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23
Feb
2006

RICCARDO DAMETTI A SATURA DAL 25 FEBBRAIO AL 15 MARZO

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Riccardo Dametti sabato 25 febbraio 2006 ore 17,00 sala maggiore inaugurazione. Aperta fino al 15 marzo 2006. mostra personale di Riccardo Dametti a cura di Viola Lilith Russi. Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Genova, síinaugura, nella sede dellíAssociazione Culturale Satura (Piazza Stella 5/1), sabato 25 febbraio 2006 alle ore 17.00, la mostra personale di Riccardo Dametti. A cura di Viola Lilith Russi. Che cosíË che innervosisce, disturba e indigna il vedere segni e persino disegni(!) sulle pareti dei nostri cosiddetti luoghi pubblici? Questo mi sono chiesta la prima volta che mi trovai intrappolata in insoliti messaggi di ìallarmeî, appesi ad una parete e sospesi nello spazio di una tela: erano i quadri di Riccardo Dametti. Cosa li accomuna ai graffiti metropolitani? Suppongo la stessa urgenza, uníimmediatezza di immagine e di parola che puÚ mettere a disagio perchÈ ce la si sente addosso, vera ed intransigente come solo una paura condivisa Ë capace di generare. Demoni e fantasmi di un inconscio collettivo, abituati ad albergare sopiti in una delle cavit‡ oscure del nostro cervello, evaporano dal magazzino di rimozione, in cui solitamente scivolano pochi secondi dopo esserci stati trasmessi, via cavo, tubo catodico, inchiostro. Emersi dallí abisso creativo che ne plasma e denuncia líinferno zittito, si condensano in pensiero visivo: ed eccoli ricadere ad arte, come pioggia di meteoriti, sulle tele di Dametti. Lo schianto Ë vita, morte, avvertimento e dellíincendio cromatico in rosso e nero respirano i primi lavori dellíartista. Allarme, monito, denuncia, sembrano lampeggiare sullo strapiombo di un contrasto insanabile tra i sogni e la cruda realt‡ (Dreams, í96), líinnocenza e il massacro del sistema (Isolation cell, í97), líurlo di chi non si riconosce in un orizzonte apocalittico di guerra e devastazione e la pretesa di una parola di salvezza eterna (Perso, í97). Ma cíË qualcosa che serpeggia fra le trame di questi quadri, forse un ulteriore messaggio, un codice segreto o semplicemente ironico, che si diverte nel depistarci da facili letture. Lettere, parole, scritture ìal contrarioî, affiorano in superficie a suggerire una via, un possibile percorso creativo che ignori il prestabilito. Facendo capolino nel cielo delle false certezze si reimmergono in chiss‡ quali acque, inghiottite in un mistero che potrebbe svelarsi nelle opere successive dellíartista. La dicotomia simbolicamente ricreata di un pesce che nuota fra il positivo ed il suo negativo (chiss‡ forse líartista si Ë ri-velato?- Dopeshow, í00), e líavventura creativa si libera in percorsi e colori che infrangono i limiti del contrasto, per aprirsi a volti ed esperienze che si disperdono e deformano in un esterno che Ë il loro interno, o in un sentire líatto creativo come assoluta occasione di confondersi col tutto, assorbirlo, penetrarlo, sino a perdere i propri contorni (Head, Rain í03, Vecchio í04, City boy ë05). Ma cíË ancora uno squarcio di mondo liricamente esplorato, forse da quelle parole sfuggenti ed enigmatiche che ìsi prendevano gioco di noiî? O dal pesce che nuotava nel mare del suo stesso scheletro? I pi˘ recenti quadri di Riccardo Dametti, realizzati sempre con colori acrilici, olio e gessetti, vibrano di un nuovo cuore. Líuniverso di segni ed emozioni Ë fitto e frastagliato di energie, calde, vorticose e morbide nel racchiudere e nello stesso tempo infrangere forme, barriere e persino parole (My way, í05). Verso uníastrazione musicale, numerica (5,í05), creativa? Forse, ciÚ che Ë certa Ë la disarmante emozione che le opere di Dametti trasmettono al ritmo di un linguaggio che nasce, scherza, scompare, urla, si distrugge, comunicando quellíurgenza che sola puÚ essere vita e anima dellíarte.