cerritelli Galleria CAVENAGHI ARTE Milano. 2004- ìIL FASCINO DELLA PERCEZIONEî. A cura di Riccardo Zelatore Galleria ROBERTO ROTTA FARINELLI Genova. 2003- ìVINCENZO MARSIGLIAî. Galleria VANNUCCI Pistoia. 2003- ìMiArtî. Milano Personale Padiglione Anteprima, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 2003- ìIL PARADOSSO ASTRATTOî. A cura di Luca Beatrice. Casa del Console Museo díArte Contemporanea Calice Ligure Savona. 2002- Affresco murale commissionato per il Museo díArte Contemporanea M.A.C.A.M. di Maglione Torino. 2001-ìPUREZZA CONTAMINATAî. A cura di Marco Meneguzzo, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 2001- ìMiArtî. Milano Personale Padiglione Anteprima, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE 2006 ñ ìENIGMA EMOZIONANTE ARTISTI A RIGOR DI LOGICAî ñ A cura di Maria Luisa Trevisan, Barchessa di Villa Don‡ delle Rose Mirano (Venezia) 2006 ñ ìSINCRETICHE ASTRAZIONIî ñ A cura di Riccardo Zelatore testi di Giorgio Bonomi e Marco Meneguzzo , Fondazione Zappettini Chiavari. 2006 ñ ìNUOVA GENERAZIONE ASTRATTA ñ Consiglio, Marsiglia, Nidoî ñ A cura di Riccardo Zelatore testo di Chiara Argenteri Fortezza Castelfranco Finale Ligure Savona 2005 ñ ìLíATTRAVERSAMENTO DEL CONFINE: LA MEDITERRANEIT¿î ñ A cura di Enrico Ratto, Fondazione SantíAntonio Noli 2005 ñ ìSOUNDCHECKî ìpittura-video-fotografiaî ñ A cura di Marta Casati, Universit‡ degli Studi ñ Collegio Cairoli Pavia 2005 ñ ìNUOVA GENERAZIONE ASTRATTA ñ Consiglio, Marsiglia, Nidoî ñ A cura di Riccardo Zelatore, Fondazione Zappettini Milano 2005 ñ ìLA TERRA DEL FUOCOî ì4™ MOSTRA CERAMICA DíAUTOREî ñ A cura di Vittorio Amedeo Sacco, Avigliana 2005 ñ ì56ᵃ EDIZIONE DEL PREMIO MICHETTIî ìIN & OUT OPERA E AMBIENTE NELLA DIMENSIONE GLOCALî ñ A cura di Luciano Caramel, Museo di Palazzo San Domenico Francavilla al mare 2005 ñ ìNUOVA GENERAZIONE ASTRATTA ñ Mario Consiglio, Vincenzo Marsiglia, Davide Nidoî ñ A cura di Riccardo Zelatore, MiArt Padiglione Anteprima Milano 2005 ñ ìFIGURE E ASTRAZIONIî ñ Bonioni Arte Reggio Emilia 2005 ñ ìCONCRETA ñ grandi opere delle ceramiche San Giorgioî ñ A cura di Simona Poggi Palazzo PerabÚ Cerro Laveno Mombello. 2005 ñ ìOLTRE IL MONOCROMOî ñ A cura di Giorgio Bonomi, Fondazione Zappettini Chiavari. 2004- ìGENTE DI LIGURIA ñ il sogno oltre il concreto ñ LíAcqua, Laveri, Marsiglia, Palladiniî Chiostri di Santa Caterina Oratorio deí Disciplinanti Comune di Finale Ligure. 2004- ìIL MARCHESATO RITROVATO ñ Aleramo, un albero, venti autoriî Teatro Aycardi Comune di Finale Ligure. 2004- ìIL FINALE COLLEZIONIî Chiostri di Santa Caterina Oratorio deí Disciplinanti Comune di Finale Ligure. 2004- ìARTE DOC opere dalle ceramiche San Giorgioî a cura di Simona Poggi e Andrea Zavattaro, Centro per la Cultura e líArte Luigi Bosca Canelli (AT) ñ Palazzo della Provincia di Savona. 2003- ìCERAMICA CONTEMPORANEA una Manifattura Storicaî a cura di Germano Beringheli, Centro Culturale Santa Chiara Casalmaggiore Cremona. 2003- ìARIA DI PRIMAVERAî ex Chiesa di San Gregorio Sacile . 2003- ìALBISSOLA FUTURISTAî a cura di F Buzio Negri, R. Zelatore, Galleria Civica díarte moderna di Gallarate Varese - Palazzo de Commissario ñ Fortezza monumentale de Priamar Comune di Savona. 2002- ìTERZO FUOCOî La nuova maniera ceramica: Laveri, Lodola, Marsiglia. Mostra itinerante a cura di Riccardo Zelatore, testi di Francesco Tedeschi. (Ceramiche eseguite presso le fornaci San Giorgio Albisola). VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure 2001-ìOTTOVALENTEî collettiva. VALENTE Artrcontemporanea 2001-ìLíIDENTIT¿ DELLíUOMOî. A cura di Marisa Vescovo, Palazzo Sivori Genova (in occasione del G8). 2000/2001/2002/2003/2004/2005/2006-ìMiArtî. Milano, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 2000/2001/2002/2003/2004/2005/2006-ìARTEFIERAî. Bologna, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 1999-ìXXXIX PREMIO SUZZARA 1999î ìluoghi del corpo, luoghi della menteî. Galleria del Premio Suzzara. A cura di Claudio Olivieri, Walter Guadagnini, Davide Benati. 1999/2000/2001-ìARTISSIMAî. Palazzo Nervi/Torino Esposizioni Torino. VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 1999/2000/2001/2002/2003 -ìEXPO ARTEî . Brescia, VALENTE Artecontemporanea Finale Ligure. 1997-ìPROFILI 1996-1999î. A cura di N. Bacco, M. Conenna, C. Presicci, prefazione Andrea B. Del Guercio, testi di G. Coda, A. Garofalo. Catalogo edito dalla Casa Editrice LíImmagine. Sala Castello Bari, Palazzo Trivulzio Melzo Milano. 1997-ìPREMIO NAZIONALE FABIO BERTONI PER LíINCISIONE 1997î. Comune di Ferminiano, Accademia di Belle Arti di Urbino. 1996-ìSISTEMI LINGUISTICI-VISIVI CONTEMPORANEIî. Giovanni Campus, Carmen Gloria Morales, Gianfranco Pardi, Samanta Severgnini, Giorgia Monetta, a cura di Andrea B. Del Guercio, Palazzo Trivulzio-Melzo Milano. 1996-ìSALON 1î. Esposizione Annuale dei giovani artisti di Brera segnalati dai docenti, espone nelle Gallerie Cafiso, Studio 25 Milano, a cura di Giacinto Di Pietroantonio, Elisabetta Longari. 1996-ìACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA ricorda Sandro Maria Rossoî. Scritti di Fernando De Filippi, Marco Meneguzzo, Palazzo Cisterna, Biella. 1995-ìIDENTIT¿ MATERIALI DELLíARTE CONTEMPORANEAî. Museo attivo delle forme inconsapevoli, Genova Quarto, a cura di Andrea B. Del Guercio e Claudio Costa.