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30
Mar
2008

SILVIO DI BENEDETTO OMAGGIO AI VIGNAIOLI DELLE CINQUE TERRE

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A Riomaggiore è stato inaugurato il murales realizzato dal maestro Silvio Benedetto nella piazza del Vignaiolo: nell’occasione, il gruppo peruviano Guarangon, si è esibito in un concerto di musiche andine.
L'artista italo-argentino ha festeggiato il traguardo dei settant'anni inaugurando una nuova tappa degli Itinerari Artistici, da anni portati avanti per il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Ogni volto è un ritratto….stare tra la gente, parlare con le persone, dipingerle è un tutt’uno… così ha sempre affermato Silvio Benedetto. Quanto dice oggi è valido più che mai. In questo murales intitolato “Volti e mani: omaggio ai Vignaioli”, le figure-ritratto, personaggi in movimento nelle azioni del lavoro contadino, diventano grandi ritratti policromi, espressivi, in un alternarsi tra documentazione narrativa e uso di metafore (come le stagioni, il giorno e la notte).

L'omaggio ai vignaioli
L'impianto compositivo, realizzato sulla facciata della Scuola Media Telemaco Signorini è un omaggio ai vignaioli delle Cinque Terre raffigurati in quasi tutte le azioni del ciclo dell’uva.
Momenti come la potatura, la legatura invernale, l’assestamento della botte, la zappatura, la spillatura, la cui rappresentazione è affidata ad una sapiente sequenza di sole mani che si alterna tra il colore e il bianco e nero, rendendo bene l'aspetto corale tipico della vendemmia.
La scelta dei personaggi – afferma Benedetto - è venuta da sé: “…volti ben noti, nome e cognome e soprannome, benvoluti da tutti gli abitanti di Riomaggiore, compaesani stimati come esempio di vigore e lavoro instancabile. È un muro di ritratti, questo, che è un unico ritratto di un mondo. Volti come paesaggio e mani…anch’esse sono ritratti.

Il murales come opera corale
Indispensabile nella realizzazione dell'opera l’aiuto di Olga Macaluso primo aiuto-pittore storico e di Silvia Lotti brava e instancabile. Flavia Benedetto, ha collaborato con il passaggio dei disegni e Mascha Bom con la campitura di quel colore salmone che solo lei sa fare, Daniele Carpanese puntuale ed affidabile con il montaggio e con l’assestamento dei pannelli.
Questo grande impianto compositivo che lo spettatore può fruire in movimento con più punti di percezione visiva – dice l’artista – deve tener conto del contesto urbanistico ambientale e sociale in cui viene inserito. Allo stesso modo il murales, non può essere dipinto da soli: uno sopra l’impalcatura, con il naso a un palmo del muro, l’altro in basso da lontano guida, e viceversa.