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14
Giu
2006

"VIRGINIA ERA BELLA - VARIAZIONI SU VIRGINIA WOOLF": MOSTRA DI GRAZIA LAVIA A SATURA DAL 17 GIUGNO

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VIRGINIA ERA BELLA - VARIAZIONI SU VIRGINIA WOOLF sabato 17 giugno 2006 ore 17,00 Mostra personale di Grazia Lavia. A cura di Viola Lilith Russi. Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, síinaugura, nella sede dellíAssociazione Culturale Satura (piazza Stella 5/1), sabato 17 giugno 2006 alle ore 17:00, la mostra personale < Virginia era bella ñ Variazioni su Virginia Woolf > di Grazia Lavia. A cura di Viola Lilith Russi . Per le misteriose leggi della sorte, si arriva tardi, spesso troppo tardi, ad afferrare il motivo, il trasparente ma ingombrante ìperchÈî, che ha risieduto per un lungo tratto di strada, se non per una vita intera, allíorigine del nostro essere al mondo in quella precisa manieraÖnon un passo in avanti, non uno indietro. E per chi o che cosa ci abbia guidati in questa solitaria danza di passi, a volte nemmeno un ´grazieª; se va bene qualche sonante ´arrivederciª. Grazia Lavia, per talento e per destino, ha incrociato in tempo i personaggi che con gesto invisibile, hanno scritto a due, quattro, sei mani, le pagine della sua storia. E una volta trovato il ìsegnoî, le Ë bastato sfogliarle, in silenzio e col respiro sospeso, fino a che le parole si trasformassero in immagini, i pensieri si fluidificassero in coscienza e le voci delle sue Virginie, come giunte alla comune foce dei loro fiumi, sciogliessero le onde di storie e generazioni nel mare di uníidentit‡ scoperta, proprio a partire da loro. A finestre ormai spalancate su quellíoceano di ricordi, rimandi e segrete concordanze, Ë bastato un unico, sottile e rivelatore raggio di luce, a solcare per sempre le pareti di un passato che sono ora il presente, liquido, brillante fondale di tesori sommersi, cui líarte di Grazia Lavia dona vita con ogni sua opera. Ma chi sono le sue Virginie? Virginia Woolf rimane nei silenti e rivoluzionari retroterra di donne che, dallíinizio del secolo scorso, e ancor prima di lei, furono coralmente risvegliate dallí intimo, disperato e combattivo appello ad una libert‡ intellettuale, da sempre negata al sesso femminile, e leggerla, equivale ad essere assorbite in una voragine mentale da cui Ë quasi impossibile non uscirne stregate. Il moto ondoso, trasparente e vibrante di tensioni ora scure, ora chiare, che avvolgono la sua scrittura in una magica nebulosa di impercettibili e luminosi coriandoli emotivi, ha trascinato con sÈ il sempre pi˘ definito percorso artistico-di vita di Lavia, scrosciando nelle sue intense elaborazioni fotografiche, in struggenti installazioni, e in una poesia visiva in cui affiorano in superficie i riflessi abbaglianti di quellíinstancabile marea. Orlando, Mrs. Dalloway, la signora Ramsey, i ritratti di Virginia e i semi della sua follia, si mescolano nei ricordi in bianco e nero di Lavia, della sua famiglia, fino a una morbida stretta di mano fra líartista, bambina, e uníaltra, sino ad ora non focalizzata, Virginia: la nonna Gina, ora riscoperta come inconsapevole ìmaestra di danzaî, fatalmente sovrapposta alle dita che con la loro scrittura, hanno accompagnato Grazia Lavia allíincontro con la sua arte: ed ecco le sue due Virginie. Presenze che si sdoppiano nel loro inconscio, nel negativo, nella ìMedusaî che soggiace in ognuno di noi; nei personaggi che volano nei secoli sui fili sottili di un romanzo e sulle correnti che soffiano parole, infrangendosi a volte, in rumorosi schianti di luce, su specchi e vestiti. I vestiti immaginari dellíartista raccolgono queste memorie in lunghe stoffe sospese, in quello spazio di immagine, allíaltezza del vento, che filtra silenzioso il passaggio del tempo.