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08
Lug
2008

A GENOVA IL NUOVO CENTRO RIABILITATIVO "ANTONIO BOGGIANO PICO"

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OPERA DON ORIONE inaugurazione del Centro Riabilitativo “Antonio Boggiano Pico”
Il Piccolo Cottolengo genovese di don Orione (quattro Case in Genova: Paverano, Quarto Castagna, Villaggio di Camaldoli, Famiglia Moresco di Bogliasco) apre un Presidio per la riabilitazione ambulatoriale ed a ciclo diurno di giovani disabili che vivono con le loro famiglie, mediante:
A)Lo sviluppo delle attività ambulatoriali, rivolte ad una popolazione di utenti che va dalla nascita all’età congrua per l’avviamento al lavoro; presuppone la possibilità del mantenimento della persona disabile nella sua famiglia e in rapporto con le principali agenzie sociali. Ciò consente di rendere la riabilitazione realisticamente produttiva, contrastando l’emarginazione della persona. In particolare, grazie alla possibilità di interventi molto precoci che consentono una presa in carico anche nei primi mesi di vita, le famiglie non sono lasciate sole: potranno, anzi, disporre di un importante punto di riferimento anche prima della nascita, nel caso in cui si trovino a dover elaborare informazioni ricevute su previste possibili disabilità del nascituro.
L’utenza che in particolare si ritiene possa essere interessata è quella che presenta forme di ritardo intellettivo o psicomotorio derivanti da cause diverse. Il bisogno, per la famiglia, è quello di evitare lunghe attese che aggravino la situazione, creando contemporaneamente stati di disagio e ansia nell’ambiente familiare. Un  intervento precoce inoltre permette di ridurre notevolmente le asincronie  di sviluppo e  facilita l’integrazione nelle varie fasi dello sviluppo delle competenze sociali. La famiglia sarà aiutata inoltre nel sistema di contatti tipicamente frammentato con mondi diversi (la scuola, gli ospedali ecc.) che costituisce spesso un grande disagio per la famiglia di un disabile. Il Centro Boggiano Pico si affiancherà alla famiglia per sostenerla nel labirinto di rapporti con gli enti pubblici, la scuola, il mondo sanitario ecc.
La carenza attualmente esistente nell’ambito della città di Genova e provincia riguardo questi servizi provoca una precoce richiesta di residenzialità, che causa spesso l’allontanamento dalla famiglia, con conseguente diminuzione di stimoli provenienti dall’ambiente. Va anche ricordato che i costi di gestione di un servizio ambulatoriale permettono di rispondere ad una popolazione molto ampia e molto a lungo nel tempo se rapportati a quelli della residenzialità.
Il Centro di riabilitazione ambulatoriale si avvale di 17 stanze di terapia, oltre ad un grande salone multifunzionale e riabilitativo, per una potenzialità a regime di circa 140 trattamenti giornalieri.
B) Collegata al Centro ambulatoriale è prevista un’attività di tipo centro diurno anche questa con finalità specifiche nel raggiungimento delle autonomie personali e delle competenze sociali.
Nell’ambito di queste attività diurne è previsto uno sviluppo attento della persona collegato a un costante monitoraggio ed intervento terapeutico nei confronto della specifica disabilità. Mentre le attività del Centro di riabilitazione specialistica si svolgeranno in costante e sinergico contatto con il mondo della scuola, quelle del Centro Diurno mireranno come obiettivo qualificante ad una completa e fruttuosa integrazione lavorativa.
Il Centro diurno pertanto si avvarrà oltre che di terapisti specifici della riabilitazione di educatori professionali e di mediatori al lavoro con il compito di “transitare” la persona disabile in età giovane adulta verso una completa azione socio lavorativa. Saranno presenti nell’ambito del servizio laboratori che di volta in volta risponderanno a gruppi di utenza in funzione delle loro competenze e possibilità.
Il Centro diurno risulterà in grado di assistere un’utenza complessiva di 60 ospiti.
1.Condivisione e trasparenza dei risultati.
A questo fine sarà presente nell’ambito del Presidio Boggiano Pico un sistema di valutazione che prenderà in considerazione i miglioramenti ottenuti, le competenze acquisite e le autonomie raggiunte. Questo aspetto è determinante per evitare il rischio della autoreferenzialità: una struttura che ha come finalità la riabilitazione deve essere in grado di valutare se stessa, i risultati conseguiti, attraverso una serie di indicatori oggettivi offerti e condivisi con le famiglie.
 2.Qualità delle Risorse umane.
Sono previste operatori nei vari settori ovvero terapisti della riabilitazione con particolare riferimento all’area motoria – psicomotoria- neuropsicologica e  personale educativo ( educatori professionali – mediatori al lavoro ) per la gestione diretta dei progetti e delle attività riabilitative. Sono inoltre previste figure sanitarie specifiche per l’area medica,  neuropsicologica e motoria, oltre a figure dell’area psicologica e pedagogica educativa. Tali figure verranno incrementate nel tempo dalla fase di apertura fino al raggiungimento della massima possibilità operativa. E’ previsto per tutte queste figure una azione settimanale di incontro (riunione équipe) al fine di progettare, monitorare e riprogettare costantemente gli interventi.
Sono previste ovviamente anche attività di formazione permanente anche con particolare riferimento al settore delle malattie rare oggi emergenti sul piano dei bisogni e che al momento non trova collocazione nell’ambito dei servizi esistenti.
 Ulteriori risposte da parte del Presidio Boggiano Pico si prevede possano essere attuate  nei confronti dell’utenza pediatrica dell’Istituto G.Gaslini che molte volte trova un’ottimi livelli di risposta diagnostica ed inquadramento terapeutico, disgiunti però da una conseguente efficace collocazione nell’ambito di servizi di riabilitazione.
Una rete consulenziale medico specialistica esterna (ad esempio con gli Ospedali Galliera e Gaslini) è inoltre prevista  come indispensabile complemento delle attività del Centro.