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06
Lug
2006

ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARMATORI

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Cabina di regia per la politica marittima, tavolo di concertazione sulla flotta pubblica, registro unico di immatricolazione delle navi, nuovi strumenti finanziari volti ad ampliare gli investimenti: queste le principali richieste dellíarmamento illustrate da Nicola Coccia, presidente di Confitarma, nel corso dellíAssemblea svoltasi oggi a Roma presso líAuditorium della Tecnica di Confindustria. Alla presenza di numerose personalit‡ del mondo politico e amministrativo, economico, marittimo e sindacale, il presidente di Confitarma, Nicola Coccia, ha svolto la sua relazione, seguita dagli interventi del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, del Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, e del Vice Ministro dei trasporti, Cesare De Piccoli. ìIl cluster marittimo e la flotta italiana hanno ricostituito il legame con il sistema Italiaî, ha affermato il Presidente Coccia. Oggi contribuiscono al Pil nazionale con 37,6 miliardi di euro, di cui la met‡ Ë da imputare alla sola attivit‡ di trasporto marittimo. Il 64% delle importazioni italiane ed il 46% delle esportazioni viaggiano su navi. LíUnione europea ha riconosciuto da tempo líimportanza e la funzione strategica del settore e non dovrebbe tornare a îparlare di un registro unico europeo e di argomenti gi‡ affrontati e positivamente risolti dagli Stati membriî. Secondo Confitarma ìsarebbe invece indispensabile un intervento di Bruxelles sui fattori che effettivamente distorcono la concorrenza, come ad esempio quelli sullo sviluppo eco-compatibile dei porti e su temi specifici quali i dragaggiî. ìLa prima esigenza del settore marittimo-portuale italiano, osserva il presidente degli armatori, Ë la creazione di una cabina di regia per la politica marittima, capace di coordinare una task force governativa che affronti i problemi di competenza di pi˘ ministeriî e potrebbe diventare il vero motore di sviluppo per i porti, la logistica e le autostrade del mare. Per quanto riguarda i porti, il presidente di Confitarma ha evidenziato líurgenza di rimuovere il tetto di spesa per gli investimenti, individuando le priorit‡ degli interventi allíinterno dei singoli scali e definendo il ruolo strategico di quelli di transhipment, regionali o destinati alle autostrade del mare. Il presidente Coccia ha ricordato anche la pesante e anacronistica distorsione attuata dalla flotta pubblica. ìChiediamo, operando negli stessi mercati, di avere le stesse regole. Chiediamo chiarezza sul futuro della Tirrenia, affinchÈ le aziende armatoriali private possano calibrare i propri assetti operativi e i relativi investimenti, anche in vista dello sviluppo delle autostrade del mare. Siamo líultimo paese europeo ad avere una flotta pubblicaî. Altro aspetto importante Ë la creazione di un unico registro per le navi che fanno traffico internazionale e di cabotaggio, in modo da assicurare a tutti gli operatori un regime analogo e aumentare la flessibilit‡ di impiego delle navi. Navi per le quali sono stati investiti negli ultimi dieci anni 15 miliardi di euro mantenendo la flotta italiana giovane, specializzata e rispondente alle esigenze della nostra industria. Non meno necessario il coordinamento di tutti gli attori della catena logistica: ìConfitarma e Confindustria hanno gi‡ avviato una forte sinergia. Hanno rafforzato il legame tra industria marittima e sistema produttivo nazionale, convinti di essere due facce della stessa medagliaî. Il presidente Coccia ha poi sottolineato gli ottimi risultati del settore crocieristico e messo in evidenza come possano essere la base per un progetto di rilancio del turismo terrestre: ìnellíoffrirlo al Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei beni e delle attivit‡ culturali, Francesco Rutelli, Confitarma si candida sin da ora a collaborare attivamente ai programmi che vorr‡ definire e coordinare per vincere questa importante sfidaî. Ha ricordato inoltre le numerose iniziative dellíarmamento per la formazione ed ha ribadito ìla ferma intenzione di portare avanti il progetto della costituzione di un Polo formativo nazionale per le professioni marittimeî. Non Ë mancato poi un richiamo al sistema bancario nazionale per ìuníalleanza funzionale che non si limiti allíerogazione di finanziamenti, ma renda disponibili servizi e professionalit‡ specializzati e di alto standard qualitativo, con la creazione di desk appositamente destinati allo shippingî. Líarmamento italiano ha bisogno di nuovi strumenti finanziari che favoriscano il reperimento di risorse per gli investimenti, quali il tax lease scheme e un sistema che incentivi la partecipazione di privati nel capitale di rischio delle imprese armatoriali, nonchË fondi di investimento navale. Strumenti che il ìsistema bancario italiano dovr‡ essere in grado di gestire insieme agli armatoriî.