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04
Apr
2006

TEMPO MODERNO: A PALAZZO DUCALE DAL 14 APRILE AL 30 LUGLIO 2006

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Tempo moderno Da Van Gogh a Warhol Lavoro, macchine e automazione nelle Arti del Novecento. 14 aprile - 30 luglio 2006 A cura di Germano Celant Il racconto delle vicende della modernit‡ - il "tempo moderno" del titolo - attraverso il tema del lavoro nelle arti del Novecento Ë il presupposto della mostra curata da Germano Celant con Anna Costantini e Peppino Ortoleva per Palazzo Ducale di Genova in occasione delle celebrazioni del Centenario della fondazione della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, CGIL. Il soggetto del lavoro percorre tutto il XX secolo e attraverso lo sguardo di pittori, scultori e fotografi, grafici e cineasti, pone il problema della condizione degli esseri umani nella societ‡ industriale e post-industriale. Da quando il ritmo della macchina Ë diventato l'orologio dei comportamenti degli esseri umani - come ci ricorda l'eroe del film di Charlie Chaplin alle prese con i tempi forsennati della catena di montaggio, a cui il titolo della mostra rende omaggio - il "tempo moderno" ha investito l'arte dell'ultimo secolo sia arricchendola di nuovi contenuti, temi, soggetti, sia modificandone il linguaggio. La mostra Ë costituita da un itinerario di dipinti, fotografie, sculture, video, oggetti e film che, isolando alcuni soggetti specifici e centrali, mette in parallelo e in contemporanea, quasi a dimostrare l'enorme salto storico e produttivo, la visione del mondo del lavoro di cento anni fa e dell'oggi. Un confronto drammatico e spettacolare che, sala per sala, sottolinea il cambiamento della societ‡ e del ruolo della persona rispetto alla macchina. Le tappe di questo confronto tra memoria e attualit‡ iniziano con il nuovo paesaggio industriale che diventa soggetto pittorico e gli artisti che raccontano, molto spesso attraverso la fotografia, il luogo del lavoro di oggi: la citt‡ "nera" dei fumi delle ciminiere della rivoluzione industriale e la fabbrica automatizzata, asettica e globalizzata di oggi, uguale in Occidente come in Cina. Oppure il porto degli uomini, i famosi camalli, addetti al carico e allo scarico manuale delle merci e quello delle infinite e ordinate distese di container, luoghi metafisici segnati dall'assenza dell'essere umano, che costituiscono le banchine odierne. L'esposizione prosegue, sempre utilizzando il taglio inedito del dialogo tra ieri e oggi, attraverso linguaggi tradizionali (pittura e scultura) e attuali (fotografia e video), contrapposti per evidenziare la diversa prospettiva temporale, gettando uno sguardo sugli uomini e le donne - ma anche i bambini, ieri come oggi - che da sempre sono i protagonisti del lavoro: agricoltori e artigiani, operai, tecnici e impiegati, spesso esaltati dalla retorica del potere, disoccupati o sfruttati ma anche eroi, volontari o involontari, delle lotte per la conquista di migliori condizioni di vita. Una galleria di volti e di corpi di ieri e di oggi che, nonostante una presunta "smaterializzazione" del lavoro, ancora ci racconta qualcosa della vita di ognuno di noi. Ma il mondo del lavoro, ieri come oggi, Ë anche un mondo di oggetti e poi di meccanismi a cui l'arte del Novecento - le Avanguardie storiche dei primi decenni e quelle degli anni Sessanta, in particolare - ha guardato con grande interesse, trasformandoli in soggetti a se stanti delle proprie opere e vedendo il corpo umano stesso come un essere-macchina. L'essere umano della modernit‡ vive in una societ‡ di massa, caratterizzata dalla tendenza a un'assoluta omogeneizzazione di comportamenti e idee. Anche in questo contesto, la questione del lavoro Ë centrale: la meccanizzazione e poi automazione del lavoro lascia immaginare l'utopia della liberazione dal lavoro, che perÚ nel mondo reale si capovolge in disoccupazione e sottoccupazione. Lo sciopero e le manifestazioni sono parte integrante della storia del lavoro e dei lavoratori del Novecento: la mostra prover‡ a documentare come gli artisti hanno raccontato in immagini, in passato e nell'attualit‡, la vicenda di queste espressioni di lotta per l'affermazione dei propri diritti. Materiali audiovisivi di grande pregio costituiscono parte integrante della mostra. Il cinema infatti, e poi i media che ne hanno in parte continuato l'opera (la televisione e il video, fino all'audiovisivo digitale), hanno sia documentato le trasformazioni del lavoro, entrando nei luoghi del lavoro stesso come misuratore di tempi e movimento e fissando voci e immagini di lavoratori e imprenditori; sia interpretato il mutare della condizione personale e collettiva dei produttori e delle produttrici. Saranno presenti in mostra, tra gli altri, Arman, Edward Burtynsky, Frank Capra, Charlie Chaplin, Giuseppe Cominetti, Aleksandr Dejneka, Fortunato Depero, AndrÈ Derain, Vittorio De Sica, Max Ernst, Walker Evans, Natalia Gončarova, Ugo Gregoretti, Damien Hirst, Jannis Kounellis, Frantiöek Kupka, Fritz Lang, Fernand LÈger, Louis LumiËre, Mario Merz, Tina Modotti, Mario Monicelli, Otto Nagel, Plinio Nomellini, Claes Oldenburg, Nam June Paik, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Michelangelo Pistoletto, Gillo Pontecorvo, Jean Renoir, Aleksandr Rodčenko, Sebasti„o Salgado, Ben Shahn, Mario Sironi, Graham Sutherland, Vladimir Tatlin, Jean Tinguely, Giulio Turcato, Vincent Van Gogh, Andy Warhol, Wim Wenders, Billy Wilder. La mostra, il cui progetto grafico e di allestimento Ë curato da Pierluigi Cerri, Ë corredata da un catalogo, edito da Skira, Milano, che si propone non solo di accompagnare e illustrare la selezione delle opere esposte ma anche come una pubblicazione esauriente sull'argomento, attraverso una ricca scelta iconografica e i contributi di studiosi italiani e stranieri. Sede dalla mostra Palazzo Ducale, Appartamento del Doge Piazza Matteotti 9 - 16123 Genova Orario 9|19 tutti i giorni il giovedÏ 9|22. LunedÏ chiuso. La biglietteria chiude mezz'ora prima della mostra. Aperto nelle festivit‡. Prezzo del biglietto > Intero 8,00 Ä, ridotto 6,00 Ä, scuole 3,00 Ä Biglietto Unico Mostra + Acquario di Genova > Intero 18.00 Ä, gruppi 15.00 Ä, scuole e bambini 4 - 12 anni 9,00 Ä I possessori del biglietto di Euroflora hanno diritto all'ingresso ridotto. Sconti reciproci con la Fondazione Teatro Carlo Felice. Riduzioni Associazione Amici di Palazzo Ducale, possessori Card Musei di Genova e abbonamento annuale AMT, soci Touring Club Italiano, Soci Coop Liguria, Tesserati CGIL e tutti gli aventi diritto. Prevendita on line www.ticketone.it Per informazioni +39 010 5574004 www.tempomoderno.it - www.palazzoducale.genova.it - www.100annicgil.it Visite guidate Individuali: sabato ore 16.30 Gruppi: solo su prenotazione +39 010 5574004 +39 010 562390 fax biglietteria@palazzoducale.genova.it Informazioni per visitatori con disabilit‡ +39 010 542098 - www.terredimare.it Proposte di visita mostra+citt‡ Etlim Travel Tour Operator, +39 0183 273877, gruppi@etlimtravel.it Happy Tour, + 39 010 5955864, incoming@happytour.it Incoming Liguria, + 39 010 2345666, info@incomingliguria.it MacramÈ Viaggi, + 39 010 5959779, macrame@split.it Merion-European Cultural Tours, + 39 010 582244, info@merion-culturaltours.com Servizi Guardaroba gratuito, carrozzelle per disabili, bookshop, ristorazione. Catalogo Skira