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09
Dic
2007

VADO LIGURE: MARTINI IL GRANDE SCULTORE

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Vado Ligure rende omaggio ad Arturo Martini, a sessant'anni dalla scomparsa, in una mostra che celebra lo scultore cha ha lavorato e a lungo vissuto nella cittadina savonese. Arturo Martini, grandi sculture da Vado Ligure, al Museo civico di Villa Gropallo dal 6 dicembre 2007 all'8 marzo 2008, regala ai visitatori la possibilità di ammirare opere mai esposte prima grazie alla disponibilità dei nipoti Graziosa e Arturo Bertagnin, figli di Roberto Bertagnin, allievo prediletto e genero dello scultore.

La mostra, curata da Cecilia Chilosi, raccoglie una serie di opere che raccontano le varie tappe dell'evoluzione artistica dell'artista trevigiano, i punti focali del pensiero martiniano, legati agli eventi della vita dell'artista che si trasferisce in Liguria durante il primo conflitto bellico per lavorare come fonditore e tornitore di proiettili, e a Vado Ligure come operaio specializzato nell'officina Senigallia e dove sposa, nel 1920, Brigida Pessano.

Vado sarà per l'artista il punto fermo, uno dei momenti creativi di maggior respiro che lui stesso chiamò del canto. È qui che porta a maturazione alcune delle sue idee di maggior rilievo e definisce il suo linguaggio creativo, ed è a Vado che decide di conservare molte delle sue opere: le grandi sculture, i bozzetti e i gessi.

Per la città, come spiega il sindaco Carlo Giacobbe "la mostra è un tributo doveroso ad un artista che con la sua presenza e le sue opere ha segnato l'intera comunità restituendo ai vadesi la consapevolezza delle loro radici e la continuità storica". Un esempio è il monumento funebre in terracotta che Martini dedica a Don Queirolo,Il Benefattore (1923-1933), fondatore della Vado moderna, artefice del riscatto vadese e nascita della comunità. È a Vado che Martini ottiene la prima commissione pubblica della sua vita nel 1923 per la realizzazione del Monumento ai caduti che si può ammirare nei giardini Colombo.

Un percorso ideale quello della mostra Grandi monumenti da Vado Ligure che unisce le opere sul territorio con il nucleo esposto a Villa Graopallo tra il quale spicca la Madre folle, terracotta del 1929 mai mostrata in pubblico per volere dello stesso Martini dopo l'esposizione alla prima Quadriennale di Roma del 1931.
Da ammirare La Veglia, un'opera in terracotta refrattaria del 1931 che dal 1989 non è più stata esposta.

In mostra opere in marmo come La Tuffatrice (1941-1942), appartenente alla trilogia dell'acqua, ricavata nel parallelepipedo stesso del marmo che rappresenta il ritorno di Martini alla scultura dopo un periodo in cui si dedicò quasi esclusivamente alla pittura e nella quale l'artista porta a compimento gli studi sulle ombre iniziati negli anni '20. Presenti anche esempi del non finito martiniano, rappresentato da due opere della tarda maturità: Amplesso, monumentale scultura in pietra del 1940 mai presentata dall'artista in vita, e Deposizione (1941-1942) scultura in marmo bianco di Carrara che rappresenta la meditazione dell'artista sulla morte e la riflessione sulla necessità di rinnovamento della scultura celebrativa.

Una serie di gessi, bozzetti, e bronzi testimoniano l'attiva partecipazione di Martini ai concorsi pubblici, come quello per il Monumento per il Duca D'Aosta (1933-1935) realizzato poi da Eugenio Baroni.
In mostra due gruppi scultorei (La Forza e gli eroi e La Fede e la Luce) e otto bassorilievi (La messa al campo, Le crocerossine, I gas asfissianti, Il riposo in trincea, I reticolati, I rifornimenti, Il Piave e L'assalto).

Arturo Martini, grandi sculture da Vado Ligure è visitabile fino all'8 marzo 2008 a Villa Gropallo da martedì a domenica, dalle 15 alle 19.
La mostra è curata da Cecilia Chilosi e realizzata dal Comune di Vado Ligure con il patrocinio della Regione Liguria, della Provincia di Savona e il contributo della Fondazione A. De Mari Cassa di Risparmio di Savona.